Perché alcuni candidati parlano di tutto ma non di Roma

unioni civili voto

 

Da ieri l’Italia è un Paese più civile. L’approvazione della legge sulle unioni di fatto ci fa uscire da quel medioevo nel quale una certa politica vorrebbe tenere confinata la nostra nazione. Quello stesso medioevo che tiene Roma ai margini tra le altre grandi metropoli occidentali a causa della sua arretratezza civica a culturale.

Non riconoscere diritti a due persone solo per il loro orientamento sessuale è qualcosa totalmente privo di senso che rende quegli italiani ancora contrari……. loro sì “diversi”. Diversi da tutte le altre democrazie occidentali che da anni hanno acquisito come del tutto normale il diritto di due persone di creare una famiglia a prescindere dal loro sesso, così come diversi sono coloro che non riconoscono la peculiarità di Roma, il suo immane degrado che non ha eguali.

C’è una classe politica che sguazza in questa arretratezza, che la sfrutta a proprio favore. Solleticando la pancia, gli istinti peggiori. Se Alfio Marchini ha voluto sottolineare la sua “diversità” lo ha fatto solo per evadere dai problemi reali di Roma. Spostando il dibattito sul suo presunto rifiuto di celebrare unioni gay una volta divenuto sindaco, ha compiuto due operazioni poco oneste. Da una parte ha lasciato credere che un sindaco possa rifiutarsi di applicare la legge (cosa del tutto impossibile), dall’altra ha pescato voti nella destra che strizza l’occhio alla Meloni e nell’elettorato cattolico indeciso. Un gesto in puro stile politico quindi, del tutto distante dall’immagine che egli stesso voleva darsi di uomo lontano dai partiti e dalla politica tradizionale.

Alfio Marchini partecipa a iniziativa Idea su lotta al degrado urbano della Capitale

 

Ma l’aspetto più triste è che in questo modo ha allontanato ancora di più gli elettori dalle soluzioni ai problemi di Roma. Siccome parlare di Atac, di metropolitane, di rifiuti, di sosta selvaggia, di preferenziali non paga in termini elettorali, si è preferito sollevare i temi di maggior impatto emotivo: la settimana scorsa la cannabis, questa settimana le unioni gay e probabilmente nelle prossime settimane si parlerà degli sbarchi degli immigrati o dell’euro o di chissà cosa altro. Insomma tutto tranne che di Roma.

Sentire poi Marchini che accusa la Raggi di sfuggire al confronto, quando martedì 3 maggio all’ultimo momento, ha deciso di non presentarsi al confronto organizzato dai blog romani proprio sui temi concreti, fa venire i brividi. L’ipocrisia di certi candidati è pari alla loro inconsistenza.

Quanto alla Raggi sentirla rispondere a Marchini con una frase così ambigua (“il comune non celebra matrimoni gay. Abbiamo la possibilità di celebrare le unioni civili. Sulle unioni gay si vedrà“), la rende ancora meno affidabile. Si vedrà cosa? Anche lei strizza l’occhio al Vaticano? Ma il M5S non doveva essere quello che farà pagare l’Imu agli alberghi gestiti dalla Chiesa? Questo sarebbe il Coraggio incarnato nel suo slogan?

Come avrete capito, Marchini non ci convince. Ma questo non significa che siamo entusiasti degli altri. Tutto il contrario. La simpatia di questo piccolo blog andrà solo a quel candidato che saprà dimostrare concretamente di voler far uscire Roma dal suo medioevo. Così come la legge sulle unioni civili è stato un passo avanti sostanziale per il Paese, sarebbe ora che la politica facesse compiere un passo avanti alla sua capitale.

 

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4 risposte

  1. al prossimo confronto fra i candidati (se ce ne sarà un’altro), fate loro questa semplicissima domanda, basilare:
    con quali iniziative ed interventi, concreti, intendete risanare il bilancio di Roma?

  2. praticamente con questa stupida uscita marchini si è tolto da solo di mezzo dalla contesa elettorale.
    la raggi invece conferma di avere lo spessore di un microbo, con l’aggravante di rappresentare uno schieramento che nell’ultima votazione sulle unioni civili si è astenuto, dimostrando che se fosse per loro la modernizzazione del paese potrebbe aspettare ancora qualche decennio.
    stendendo un velo pietoso sulla meloni, indubbiamente il meno peggio appare giachetti, benché appoggiato da un invotabile pd.
    l’unica speranza per limitare la tragedia a questo punto è una vittoria di giachetti con il pd ai minimi termini, con tutte le alter liste, radicali in primis, a sostenere il sindaco.

    ma riusciranno i romani a compiere un tale capolavoro?

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