Quanta propaganda per 3 misere macchinette

2 Commenti

Alla fine di luglio in tre stazioni della metropolitana di Roma sono state posizionate tre macchinette che in cambio di vuoti in plastica riconoscono un credito per l’acquisto di biglietti ATAC.

Nonostante l’iniziativa sia stata presa da un consorzio di produttori e riciclatori di PET (il CORIPET) che la sta promuovendo in diverse realtà italiane, il Sindaco Raggi si è talmente appassionata alla cosa da averne fatto una vera e propria ossessione, per lei e i cittadini tutti.

 

È del 26 luglio il suo primo post su facebook che illustra l’iniziativa.

 

 

Dopo di quello ce ne sono stati ben altri 9:

il 28 luglio

il 29 luglio

il 31 luglio

l’8 agosto

il 14 agosto

il 28 agosto

il 29 agosto

il 9 settembre

l’11 settembre

 

Tre macchinette in croce, per una popolazione cittadina di circa 2,5 mln di persone, per di più offerte da un corsorzio privato, sono state sfruttate a dismisura dal Sindaco Raggi per pura propaganda.

L’apporto infatti che un numero tanto limitato di impianti può dare alla marea di rifiuti romana è assolutamente insignificante. Inoltre molto spesso le macchine risultano piene, portando molti cittadini a non provarci neanche più a conferire i loro vuoti, correndo ogni volta il rischio di doverseli riportare a casa.

 

Ma l’ossessione del Sindaco per queste macchinette non si è fermata ai ripetuti post sulle loro gesta. La Raggi ha anche pensato bene di sfoggiare quella che deve considerare una meraviglia della tecnica, oltre che uno strumento di grande avanguardia, ad una delegazione dello stato della Malacca, parte della federazione della Malaysia.

La cosa sarebbe stata comica se non stessimo parlando del Sindaco di Roma che fa una figuraccia mondiale. Come infatti ha ben descritto Giulia Pompili su Il Foglio, in Malaysia e più in generale in Asia macchine del genere sono abbastanza diffuse da anni. Nulla di straordinario da mostrare agli ospiti quindi; considerando anzi che in Malaysia una delle modalità per riscuotere i crediti a fronte delle bottiglie conferite è in oro (benché in quantità infinitesime) c’è da pensare che gli ospiti abbiano visto la Raggi come una specie di troglodita che si fa bella di una tecnologia che per loro è la normalità da diversi anni.

 

Una delle macchine installate in Malaysia che a fronte di bottiglie in PET, ma anche di lattine, riconoscono un credito in oro

 

Ma purtroppo neanche finisce qui. Leggiamo dall’articolo:

Però l’aspetto più desolante della visita alla metro San Giovanni – celebrata su Twitter dalla sindaca che ha scritto di aver “ancora una volta” dimostrato che la Capitale è “protagonista ed esempio di buone pratiche a livello internazionale” – è il retroscena. La delegazione arrivata dalla Malaysia era in realtà in missione al Vaticano, per il primo incontro del Comitato per la Fratellanza Umana sul dialogo interreligioso. Con l’occasione, era stato domandato al Campidoglio un incontro per studiare la struttura museale romana: Malacca, la capitale dello stato federato, è una città molto turistica, e la delegazione avrebbe davvero voluto imparare qualcosa da Roma per gestire i turisti internazionali. Dal comune, però, nei giorni scorsi è arrivata la proposta di sostituire i musei alla macchinetta mangiaplastica. E siccome fuori dai confini del Grande Raccordo Anulare l’educazione e la diplomazia hanno ancora un valore, la delegazione dalla Malaysia non ha nemmeno provato a insistere, e si è suo malgrado prestata a uno degli spot più imbarazzanti dell’Amministrazione Raggi.

 

Per cercare di dare ancor meglio l’idea di quanto ridicola sia l’ossessione del Sindaco Raggi per le tre macchinette, riferiamo quanto letto in un articolo del New York Time dell’ottobre 2018. Il pezzo parla delle “reverse vending machine” (così sono conosciute nel mondo le macchine mangia-bottiglie e non “plastic eating machine”, come sembra la Raggi le abbia chiamate di fronte alla delegazione malese) che la municipalità di Istanbul ha deciso di installare per incentivare il riciclo di una parte dei rifiuti.

Nel caso turco, le macchine ricevono sia vuoti in PET che lattine in alluminio, riconoscendo crediti per l’acquisto di biglietti del TPL. Inoltre il primo piano di installazione prevedeva 100 macchine da posizionarsi in 25 fermate della metropolitana. Pur considerando che Istambul ha oltre 15 milioni di abitanti, è chiaro come lì debbano aver predisposto un progetto degno di questo nome con obiettivi chiari e misurabili, mentre l’iniziativa romana appare come un piccolo divertissment a puro uso della propaganda del Sindaco.

 

 

 

Chissà se il Sindaco Raggi così lo capisce che finché non si riuscirà ad aumentare considerevolmente il numero di queste macchine è meglio smettere di parlarne tanto, che si rischia solo di fare figuracce.

Inoltre tanto entusiasmo da parte del Sindaco per una cosa che moltissimi romani fanno da molti anni, ossia una differenziazione spinta dei rifiuti, dimostra quanto lei sia indietro rispetto a certe buone pratiche.

 

Lasci stare il Sindaco le tre macchinette e si metta a disegnare un sistema che consenta di premiare la differenziazione dei rifiuti ma su una scala che possa effettivamente dare un contributo a ridurre la produzione di rifiuti indifferenziati a Roma.

In un nostro recente pezzo abbiamo provato a segnalare alcune delle criticità di un simile modello di conferimento, a partire dal fatto che in questo modo AMA perde dei rifiuti che un valore ce l’hanno, insieme a ottimi esempi di riciclaggio spinto come quello di NonSonoRifiuti.

 

Purtroppo la netta impressione è che in fondo della riduzione nella produzione di rifiuti a Roma e della loro differenziazione in vista di un consistente riciclo non importa molto né al Sindaco, nonché anche assessore all’ambiente al momento, né all’AMA. D’altronde la storia recente ha dimostrato che in caso di crisi ci sarà sempre qualcuno, Regione o ministero che sia, che verrà in soccorso dell’amministrazione, evitando che Roma finisca sommersa di rifiuti ed i costi di questi continui salvataggi rimangono tutti in capo ai romani.

Occorrerebbe un improvviso rinsavimento del Sindaco Raggi che la porti a comprendere la sua inadeguatezza per affrontare una questione difficile come la gestione dei rifiuti a Roma. Ma da qualcuno che si entusiasma per 3 (tre!?! Quasi una per milione di abitanti!) macchinette mangia-bottiglie più di tanto non ci si può aspettare.

 

Articoli correlati

2 Commenti

  1. A.P.

    Il problema potrebbe essere ben peggiore e lo sospetto fortemente: la sindaca, dall’alto della sua esperienza di studio legale… ritiene progetti di questo tipo, come progetti importanti e di alto impatto, ovvero non ha alcuna cognizione della scala dei problemi e delle loro necessarie soluzioni. Non comprende e sfugge alla complessita’, per cui una macchinetta mangiaplastica rappresenta per lei un massimo risultato, qualcosa oltre il quale probabilmente non e’ in grado nemmeno di immaginare.

  2. Paolo

    … e, comunque, se queste macchinette hanno successo il motivo è il pessimo risultato della raccolta differenziata.
    Nella mia zona (prov. di TV) sono vent’anni che la plastica la raccolgono porta a porta…

Partecipa alla discussione

La tua email non sarà pubblicata. I campi obbligatori sono indicati con (richiesto)

Tweets

COSEFATTE.IT...ma anche basta prese in giro... i fatti veri quando? Niente tram, Niente Metro, Niente di Niente. #bastapreseperifondelli #famostemetro #cosedafaresulserio #cosefatte Leggi qui facebook.com/21020638609080… Retweeted by diarioromano

Video diario
Newsletter
Rimani aggiornato! Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere direttamente nella tua casella di posta elettronica gli ultimi articoli pubblicati.