Perché è più facile fare il sindaco a New York?

DbM

Qualche giorno fa il sindaco di New York , Bill De Blasio, ha rilasciato un’intervista al New York Times in cui ha detto che è più facile fare il sindaco a New York che a Roma e che capisce le difficoltà di Ignazio Marino. “Non ha il sostegno di cui ha bisogno dal governo nazionale, né i proventi fiscali locali che abbiamo noi”, ha dichiarato il sindaco De Blasio, che è legato a Marino da una buona amicizia.

Noi ne avremmo un’altra di motivazione per cui probabilmente ha ragione De Blasio a dire che a Roma è più difficile governare: secondo noi il motivo è che a New York vige un buon livello di legalità, per cui la stragrande maggioranza delle persone semplicemente rispettano le norme, anche perché sanno che violarle vorrebbe dire una sanzione quasi certa (provare a parcheggiare l’automobile “un attimino” fuori posto per credere).

Se invece vediamo la situazione a Roma, ormai il rispetto delle norme è l’eccezione anziché la regola, e tutti si sentono in diritto di fare un po’ come gli pare, cittadini, turisti, immigrati irregolari, rom, ecc.

Eppure anche a New York le cose non andavano per niente bene fino a qualche decennio fa, con un tasso di criminalità preoccupante e problemi generalizzati di sicurezza in moltissime aree della città. Poi nel 1994 arrivò Rudolph Giuliani, che tra le prime cose che fece fu nominare un nuovo capo della Polizia con il compito specifico di applicare la teoria delle finestre rotte. Fu così realizzata la tolleranza zero contro crimini e violazioni, anche quelle più lievi, ed in pochissimo tempo il clima in città cambiò drasticamente.

Anche Marino ha cambiato il capo dei vigili, scegliendo l’ottimo Comandante Clemente, ma di “tolleranza zero” o teoria delle finestre rotte non se ne vede traccia, vuoi perché evidentemente quella non è l’indicazione dell’amministrazione, vuoi perché il Comandante Clemente deve ancora riuscire nell’immane fatica di far lavorare i vigili in maniera minimamente produttiva.

Se però non riuscirà a recuperare un livello minimo di legalità a Roma, Marino non avrà alcuna possibilità di governare temi come la raccolta rifiuti, il TPL ed il traffico privato, il divertimento notturno di turisti e cittadini, l’invasione di immigrati legali e non. Che l’attuale sindaco di Roma possa essere il Rudolph Giuliani de noantri ce lo siamo tolto tutti dalla testa, dopo la sparata delle trappole per i writer rimasta senza alcun seguito. Più d’uno però aveva riposto una qualche speranza nel nuovo Prefetto Gabrielli, contando che lui capisse che senza rispetto della legge qualsiasi provvedimento rimane lettera morta e vi è la pratica impossibilità di governare.

A oltre quattro mesi dalla sua nomina però, il Prefetto non ha dato a vedere alcuna discontinuità rispetto al passato, continuando a far finta di niente davanti agli innumerevoli esempi di infrazioni.

Come può quindi governare Roma Marino se qualsiasi sua ordinanza rimane un pezzo di carta che nessun cittadino o turista si sogna di rispettare e nessun vigile di far rispettare?

Conivisibile quindi la considerazione di De Blasio ma essenzialmente perché lui si è ritrovato una città rimessa in ordine da Giuliani. Quanto dovrà ancora aspettare Roma per avere il suo di Giuliani?

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Pubblicato da Andrea Coia su Venerdì 3 luglio 2020
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