befana

 

Domani, 2 dicembre, avrebbe dovuto iniziare la Festa della Befana di piazza Navona, nella nuova versione organizzata dal Comune e non più dal Municipio I. Sembra però ormai assodato che la data non potrà essere rispettata e che probabilmente il tutto slitterà all’8 dicembre, benché anche questa data sia tutt’altro che sicura.

Dopo infatti le tante polemiche che hanno riguardato i vincitori del nuovo bando, ossia le solite famiglie di ambulanti romani, gli stessi vincitori si sono resi conto dei nuovi costi che la festa comporta, in particolare quelli derivanti dal piano di sicurezza che da quest’anno si fanno davvero importanti. A seguito infatti dei tanti attentati nel mondo e soprattutto degli accadimenti di Torino, quando negli incidenti in piazza S. Carlo per la finale di coppa perse la vita una persona e migliaia furono ferite, le prescrizioni di sicurezza si sono fatte molto stringenti.

In particolare per piazza Navona i vigili del fuoco hanno previsto il livello massimo di attenzione, considerata l’ampiezza della piazza, in grado di accogliere diverse migliaia di persone, e la ristrettezza delle vie di fuga.

Come avevamo accennato nel pezzo che seguì la proclamazione dei vincitori del bando, i costi relativi alla sicurezza sarebbero stati una brutta sorpresa per gli operatori, ulteriormente aggravati dal fatto che non tutte le postazioni messe a bando sono state assegnate, per cui i costi totali dovrebbero essere divisi tra i circa 50 vincitori, invece che gli oltre 70 previsti.

Benché non siano state rese note le cifre che il piano di sicurezza costerebbe, ragionevolmente esse dovrebbero consistere in diverse centinaia di migliaia di euro, importi tutto sommato commisurati al giro d’affari che la festa genera ma probabilmente troppo alti per gli ambulanti romani, abituati a guadagni stellari a fronte di pagamenti risibili alle casse comunali.

 

Quali che siano le intenzioni dei vincitori del bando, sono quelle dell’amministrazione che a questo punto preoccupano fortemente. Dalle ultime notizie reperite in rete risulta infatti che l’amministrazione stia considerando l’ipotesi di partecipare alle spese della festa, per evitare che una rinuncia dei vincitori del bando porti al fallimento della manifestazione. Questo andrebbe contro il contenuto del bando, che parlava espressamente di oneri per la sicurezza a carico degli operatori. E infatti anche la pagina del sito web del Comune chiarisce proprio questo aspetto:

 

Particolare attenzione è stata riservata alla sicurezza, dopo i recenti accadimenti internazionali. Sta terminando la predisposizione del piano per la sicurezza, che sarà sottoposto agli organi competenti, e i cui oneri, anche in questo caso, saranno a carico degli operatori.

 

Ma soprattutto nel caso il Comune si accollasse anche solo una parte delle spese questo vorrebbe dire che con una manifestazione come la festa della Befana, organizzata in uno scenario unico come piazza Navona, non solo l’amministrazione non ci guadagna granché (i ricavi dalle OSP sono risibili) ma addirittura ci va a perdere!?!

Tanto per capire l’assurdità della cosa, una manifestazione simile organizzata a Milano ha apportato circa 350mila euro alle casse comunali.

A Roma invece, sempre a causa della sudditanza dell’attuale amministrazione nei confronti degli ambulanti, rischiamo seriamente che il Comune finisca col rimetterceli i soldi, anziché guadagnarli.

E dire che sarebbe bastato fare quella benedetta modifica della tipologia della festa, eliminando la dicitura di ‘fiera’, così da poter ammettere tutti gli operatori commerciali e non solo quelli ambulanti. In quel modo si sarebbe potuto assegnare l’organizzazione della festa ad un unico soggetto, come si è fatto ad esempio per il mercato di S. Teodoro, certi che se la sarebbero litigata in molti a suon di rilanci.

Sappiamo che Coia sta lavorando ad una serie di modifiche alla sua mai abbastanza vituperata delibera 30/2017. Chissà se con i problemi che ancora sta dando la festa, il presidente Coia si deciderà a modificarne la tipologia. Certo, così facendo si metterebbe contro l’ambulantato più potente della città, ma la sua posizione appare sempre meno difendibile, almeno agli occhi di chi ancora eserciti un po’ di raziocinio.

 

Tornando all’edizione di quest’anno della festa, a nostro avviso il Comune non dovrebbe contribuire neanche con un euro alla sua organizzazione. Se qualcuno si è fatto male i conti è un suo problema e non può esserci sempre il contribuente a risolvere i problemi di certi privati.

La scusa che così facendo anche quest’anno i bambini romani non avrebbero la tradizionale festa della Befana non tiene per niente: sono anni che praticamente la festa non si tiene e non si hanno notizie di bambini disperati o venuti su con particolari turbe o carenze.

Noi non ci siamo scandalizzati più di tanto per la vittoria del bando da parte dei soliti noti, giacché era cosa prevedibile e determinata da precisa scelta politica dell’attuale amministrazione. Se però a questi soliti verranno riconosciuti ulteriori ingiustificati favori, allora sì che ci scandalizzeremmo e troveremmo la cosa inaccettabile. Inaccettabile a tal punto dall’essere noi disposti a presentare un esposto alla Corte dei Conti per danno erariale, nel caso il Comune decidesse di farsi carico anche solo di una parte delle spese della festa della Befana.

 

Ovviamente seguiremo da presso gli sviluppi di questa ennesima storiaccia, curiosi di vedere quanto l’amministrazione deciderà di forzare le regole per tutelare quelli che ormai sono una parte consolidata del proprio elettorato, ossia gli ambulanti romani, specialmente ‘certi’ ambulanti romani.

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