Plastica contro biglietti ATAC: ci ha pensato bene il Sindaco?

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Tutti a magnificare l’iniziativa “+ricicli +viaggi” promossa da ATAC e sponsorizzata direttamente dal Sindaco Raggi, per la quale è stata l’ennesima occasione di farsi immortalare sorridente insieme al Presidente/AD/DG di ATAC Simioni.

 

 

In effetti ad un primo sguardo si direbbe un’ottima iniziativa: si incentivano i cittadini a riciclare dei rifiuti riconoscendogli in cambio un vantaggio economico. Ma considerando meglio la cosa si può vedere come di problemi connessi ce ne siano non pochi e probabilmente ben maggiori dei benefici.

 

Anzitutto, come ha ben spiegato Mercurio Viaggiatore, va chiarito che questa iniziativa è tutto merito del Coripet, un consorzio di produttori e riciclatori di PET, che sta introducendo in alcune realtà cittadine delle macchine mangia-bottiglie che riconoscono dei crediti a chi conferisce i vuoti in plastica.

L’amministrazione non dovrebbe quindi entrarci nulla nella cosa, essendosi probabilmente limitata alla sola fornitura di un Sindaco sorridente per inaugurare le macchine. Ma questa al massimo è una furbata, non certo un problema.

Passiamo invece alle criticità che vediamo in questa iniziativa.

 

Anzitutto, pur considerando che si tratta di una sperimentazione, va sottolineato il numero ridicolo di macchine installate: solo 3!?!

3 macchine per una città di circa 2,5 mln di abitanti non è una sperimentazione, bensì una mera occasione di fare un po’ di propaganda. Ben diverso sarebbe stato, ad esempio, partire con una trentina di macchine sparse per la città e con un piano per espanderne il numero fino a qualche centinaia, in assenza di particolari criticità rilevate durante la sperimentazione.

Inoltre l’avere in ogni postazione una singola macchina comporta un elevato rischio che in caso di guasto (che pare frequente) o di riempimento della macchina, il cittadino che voglia conferire i vuoti sia costretto a portarseli in giro. Più senso avrebbe posizionarne almeno una coppia di macchine in ogni postazione, così da ridurre tale rischio; anche perché in caso di mancato conferimento è molto probabile che il cittadino consideri inaffidabile il sistema e smetta subito di utilizzarlo.

 

I benemeriti di Odissea Quotidiana hanno predisposto un canale Telegram dove tenere sotto controllo lo stato delle macchine (pretendere che ci pensasse ATAC ad un semplice servizio del genere è pura fantascienza, purtroppo). Come si può vedere dall’immagine che segue, purtroppo è abbastanza probabile trovarle non funzionanti.

 

 

 

Il credito riconosciuto dalle macchine può essere accreditato solo tramite due app (MyCicero o TabNet) precludendo quindi il sistema a chiunque non abbia uno smartphone o non sia registrato con quelle app.

 

Ma l’obiezione potenzialmente più grande da avanzare a questa iniziativa l’avrebbe dovuta fare proprio il Sindaco Raggi, in qualità di assessore all’ambiente pro tempore.

Sara infatti sfuggito al Sindaco, forse troppo presa dalla possibilità di fare l’ennesima uscita sorridente, che il PET è un rifiuto (o forse dovremmo chiamarlo “materiale post consumo”) di un qualche valore, tant’è che il Coripet è disposto a pagarlo abbastanza profumatamente (5 centesimi a bottiglia!?!). In quanto tale, la raccolta del PET, nell’ambito della plastica, rappresenta per l’AMA un’entrata, laddove invece per i rifiuti indifferenziati l’azienda deve pagare, e molto, per smaltirli.

Distrarre quindi dei rifiuti in PET molto ben differenziati dalla raccolta dell’AMA significa sottrarre delle possibili entrate all’azienda.

Chiaramente trattandosi di sole 3 macchine si sta parlando di quantità del tutto trascurabili, ma delle due l’una: o questa iniziativa ha un futuro, espandendola a tutta la città e così intercettando una grande quantità di PET, nel qual caso la perdita per AMA sarà di una qualche consistenza, oppure si tratta di un piccolo fuoco di paglia che verrà presto dimenticato per far spazio a qualche altra idea estemporanea.

In entrambi i casi ci chiediamo se la cosa sia stata ben valutata dall’amministrazione o se, ancora una volta, si è proceduto alla garibaldina, dando retta all’istinto del momento che tanto l’audience amica ha dimostrato di bersi qualsiasi fandonia (mentre quella ostile, ormai la stragrande maggioranza a Roma, fa fatica ad accettare anche le pochissime cose positive che ogni tanto vengono fuori).

 

Da ultimo, ma non per importanza, girando sui social ci siamo imbattuti nel tweet seguente, dove si mostra una delle macchine installate con persone che fanno la fila per conferire:

 

 

L’immagine ce ne ha ricordata un’altra che pubblicammo qualche tempo fa:

 

 

In entrambe si vedono cittadini in fila per conferire dei rifiuti. Nella prima si tratta delle nuove macchinette alle 3 fermate della metro mentre nella seconda la fila è alla postazione NonSonoRifiuti del box 95 nel mercato Trionfale.

 

Non conoscete NonSonoRifiuti? In estrema sintesi è un’iniziativa di un privato che acquista a peso rifiuti ben differenziati. Noi è dal 2015 che ne parliamo, chiedendoci periodicamente cosa aspetta l’amministrazione a diffondere l’iniziativa in tutti i mercati rionali e, perché no, in tutti i centri di raccolta dell’AMA.

Quest’anno se n’è accorta anche La Repubblica della bontà della cosa ma incredibilmente l’amministrazione capitolina continua ad ignorarla, preferendo robetta ininfluente come le 3 macchinette mangia-bottiglie.

La differenza sostanziale tra le due cose è che NonSonoRifiuti è tutto fuorché propaganda, essendo la postazione attrezzata per accogliere rifiuti di diverso tipo (PET ma anche carta, oli usati, metalli, ecc.), ognuno con un suo diverso valore ed anche in grandi quantità. Inoltre è previsto anche un angolo “del riuso” dove è possibile portare oggetti che possono essere ancora utilizzati evitando quindi che divengano rifiuti.

 

A quanto ci consta in oltre 3 anni di governo cittadino nessuno dell’amministrazione M5S si è mai degnato di valutare l’iniziativa NonSonoRifiuti, verificando sia il possibile impatto che una sua consistente estensione potrebbe avere sulla gestione dei rifiuti differenziati, sia il fatto che potendo “vendere” tali rifiuti in molti probabilmente sarebbero molto più invogliati a fare una seria differenziata, con una conseguente diminuzione, anche rilevante, nella produzione del problematico indifferenziato.

 

Purtroppo in mancanza di un assessore all’ambiente e con un Sindaco che si tiene le deleghe essendo più interessata a fare foto di circostanza che ad affrontare seriamente i problemi, temiamo che iniziative come queste siano destinate a rimanere confinate a nicchie insignificanti.

 

Preveniamo anche l’obiezione di essere i soliti bastian contrari, quelli che cercano sempre di vedere il negativo in qualsiasi iniziativa dell’amministrazione anziché apprezzarne i lati positivi. Come abbiamo provato a spiegare, di positivo vediamo ben poco mentre capiamo (e non da ora) le enormi potenzialità che iniziative come queste hanno per contribuire ad una corretta gestione dei rifiuti a Roma.

Saremmo ben lieti di ottenere chiarimenti o smentite dall’amministrazione alle nostre obiezioni ma ci siamo abituati a non sperare in riscontri di alcun tipo.

E questo per noi è il problema e la delusione più grande dell’amministrazione M5S a Roma: una conventicola di aspiranti stregoni impermeabili a qualsiasi sollecitazione o contributo (con un’unica eccezione), anche quelli più positivi e propositivi, proveniente dall’esterno.

Quando andammo a scoprire le carte del MoVimento, nell’aprile 2016, questo concludemmo:

Non si governa con la paura, ma evidentemente il M5S questo deve ancora impararlo, almeno a Roma.

 

Quando qualcuno dell’amministrazione volesse confrontarsi con noi o con le tante realtà che a Roma provano a dibattere pubblicamente dei problemi, sarà sempre il benvenuto, benché confessiamo che abbiamo ormai perso le speranze.

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