Perché la proposta di Coia sulle OSP farà ulteriori disastri

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Ad adivandum del post di questa mattina, riportiamo di seguito il comunicato rilasciato da alcuni illustri esponenti cittadini sulle modifiche alla normativa in materia di OSP proposte da Andrea Coia e che andranno in Assemblea Capitolina domani.

 

 

Con la nuova delibera sul commercio, da venerdì 22, Roma imbarbarita e devastata
A piazza Navona si paga meno di 1 euro al mq/giorno

Lo sfruttamento intensivo e cinico del Centro Storico romano va avanti nell’avallo o nell’indifferenza della politica e delle istituzioni. Venerdì 22 verrà portata in Consiglio comunale la proposta di deliberazione con la quale, a firma del consigliere Andrea Coia, vengono introdotte gravi modifiche alle norme vigenti sulle occupazioni di suolo pubblico e sui Piani di Massima Occupabilità di locali ed esercizi pubblici su strade e piazze.

Basti per tutte questa sintesi per punti:

1) I Piani di Massima Occupabilità delle OSP non saranno più di competenza del Consigli dei Municipi (organo elettivo pubblico e di prossimità) per il proprio territorio bensì della Giunta Capitolina (organo non elettivo e centralizzato) senza che si chiarisca se i 160 Piani già approvati rimangano validi;

2) L’occupazione di suolo pubblico non sarà più prevista solo per chi ha licenza di somministrazione ma verra’ liberalizzata prevedendola anche per i numerosissimi laboratori, negozi di vicinato, friggitorie, kebab, paninoteche, gallerie con somministrazione ecc. che potranno avere su strada sgabelli, piani d’appoggio, panchine, ecc.

3) Gli esercenti potranno presentare un progetto di revisione delle occupazioni di suolo pubblico (OSP) anche nelle piazze o vie dove c’è già un Piano vigente al fine di modificarlo e ampliarlo e sanare OSP abusive.

4) Potranno avere gratis 1 tavolo edicole, librerie, ecc. che somministrano bevande e vendono souvenir.

5) Gli esercizi potranno occupare gratis e stabilmente il suolo di strade e piazze (cosa ora vietata) coi propri contenitori di rifiuti: quindi niente cassonetti per i cittadini, ma soltanto contenitori privati per i locali. I cittadini, se l’AMA non ritira, si arrangino, pur pagando le salate tariffe che sappiamo.

6) Non sarà più vietato rateizzare le manifestazioni in strada e piazze in più mesi (fino a 6) aggravando l’occupazione spesso rumorosa degli spazi e comunque eliminando il solo modo per il pagamento certo dell’occupazione di suolo pubblico. Quello che ora deve essere preventivo ed evita così le morosità elevatissime del passato. Adesso sarà festa per tutti gli occupanti.

7) Le tariffe per l’occupazione di suolo pubblico rimangono quelle irrisorie di oggi: ad esempio per Piazza Navona, anche meno di 1 euro al giorno al metro quadrato. Ovviamente rimangono del tutto inadeguate le sanzioni commisurate a queste ridicole tariffe e altre sanzioni. Per alcune fattispecie commerciali di nuova introduzione vengono previste esenzioni totali.

8) Nulla è previsto per contrastare l’abusivismo commerciale, anzi con queste nuove regole esso è destinato ad aumentare essendo peraltro già fuori controllo.

Questo il trattamento “barbarico” inflitto alla Roma storica nella latitanza delle Soprintendenze statali, della Sovrintendenza Capitolina, dell’opposizione politica istituzionale, dell’Unesco verso uno dei siti più preziosi del mondo. Ma gli stessi dirigenti delle Associazioni dei commercianti non si rendono conto di ridurre a pelle e ossa la gallina dalle uova d’oro, la povera Lupa? Almeno questo dovrebbero comprenderlo. Pare di no: il sito Unesco prevede contingentamenti che sono già largamente saturi. Con queste misure la situazione andrà decisamente fuori da ogni possibile controllo creando col dilagare di B&B, case e appartamenti di vacanze, spesso abusivi, una miscela esplosiva incontenibile. Una miscela distruttiva e “barbarica”, una devastazione, ripetiamo, suicida.

P. Il Comitato per la Bellezza
Vittorio Emiliani
Vezio De Lucia
Luigi Manconi
Paolo Berdini
Rita Paris Archeologa
Andrea Costa Presidente Comitato Roma 150
Carlo Troilo Roma Nuovo Secolo

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  1. Paolo

    “Quod non fecerunt barbari, fecerunt… grillini.”

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