Passi l’incapacità, ma prendere in giro i cittadini questo no!

L'assessore Calabrese insiste nel raccontare storielle sulle sostituzioni delle scale mobili, evitando di fornire previsioni sulla durata dei lavori e spiegazioni sulla colossale toppa delle due stazioni chiuse contemporaneamente

Dell’assurdità di ritrovarsi con due stazioni contigue della metro B, Castro Pretorio e Policlinico, chiuse per mesi ne abbiamo già parlato qualche giorno fa, cercando di spiegare di chi fosse la responsabilità di un tale incredibile accadimento.

Già perché seppure la cosa è dovuta al fine vita delle scale mobili, la cui sostituzione a causa delle caratteristiche delle due stazioni richiede la loro totale chiusura, il fatto che entrambe le stazioni rimangano chiuse contemporaneamente per mesi è dovuto solo alla più totale mancanza di pianificazione sia di Atac che dell’assessorato alla mobilità. Se infatti gli impianti sono gestiti da Atac, da cui quindi ci si aspetterebbe un programma di manutenzione che assicuri la sicurezza degli impianti minimizzando i disagi per l’utenza, la manutenzione straordinaria degli stessi è competenza del Comune di Roma che è il proprietario degli impianti.

L’errore madornale di attendere lo scadere dei trent’anni per tutti gli impianti è quindi a carico dell’amministrazione capitolina e in particolare di colui che dovrebbe essere responsabile della mobilità, ossia l’assessore “alla città in movimento” che risponde al nome di Pietro Calabrese.

 

Ora è chiaro che l’attuale assessore non ha minimamente le competenze né per gestire la mobilità in genere né una materia specifica come gli impianti di traslazione, come si può facilmente evincere dal suo curriculum e come è stato chiaramente dimostrato anche in una seduta di commissione dello scorso gennaio.

Come egli non possa rendersi conto della sua totale inadeguatezza al compito che il sindaco Raggi ha pensato di assegnargli è cosa che non si comprende, come già a novembre abbiamo scritto.

 

Ci vediamo però in qualche modo costretti a tornare sull’argomento, a costo di risultare ripetitivi, dopo aver visto il post che ieri l’assessore ha pubblicato sulla sua pagina facebook.

Già perché invece che limitarsi al post di qualche giorno fa in cui il Calabrese aveva provato ad impapocchiare qualche storiella cercando di dimostrare che la chiusura contemporanea delle due stazioni fosse inevitabile, l’assessore decide di tornare sul tema con tesi non solo ridicole ma addirittura offensive dell’intelligenza dei cittadini.

delle 10 stazioni ne chiuderanno solo 2” dice il Calabrese, cercando di sminuire una cosa oggettivamente grave e tacendo il fatto che le due stazioni sono attigue, rendendo inutilizzabile il tratto della metro B a servizio di cosette come il più grande ospedale e la più grande università di Roma.

E inoltre: “…  lavori improcrastinabili perché questi impianti sono arrivati a fine vita tecnica: 30 anni di età. Lavori mai fatti prima. “. È normale che tali lavori non siano stati fatti prima, scadendo gli impianti una sola volta dopo i trent’anni. Quello che non è normale è che un’amministrazione in carica da oltre quattro anni aspetti l’ultimo giorno per sostituire insieme tutti gli impianti, vedendosi così costretta a chiudere comtemporaneamente per mesi le due stazioni vicine.

Nel complesso doteremo ben 10 stazioni della linea B di impianti di nuova generazione“, ma va? verrebbere da chiedere all’assessore; ci mancherebbe altro che per sostituire impianti a fine vita installassero qualcosa di già vecchio.

 

Particolarmente irritante il video poi, in cui l’assessore prova chiaramente a sviare l’attenzione sugli enormi disagi che la mancata pianificazione porteranno all’utenza. Parla delle scale mobili come di chissà quale sifisticatissima tecnologia il Calabrese, annunciando una serie di video dove all’utenza verrà consentito di seguire l’avanzamento dei lavori.

Immaginando di interpretare il pensiero della stragrande maggioranza degli utenti della metropolitana, ci sentiamo di dire all’assessore: ma chissenefrega di come i lavori di sostituzione degli impianti procederanno!

La cosa importante, ossia il minimizzare l’impatto di questi interventi per i cittadini, è stata clamorosamente mancata ed ora si pensa di rimediare facendo dei video delle lavorazioni che non interessano a nessuno?

 

Non è questo prendere in giro i cittadini?

Nessuna parola sul perché non si sia evitata la chiusura contemporanea delle due stazioni contigue.

Ancora nessuna parola su quando si prevede i lavori termineranno.

 

Un atteggiamento quello dell’assessore Calabrese che chiamare irresponsabile è poco e che può essere spiegato solo con la sua evidente inconsapevolezza.

Così come inconsapevole dei danni che sta causando alla città un assessore così inadeguato deve essere anche il sindaco Raggi, ormai interamente calata nel suo ruolo di candidata alla rielezione senza rendersi conto che ciò non avverrà anche per le scellerate scelte dei componenti la giunta.

 

Chi invece non può non vedere le incredibili ed imbarazanti toppe dell’assessore Calabrese sono i consiglieri di opposizione in Assemblea Capitolina che però appaiono del tutto silenti. Per molto meno in passato si sono chieste le dimissioni di qualche assessore, ma senz’altro quando si arriva ad assistere alla disattivazione di più fermate della metropolitana solo per mancata pianificazione la richiesta di benservito di chi ha così tanto sbagliato dovrebbe essere un obbligo.

E invece niente, tutto tace, rafforzando, immaginiamo, nel Calabrese il convincimento che tutto sommato lui se la stia cavando in un ruolo così difficile.

 

Ce lo prendiamo noi allora il compito di dire forte e chiaro a Pietro Calabrese che dovrebbe vergognarsi di continuare a sproloquiare dalla sua pagina facebook senza mai offrirsi ad un’interlocuzione diretta con i cittadini; dovrebbe davvero finirla di passare il suo tempo scrivendo storie imbarazzanti come se ciò facesse parte del mandato affidatogli.

La sua incapacità, irresponsabilità e incosapevolezza hanno già causato danni enormi alla città e ai cittadini ed ogni giorno che lui si ostina a rimanere sulla poltrona inopinatamente assegnatagli è un danno ulteriore generato.

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