Piazza Navona senza pace

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Non contento evidentemente di aver devastato definitivamente la tradizionale festa della Befana di piazza Navona, a parere di tutti (perfino dell’ex-assessore al commercio Meloni che ebbe a dichiarare “Ero incazzato prima e lo sono tuttora perché con la Festa della Befana Coia ha regalato la manifestazione ai Tredicine e questo va contro Roma e il suo decoro“), il presidente della commissione commercio Andrea Coia torna ad occuparsi della piazza.

Questa volta lo fa per accogliere la sollecitazione dei commercianti di piazza Navona che, guarda tu che novità, chiedono di poter ampliare le aree esterne occupate dai tavolini.

Dove l’abbiamo già sentita questa cosa? Ah già … costoro anni fa si erano abituati ad occupare la piazza a piacimento, nonostante fin dal 2006 esistesse un piano di occupazione che prevedesse che i dehors fossero limitati ai marciapiedi esterni.

 

Il piano del 2006 (Del. Giunta n.139/2006 ) che già limitava i dehors

 

In nome della libertà del commercio, ma in barba del rispetto del luogo, dei monumenti presenti e dei diritti di tutti gli altri fruitori della piazza, la stragrande maggioranza degli esercenti usava occupare ben oltre il limite del marciapiede. Qualche immagine del tempo.

 

 

 

 

Si dirà: ma in fondo che fastidio davano i tavolini in più rispetto al piano approvato in Giunta?

Ebbene ognuno può avere le sue idee e preferenze riguardo l’utilizzo degli spazi pubblici: c’è chi può preferire il modello Campo de’ Fiori, con occupazioni monstre che quasi annullano la piazza, e chi invece vorrebbe ovunque il modello piazza di Spagna, con zero tavolini all’aperto.

Quando però si tratta di luoghi di pregio, che contengono beni artistici da tutelare e godere da parte di tutti, le decisioni non possono che spettare alle soprintendenze varie, le uniche che possono decidere quali sono i limiti che anche il commercio deve rispettare.

 

Questa cosa però agli esercenti della piazza non è mai piaciuta, tant’è che ci sono voluti parecchi anni, e le battaglie di legalità di molti, per arrivare infine all’applicazione del piano di massima occupabilità con l’amministrazione Marino (e l’allora ottimo assessore Leonori) nel 2014.

Da sottolineare che pur con una restrizione delle concessioni, sulla piazza continuano a permanere diverse centinaia di tavolini; ma soprattutto va considerato che alle tariffe attuali delle concessioni OSP, che lo ricordiamo prevedono il pagamento di meno di 80 centesimi di euro al metro quadrato al giorno (MENO DI 80 CENTESIMI DI EURO AL METRO QUADRATO AL GIORNO!?!), è evidente che gli esercenti farebbero carte false per moltiplicare all’infinito le loro concessioni. Se infatti si considera che in un metro quadrato ci può stare un tavolino con almeno due persone e quanto quel tavolino può rendere in una giornata in un luogo come piazza Navona, si comprende bene quanto possano tenerci gli esercenti ad ampliare al massimo lo spazio esterno.

 

Ma se un esercente fa legittimamente i propri interessi, cercando di massimizzare il proprio profitto, dovrebbe esserci qualcuno, tipicamente l’amministrazione pubblica, che quegli interessi li coniuga con i tanti altri e trova un punto di equilibrio che possa andare bene per tutti.

E qui veniamo alla nuova iniziativa del famigerato presidente Coia (non ce ne vorrà se lo apostrofiamo così ma non possiamo dimenticare il capolavoro della sua delibera sul commercio ambulante, quella che doveva rivoluzionare il settore, stando alle sue dichiarazioni, ed invece ha cristallizzato lo schifo che vediamo per le strade romane).

Avrà pensato il presidente Coia di inaugurare un dibattito pubblico per individuare nuove regole per le OSP in centro storico, magari pensando di condividere meglio gli enormi guadagni degli esercenti con la collettività, tramite aumento dei canoni, e nel contempo trovare il modo di distribuire i tavolini in modo più omogeneo aumentando la qualità dell’offerta?

Si sarà posto il Presidente Coia il problema dell’enorme abusivismo che contraddistingue le OSP in centro storico a Roma, con stime prudenziali che lo collocano intorno al 70%?

 

Neanche per idea, al presidente Coia evidentemente la legislazione comunale in tema di OSP va bene così com’è ed il problema al momento è solo trovare il modo di restituire agli esercenti di piazza NAvona un paio di metri di occupazione in più; paio di metri che per ciascuno di loro significheranno svariate decine (o centinaia) di migliaia di euro in più di guadagno all’anno mentre alla collettività porteranno al massimo qualche migliaio di euro in più di canoni OSP. Ma soprattutto un paio di metri che riporteranno i tavolini a ridosso dell’area centrale con piazza Navona che tornerà ad essere una mangiatoia a cielo aperto.

 

Diciamo che non ci stupiamo più per le iniziative del presidente Coia ma in questo caso contiamo che, nonostante le elucubrazioni che lui ed i componenti della commissione commercio vorranno fare sul tema, ci saranno gli uffici del MiBACT (soprintendenze e altri) che ancora una volta decideranno qual è il limite all’utilizzo commerciale di piazza Navona. E siamo pronti a scommettere che di nuovo quel limite, ancora molto generoso, verrà individuato nei marciapiedi esterni della piazza.

Se così fosse per l’ennesima volta si sarà fatta lavorare a vuoto la commissione commercio mentre delle cose veramente importanti, che potrebbero quelle sì contribuire allo sviluppo della città e del suo commercio, continua a non occuparsi nessuno.

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