Piazzale della Stazione Tiburtina: gli eterni lavori e il degrado dell’area

Dopo un lungo stop, nei cantieri si vede qualche operaio ma 3 anni sono davvero troppi. Il Comitato Residenti: "Gualtieri potrebbe correggere gli errori progettuali lasciati dalla Raggi"

Dovevano durare 450 giorni, dall’11 luglio del 2019 a 4 ottobre del 2020. E invece i cantieri di fronte la stazione Tiburtina sono ancora tutti lì. La motivazione ufficiale del prolungamento starebbe nella variante chiesta dall’ex giunta Raggi ma anche in questo caso la data di fine lavori era prevista per marzo 2021.

Nessuno oggi può dire quando finiranno realmente e nel frattempo la zona è in preda all’abbandono più totale. Operai se ne vedono pochissimi e i rappresentanti del Comitato Cittadini Stazione Tiburtina denunciano di essere stati dimenticati. La nuova amministrazione Gualtieri si ritrova un progetto praticamente chiuso che però piace a pochi, anzi a nessuno. Perfino il II Municipio aveva espresso parere contrario alla colata di asfalto che andò a sostituire la sopraelevata.

 

I residenti chiedevano spazi verdi, panchine, camminamenti sotto gli alberi. Il Campidoglio non volle sentire ragioni e realizzò uno stradone a quattro corsie, come se fosse la vecchia sopraelevata ma più in basso. Questo stradone per ora non è aperto al traffico e tutto intorno c’è solo degrado.

 

E’ stato tutto fermo per lungo tempo ma ora i cantieri sono ripresi per completare la circonvallazione Nomentana“, dice a diarioromano Lorenzo Mancuso, del Comitato cittadino. I residenti sperano di essere ricevuti nelle prossime settimane da Gualtieri per correggere almeno in parte gli errori lasciati dalla precedente amministrazione. “E’ una valutazione che speriamo venga fatta perché quelle della giunta Raggi furono follie“, conclude Mancuso.

Il nodo della Stazione Tiburtina è nevralgico per la città e in un mondo normale i lavori sarebbero stati completati da tempo proprio per consentire la totale fruibilità della ferrovia e del nodo di scambio con i pullman. Qui invece si va a rilento rendendo la vita impossibile a residenti e utenti.

Per raggiungere la stazione i pedoni sono costretti ad uno slalom tra le transenne e i percorsi non sono indicati, occorre affidarsi al fiuto pure se si è di corsa per raggiungere i binari.

 

Dirigendosi in direzione opposta, verso l’autostazione Tibus non ci sono marciapiedi e i pochi ancora esistenti sono occupati da bancarelle giganti.

 

La sosta è creativa, le auto vengono lasciate ovunque tanto l’area è terra di nessuno. In direzione della Nomentana vi sono due svincoli e una rotonda circondati dalle transenne che non lasciano presagire nulla di buono in termini di vivibilità futura. Quando la zona verrà aperta al traffico, questa strada diventerà ad alto scorrimento, senza attraversamenti sicuri, né alcuna presenza verde degna di questo nome.

 

Intendiamoci, la vecchia sopraelevata era davvero brutta e al di sotto c’era solo discarica e sosta selvaggia, ma l’occasione di riqualificare questa zona sembra definitivamente perduta.

Per ora l’unica buona notizia risale ad alcune settimane fa quando dopo lunghi mesi è stato riaperto l’accesso alla metro B dal piazzale, senza il quale i viaggiatori erano costretti ad un lungo giro tra i cantieri e il degrado.

 

 

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2 risposte

    1. ….Quella strettoia il alto prima del cavalcavia che va verso la via Tiburtina, e uno schiaffo ai pedoni che poverini, proprio in cima alla strada in alto dove si strige paurosamente assieme al marciapiede, sono costretti a sistemarsi in fila indiana per non essere travolti dai numerosi pulman, atac e privati che, in discesa, si diriggono verso la stazione….Osservatelo!! Grazie

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