Paolo Bellino: “Ecco cosa sto facendo per la ciclabilità”

A seguito del nostro articolo intitolato “Delegato alla ciclabilità, chi l’ha visto”, Paolo Bellino ha pubblicato una replica sulle pagine del suo blog “rotafixa” e ce ne ha chiesto la diffusione che volentieri diamo. Qui di seguito il testo del post di Bellino e subito dopo il commento di Roberto Tomassi icona180

 

paolo bellino rotafixa

 

Davvero non sto facendo niente? | Rotafixa

Questo post è una replica all’attacco –legittimo quanto parziale e sbilanciato: e però ben costruito, professionale e malevolo- che mi fa oggi Diario Romano, blog che non frequento  ma a cui ho comunque intenzione di rispondere. 

Ho già dato conto di quanto fatto nel primo mese del mio incarico in un post qui. L’estensore del post, Roberto Tomassi, è pregato di andarselo a leggere.

E’ possibile che il buon Tomassi abbia semplicemente guardato le strade di Roma e, non trovando alcuna bike lane tatuata sul corpaccione della Capitale, abbia concluso che sto rubando il pingue stipendio (di 10.000 euro circa inferiore a quello precedente, previdenza e assistenza escluse). Ha ragione, non c’è ancora la rete di ciclabili promessa. Eppure dal primo punto della situazione sopra linkato è accaduto ciò:
– ho finalmente rimesso in movimento il dialogo tra soprintendenza e amministrazione capitolina, la cui ultima interazione de visu risaliva a circa tre anni fa e l’ultima comunicazione via mail al febbraio 2015: sto parlando dell’ultraventennale vicenda della ciclabile sulla Nomentana, tre km annunciati nel ’90 dall’allora sindaco Carraro. Senza l’ok della soprintendenza il processo era fermo. Ora si muove.
– ho fatto ripristinare -è notizia di questi giorni- il servizio di trasporto bici su tram e bus di nuova generazione, interrotto senza spiegazioni nell’era Tronca e da lunedì 16 riattivato (con in prospettiva l’estensione alle linee periferiche, ma questo ancora è in fase embrionale).
– svento quotidianamente i sabotaggi burocratici al sottopasso di Santa Bibiana, storia che mi riprometto di raccontare quando finalmente verrà dato il via ai lavori; analogo impegno è riversato sull’incrocio maledetto di Pian Due Torri dove è morto Marco Artiaco, e lì il problema è al dipartimento Servizio infrastrutture e manutenzione urbana dell’Urbanistica e lavori pubblici.
– ho chiuso prima del termine previsto (21 dicembre) il conto economico del Grab, con diversi importanti interventi sul citato corpaccione di Roma, come per esempio la chiusura totale ai mezzi a motore del tratto Colosseo-Circo Massimo della corsia destra di via Celio Vibenna e via di S.Gregorio al Celio (spero che questa impostazione passi). Previste quattro grandi velostazioni.

– è stata avviata la progettazione del boulevard ciclabile lungo via Labicana-viale Manzoni, lato sinistro: si connetterà con Tiburtina e Prenestina.

– anche se non volevo, dopo una serie di attacchi personali  ho deciso di entrare nella realizzazione del Progetto Argiletum, l’isola ambientale a Monti che segnerà una vera rivoluzione nel centro storico romano -e forse è qui il senso dell’attacco del blog, visto le frequentazioni dell’autore che ho sbirciato sul suo profilo Fb-. Come noto, sono insieme a Renato Gargiulo il promotore della pedonalizzazione di via Urbana, che ora si è trasformata nello stravolgimento dello status quo del Rione Monti, la Suburra. Se ne parlerà lunedì 16 gennaio alle 12 alla commissione Trasporti dedicata all’argomento, portatevi i pop corn che ne sentiremo delle belle.

– ho incontrato per due volte in due mesi, e a breve fisserò un altro incontro -vorrei una cadenza mensile- le associazioni dei ciclisti: e non uno solo, quello meno significativo per la ciclabilità urbana, come invece evidenziato chissà perché da Tomassi.
– riguardo alla mia scandalosa inattività per il ripristino della ciclabile Tevere, proprio oggi ho partecipato al terzo tavolo fiumarolo in dipartimento Ambiente con la neoassessora Montanari, in cui ho ribadito la nostra posizione di messa in mora della Regione e in cui, proprio per l’inattività della Regione, si sta valutando di scavalcarla con lavori in somma urgenza per il pericolo di ulteriori crolli, per poi rivalerci sull’organismo guidato da Nicola Zingaretti. E proprio ieri è stato completato lo studio di fattibilità del percorso alternativo in quota, che per la prima volta a Roma vedrà la realizzazione di una ciclabile bidirezionale con la separazione dal traffico veicolare fornita amabilmente dagli stalli di parcheggio (modello Porta Portese, per intenderci): progettazione sperimentale resa possibile da una moral suasion effettuata in una delle stanze del ministero di Porta Pia.
– ho preso possesso di una sala per le riunioni delle associazioni qui in assessorato (ancora da ristrutturare, sarà agibile nei prossimi mesi); sto cercando personale per implementare l’ufficio mobilità a impatto zero; partecipo attivamente a riunioni limitrofe alla mia competenza ma significative per la riduzione del traffico motoristico privato.
Infine, delle difficoltà che non solo io ma l’intera giunta sta incontrando nell’interazione con il macchinoso obbrobrio burocratico romano ne parlo qui. Come ha efficacemente sintetizzato Luca Bergamo in una recente intervista, “stiamo cercando di far muovere un treno a mani nude”. 

Mi pare che sia abbastanza, in meno di tre mesi e dopo anni di totale inerzia sul versante della ciclabilità. Vero, ancora neanche un cm di bike lanes (citazione). Arriveranno decine di chilometri o mi dimetto senza particolari ansie.

 

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Nel ringraziare il delegato Bellino per aver voluto rispondere al mio post, mi permetto una replica cominciando dalle cose positive: Paolo Bellino non sta rubando lo stipendio ma fin dall’inizio del suo mandato si è messo all’opera per ridare dignità alla ciclabilità a Roma. Bene, ci è voluto un blogghino come il nostro per stimolarlo a fare un breve resoconto delle sue ultime attività ma meglio tardi che mai.
Mi chiedo però, e chiedo: perché titolare la risposta “Davvero non sto facendo niente?”, se non facendo pensare ad una excusatio non petita?
Nel mio post infatti non ho mai affermato che il delegato stesse girandosi i pollici, bensì portato diversi elementi per mostrare che seppur qualcosa dovrà pur stare facendo (ad esempio i numerosi progetti emersi dal resoconto dell’incontro con la FCIL) non se ne ha notizia se non di straforo. Tant’è che il post si chiude con una specie di richiesta a farla finita col “ghe pense mì” di berlusconiana memoria, ossia: “Perché se questa amministrazione continua a pretendere di voler essere lasciata in pace che ci pensano loro a tutto ed i cittadini stiano buoni ad aspettare …
E al riguardo spiace prendere atto che la risposta del delegato rimane nello stesso solco, del tipo: mi sto dando da fare, ci sono un sacco di cose che bollono in pentola, vedrete che faremo grandi cose, sedetevi e godetevi lo spettacolo.
Atteggiamento legittimo quello del delegato Bellino, soprattutto prendendo atto che è esattamente lo stile di colei che l’ha ufficialmente nominato, ossia quell’assessore Meleo che non si sa cosa stia facendo da mesi e che non si è mai degnata di rispondere ad una qualsiasi sollecitazione da parte di cittadini o associazioni. “Ghe pense mì” deve quindi essere lo stile della ditta.
Lorel
Qualche commento sul merito della risposta.
A parte il giudizio personalissimo di un’attività tutto sommato mediocre, considerato il tempo intercorso dalla nomina, emergono due grandi temi assenti: da una parte qualsiasi accenno ad una pianificazione strategica che metta insieme i vari interventi puntuali citati dal delegato, ma soprattutto la totale mancanza del termine “bike sharing” nel vocabolario del delegato, e questo nonostante nel mio pezzo già se ne parlasse.
Lorel
Riguardo il Progetto Argiletum, “… l’isola ambientale a Monti che segnerà una vera rivoluzione nel centro storico romano …“, prendo atto che evidentemente anche il delegato Bellino non sa che nel centro storico di Roma già esiste da anni un’isola ambientale, una di quelle con cui nel PGTU si prevede di dividere il centro storico di Roma per ridurre drasticamente la mobilità veicolare. Si tratta dell’isola ambientale del Tridente, istituita un paio di anni fa ma fin dall’inizio dimenticata sia dal Comune che dal Municipio. Sappia quindi il delegato Bellino che se si vuole avere qualche speranza di far funzionare la (non tanto) “rivoluzionaria” isola ambientale di Monti sarebbe bene studiare se e come sta funzionando quella del Tridente. In caso contrario c’è il rischio che si pensi che l’istituzione dell’isola ambientale a Monti sia solo la foglia di fico dietro cui nascondere la pedonalizzazione di via Urbana ad uso e consumo di un certo commercio e chisseneimporta se poi le cose nel rione funzionano o meno. Paro paro quello che accadde con l’isola ambientale del Tridente, istituita per coprire il milione e mezzo di lavori di via del Babuino su richiesta del commercio della strada.
Comunque quando il delegato Bellino, il Dipartimento o l’assessorato decideranno di fare sul serio con le isole ambientali, i cittadini del Tridente sono a disposizione per chiarirgli le tante cose che non vanno e le ottime prospettive che invece sarebbero a portata di mano.

Lorel

Per chiarire: Tomassi ha evidenziato solo l’incontro con la FCIL perché è l’unico di cui vi sia traccia nel web, rimanendo gli altri roba evidentemente carbonara.

Lorel

Riguardo infine le difficoltà che il delegato sta incontrando, così come tutta la giunta, nell’interazione con il “macchinoso obbrobrio burocratico romano”, forse se la smettessero tutti di chiudersi nei propri uffici a cercare da soli “di far muovere un treno a mani nude” e cominciassero a coinvolgere le forze sane della città che pur vi sono e che avevano visto nella nuova amministrazione la possibilità di una fattiva partecipazione, si potrebbe provare tutti insieme a ridare una speranza alla città.

Lorel

Chiudo chiarendo che personalmente non mi interessano le dimissioni del delegato Bellino nel caso non arrivassero le decine di chilometri ciclabili promesse. Terrei molto di più alla possibilità di verificare e magari di sostenere il lavoro del delegato per non dover avere cattive sorprese a cose fatte e anni passati.

Lorel

Con l’augurio di buon lavoro e la speranza di un’apertura diversa nel futuro, distintamente saluto.

Roberto Tomassi
 Lorel
Ps. Non posso non notare l’ineleganza per una figura istituzionale di utilizzare un blog privato per riportare contenuti di lavoro. Va bene che l’attuale amministrazione tutta, a partire dal vertice, pare che abbia sdoganato questo che rimane un malcostume, sarebbe però apprezzabile che post come quello qui riportato venissero almeno copiati da qualche parte sulle pagine web del Dipartimento o dell’Assessorato.

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6 risposte

  1. niente, non ci capiamo. distanze ontologiche, evidentemente.

    della ztla1 al tridente naturalmente sono informato, sarebbe sciocco pensare il contrario e quindi è un argomento pretestuoso teso a farmi passare per un idiota.
    a monti sarà ztlm1, domani se ne parla alle 12 a via capitan bavastro, in commissione trasporti dedicata.
    quanto al bike sharing: è in programma ma non ne parlo per motivi di riservatezza.
    trovo invece utile la critica sulla comunicazione, che è il nostro tallone d’achille.

    1. Prendo atto che almeno su un punto concordiamo: tra noi vi devono essere distanze ontologiche. Lei infatti parla di “riservatezza” quando io mi aspetto “trasparenza e partecipazione”. Ciò però mi conferma il dubbio che lei si trovi nella posizione sbagliata.

      Sulla nuova ZTL che si vorrebbe creare a Monti, al di là del nome che avreste già scelto, ribadisco che non ha senso crearne una nuova se non si riesce a far funzionare l’unica già esistente, ossia quella del Tridente. Oppure il senso vero è di creare qualcosa che si sa già non potrà funzionare ma che farà bella mostra di sé nella prima uscita utile della rubrica “La Sindaca informa” (oltre a dar modo di procedere con una pedonalizzazione apodittica, a prescindere se abbia senso compiuto o meno).
      Purtroppo non potrò partecipare alla riunione della commissione in quanto fuori Roma, ma se in quell’ambito non si parlerà della verifica del funzionamento dell’unica isola ambientale esistente sarà per me un segnale chiaro.
      Infine sul bike sharing, che sia in programma lo so da anni, visto che faccio parte di un sodalizio che dal lontano 2009 combatte (in ogni senso, istituzionale ma anche fisico a volte) contro i cartelloni abusivi e per una riforma del settore che porti anche a servizi tipo il bike sharing, come in tutte le città normali. Siamo stati abituati a discutere di questo tema con tipini come Davide Bordoni, al tempo, poi con l’ottima Leonori ed ora con il buon Meloni e leggere che sul tema ci sia riservatezza non può che preoccupare. Non vorrei infatti che alla fine si arrivasse alla realizzazione di un bike sharing “bonsai”, come a più riprese è stato ventilato, per poter dire di aver fatto qualcosa che poi tanto la ciclabilità vera è altra cosa.

      Tutto ciò detto mi proporrei, e proporrei a lei, di mettere un punto a questo scambio, che via commenti non credo sia più proficuo di tanto, e di rimandare eventualmente ad una discussione di persona ulteriori scambi di opinioni. Magari potrebbe essere un primo modo per lavorare sul vostro tallone d’Achille. Tenga presente che noi non siamo usi tirare colpi bassi. Non abbiamo peli sulla lingua ma un’informazione corretta è la base del nostro impegno. Può chiedere in giro.
      Saluti

      1. No sig. Calmanti, lei non può pretendere che per verificare il lavoro di un dipendente pubblico io debba passare per un’associazione privata. Il sig. Bellino è retribuito dai contribuenti e, seppur non obbligato, “trasparenza e partecipazione” vorrebbero che trovasse dei momenti di condivisione di quello che sta facendo o che vorrebbe fare; peraltro dal commento precedente del delegato capisco che anche lui abbia colto la necessità di ciò.
        Mi permetto comunque di farle notare l’inoppportunità della sua richiesta ed il fatto che essa faccia trasparire la presenza a Roma di un gruppo di persone che immaginano di avere il monopolio della conoscenza in materia di ciclabilità. Non è così e non può essere così è se ci riflette un po’ lo capirà anche lei, ne sono sicuro. Il come, dove e quando si debba andare in bici a Roma non può deciderlo lei ed il suo sodalizio ma deve essere il frutto di una discussione in cui tutti i contributi devono essere presi in considerazione. Starà poi all’amministrazione prendere le decisioni finali e portarle avanti con convinzione e speditezza, anche contro prevedibili ostruzionismo. Ma se non si fa un lavoro preliminare di ascolto a quegli ostruzionismi gli si dà motivo di farsi sentire.

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