Qualcuno fermi la farsa romana

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Le notizie che via via vengono rese note riguardo alle indagini sulla questione “stadio della Roma” mostrano sempre di più un’amministrazione romana sostanzialmente esautorata dai propri poteri e mera esecutrice di direttive impartite altrove, probabilmente da una società privata con sede in nord Italia.

Come altro interpretare infatti le parole del Sindaco Raggi che sull’improvvisa ascesa di Luca Lanzalone si giustifica dicendo che la persona le era stata imposta? Peraltro nella sua pochezza il sindaco non si rende conto che così dicendo certifica, nel caso qualcuno avesse ancora dubbi, il suo status di testa di legno, di puro prestanome di un’organizzazione politica i cui metodi di funzionamento sono oscuri e sicuramente non rispondono ad alcun pricipio di democrazia interna.

Sulla questione, che siamo sicuri avrà ulteriori sviluppi che non potranno che peggiorare il quadro di un’amministrazione che al meglio può essere definita incapace ed irresponsabile, ci limitiamo a sottolineare un aspetto che di quando in quando emerge nelle storie ma che sarebbe bene il Sindaco provvedesse a chiarire, per rimanere nell’ambito di incapacità e irresponsabilità e non sconfinare verso il dolo: ad un certo punto sul nuovo progetto dello stadio della Roma fu chiesto un parere all’Avvocatura Capitolina che però, una volta fornito, il Sindaco si affrettò a secretare.

Se il Sindaco volesse rendere noto il contenuto di quel parere ed il perché fu secretato ci toglie una curiosità, e con noi a tutti i cittadini romani, se invece continuerà a tacere su quel punto, come temiamo accadrà, ci lascia un dubbio grosso come una casa che non si sia di fronte solo ad incapacità ed irresponsabilità.

 

Lasciando alla cronaca di continuare a squadernare le oscure e poco commendevoli vicende dello stadio della Roma, vogliamo ora esercitarci su un altro episodio recente che ha visto protagonista il Sindaco Raggi e la sua maggioranza in Assemblea Capitolina. Parliamo della vicenda sull’intitolazione di una strada a Giorgio Almirante, lo storico segretario del Movimento Sociale Italiano, decisa tramite una mozione presentata dai consiglieri di Fratelli d’Italia ed approvata con il voto della gran parte dei consiglieri del M5S.

Sul merito dell’atto noi riteniamo che chi firmò il Manifesto della Razza, fu collaboratore della rivista Difesa della Razza e sostenne il fascismo senza mai rinnegare tutto ciò, semplicemente non è il caso che si veda riconosciuto il merito di avere una strada o piazza dedicata a Roma. Capiamo però che si possano avere pareri diversi e le istituzioni democratiche servono anche a che tali pareri si confrontino ed emerga quello maggioritario. A patto però che le parti in causa abbiano contezza di quello di cui trattano ed l’indipendenza di giudizio necessaria ad esprimersi in libertà senza condizionamenti.

Ebbene quello che è capitato in Assemblea Capitolina riguardo la mozione su Almirante ha dimostrato in maniera plateale che sia i consiglieri del M5S che lo stesso Sindaco Raggi non devono avere né contezza né tantomeno indipendenza.

 

Anzitutto i consiglieri del M5S hanno votato a favore del provvedimento con le eccezioni dei consiglieri Calabrese e Vivarelli, che si sono astenuti volendo almeno prendere un minimo di distanze dal provvedimento, ed il lodevole voto contrario della consigliera Maria Agnese Catini. Non abbiamo l’elenco completo di quelli che hanno votato a favore ma tra loro si è distinta la consigliera Eleonora Guadagno, nonché presidente della Commissione Cultura, che ha pensato bene di avanzare le seguenti scuse:

In quel momento qualcuno non ha focalizzato bene il personaggio politico a cui stavamo andando a titolare una piazza“, c’è stata una “… distrazione generale dopo una giornata convulsa. Quella mozione era fuori sacco, pensavamo di votare per dei debiti fuori bilancio. Un errore di stanchezza

 

Difficile credere alla Guadagno anche perché contiamo tutti che sia lei che tutti i suoi colleghi in Assemblea Capitolina abbiano sempre ben chiaro quello che votano, che siano debiti fuori bilancio, intitolazioni di strade o grandi progetti urbanistici, perché in caso contrario vorrebbe dire che la capitale d’Italia ed i destini di tutti i suoi abitanti sono guidati da una congrega di inconsapevoli pasticcioni.

Inoltre facciamo nostra l’obiezione avanzata in un commento letto sulla pagina facebook della Guadagno, dove la consigliera ha spiegato l’errore:

Potrebbe pure reggere come giustificazione se non ci fosse però che nella votazione ci sono stati due astenuti e un voto contrario da parte del M5S…
Solo questi 3 avevano approfondito la questione?
Non si sono interfacciati con gli altri spiegando le motivazioni?
A me sembra che stiate nascondendo la reale volontà di un vostro voto a favore. Qualcuno dovrebbe tornare a casa, sarebbe meglio

 

Non contenta delle risibili scuse la Guadagno ha anche provveduto a fare un post sulla sua pagina facebook pubblicizzando le nuove mozioni promosse dal Sindaco Raggi per cercare di rimediare al pasticcio combinato dai suoi consiglieri approvando la mozione di Fratelli d’Italia.

La sconcezza di questo post è che non vi si fa riferimento alcuno al provvedimento votato dalla stessa Guadagno con cui si impegna il Sindaco ad intitolare una strada o piazza a Giorgio Almirante, bensì si fa genericamente riferimento alla necessità di evitare che si intitolino luoghi ad esponenti politici fascisti.

 

 

Evidentemente la Guadagno deve pensare che i lettori della sua pagina abbiano l’anello al naso ed ella stessa non si fa problemi a prenderli per il naso, omettendo qualsiasi riferimento a quello che lei stessa ha giudicato un infortunio. Nei commenti al post la consigliera è costretta a dare qualche spiegazione ma senza mai fornire tutti i dettagli, come lei stessa scrive:

Eleonora Guadagno M5S Claudio non sai come sono andate le cose…Valentina ha votato astensione. Qualcuno sapeva, si , la maggior parte no. Non entrero’ qui nel dettaglio“.

 

Che la consigliera Guadagno non fosse un fulmine di guerra ce ne eravamo già accorti da tempo, stante che l’unica sua iniziativa che si ricordi è la mozione con cui propose all’Assemblea Capitolina di riabilitare il poeta Ovidio, ma così si passa dal non far niente a fare danni e la cosa non può non preoccupare.

 

Visto quindi quanto pasticcioni ed irresponsabili possano essere i consiglieri M5S in Assemblea Capitolina, dobbiamo purtroppo rilevare problemi simili con lo stesso Sindaco Raggi. Costei infatti è stata informata della mozione su Almirante, approvata anche dai suoi consiglieri, praticamente in diretta ed a cura di Bruno Vespa che la stava intervistando a “Porta a Porta”. Alla domanda se condividesse il provvedimento il Sindaco ha detto testualmente:

 

Se l’aula ha votato favorevolmente credo assolutamente di sì“.

 

All’obiezione di Vespa che i consiglieri di Fratelli d’Italia non hanno la maggioranza in Assemblea il Sindaco ha risposto:

Se il provvedimento è passato vuol dire che evidentemente i consiglieri si sono determinati e vogliono comunque intitolare la strada a questo personaggio.

 

Infine alla domanda finale di Vespa se il Sindaco fosse favorevole ad un tale provvedimento la Raggi ha risposto:

Il Sindaco prende atto della volontà dell’aula. L’aula è sovrana, è come il Parlamento, no?“.

 

Di seguito il video con le dichiarazioni.

 

 

Già un Sindaco che non trova il modo di prendere immediatamente un minimo di distanze da un atto tanto discutibile sorprende. Le sarebbe bastato infatti dire che trovava la cosa alquanto strana e che avrebbe dovuto approfondire considerato il personaggio di cui si stava parlando. Invece il Sindaco è andata liscia sulla cosa senza battere ciglio. Peraltro ad una così affezionata partecipante ai “Viaggi della memoria” (se ne fosse perso uno da quando è stata eletta …) il dubbio che un esponente mai pentito del fascismo e della difesa della razza non fosse proprio tra quelli da onorare con una strada sarebbe dovuto venire immediatamente. Ma anche il Sindaco Raggi ha già dimostrato di non essere un campione di riflessi pronti.

 

Tanta sicurezza del Sindaco sul tema deve però essere crollata velocemente perché a distanza di qualche ora dalle sue inequivocabili dichiarazioni la Raggi ha pubblicato un post su facebook dicendo:

Nessuna strada a Roma sarà dedicata a Giorgio #Almirante
Domani stesso presenterò una mozione a mia prima firma.

 

Improvvisa folgorazione sulla via di casa? O forse qualcuno avrà fatto presente al Sindaco che così si giocava il rapporto con la comunità ebraica, quello faticosamente stabilito con i viaggi della memoria a ripetizione?

O potrebbe anche essere che a dispetto di quello che dà a vedere, il Sindaco non ha una sua autonomia di giudizio, bensì esegue decisioni prese da qualcun altro; per cui va bene dichiarare ai giornalisti quello che le passa per la testa ma poi gli atti concreti vengono allineati al disegno di una qualche entità superiore, che sia il capo politico del movimento 5 stelle, la Casaleggio Associati o chissà chi altri.

Fatto sta che il Sindaco può permettersi di cambiare diametralmente opinione su qualsiasi cosa senza sentirsi in obbligo di fornire chiarimenti.

Questa volta la cosa ha riguardato una decisione tutto sommato minore, per quanto di enorme valenza simbolica. Ma senz’altro gli stessi meccanismi si saranno prodotti chissà quante altre volte, sostanziando un Sindaco incapace, debole ed eterodiretto, attorniato da una maggioranza in Consiglio altrettanto incapace, debole e totalmente controllabile dall’alto.

 

In una tale situazione non stupisce che un Sindaco tanto debole si sia attorniato di assessori di pari caratura, se non addirittura peggio, che stanno assistendo inermi alla definitiva deflagrazione di tutti i più gravi problemi romani: la situazione rifiuti continua ad essere del tutto fuori controllo, idem lo stato di manutenzione delle strade e delle aree verdi ed il servizio fornito da ATAC continua a peggiorare, con il concordato che appare a fortissimo rischio.

 

Una situazione del genere non appare più recuperabile da chi ha contribuito a generarla e solo le menti più ottuse del movimento 5 stelle possono pensare che occorra dare ancora tempo all’attuale amministrazione.

 

La nostra impressione è che anche i vertici del M5S si siano resi conto che Roma è ormai una battaglia persa e che non vedano l’ora che il Sindaco Raggi venga condannata il 21 giugno p.v. per falso ideologico nella vicenda della nomina del fratello di Raffaele Marra.

Manca qualche giorno a tale data, dopo la quale noi scommeteremmo su dimissioni immediate del Sindaco e successiva nomina di un commissario.

Visto come stanno le cose una tale previsione appare quasi idilliaca, contando che un commissario non potrà mai essere tanto inutile quanto l’intero governo cittadino attuale.

 

Rimane il problema della mancanza di una valida alternativa politica al M5S a Roma e ci chiediamo quanto ancora ci vorrà prima che qualcuno si renda conto dell’enorme spazio politico che potrebbe essere occupato da una proposta ragionevole e credibile. In tal senso c’è il bell’esempio di Giovanni Caudo che sta concorrendo per il Municipio III; che sia quella l’unica possibile nuova strada per la città tutta?

 

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