Paola: le mezze scuse e la pazienza ormai finita

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Come annunciato continuiamo a seguire la storia di Paola, di cui avevamo parlato la settimana scorsa.

Abbiamo contattato la diretta interessata la quale ci ha confermato che nessuno si è fatto vivo con lei: né il Sindaco Raggi, che pure aveva ricevuto direttamente la sua lettera, né qualche responsabile di ATAC, azienda responsabile in prima persona degli assurdi disagi da lei subiti, né tantomeno il Disability Manager Andrea Venuto, che avevamo avvertito noi tramite Twitter (omettiamo di citare l’assessore alla mobilità perché a nostro avviso da oltre due anni Roma non ha una figura del genere in Giunta Capitolina).

L’unico che in qualche modo ha dato riscontri alla cosa è il Disability Manager che si è attivato con ATAC e che almeno ha risposto ai nostri tweet:

 

Noi le mezze ed indirette scuse di Andrea Venuto le abbiamo girate a Paola, chiedendole cosa ne pensasse ed ecco la sua risposta:

 

Ciao a tutti

Non uso twitter, tutti  ‘sti hashtag roboanti mi puzzano di fuffa.

Famo che … Grazie per le scuse (mai ricevute) e famo che se sei un pincopallo qualsiasi NON legato ai soliti noti delle Associazioni, non conti proprio nulla.

E’ passato un mese e le stazioni Metro continuano a non essere presidiate e i montascale non funzionanti, ma in fondo con questo caldo ‘ndo cazzo annamo a rompe li cojoni a li politici della #rivoluzione?????

Famo che allora prendo la macchina, oddio mio e quando torno er posto sarà occupato dal solito “distratto”  e …. chiama i vigili che, se so’ fortunata arrivano dopo un’ora senza carro attrezzi, e fai scendere mia figlia di 45 chili sollevandola dal sedile e rimettendola sulla sedia, in mezzo alla strada, e lascia la macchina in doppia fila….. ah no in doppia fila no, mi hanno già multata due volte ‘sti galantuomini. E che faccio, lascio mia figlia in carrozzina sul marciapiedi e comincio a girare?

No, meglio fa du passi, senza macchina…. ma cazzo i marciapiedi fanno schifo e gli scivoli sono una chimera….

FAMO CHE STAMO A CASA

#nonprendiamociperilculo

 

 

Appare chiaro che le mezze scuse non sono state prese troppo bene. D’altronde come dare torto a Paola dopo aver visto il Sindaco Raggi che invita in Campidoglio e perde del tempo a favore di telecamere con due tizi il cui unico merito è aver buttato le bici del bike sharing nel Tevere, mentre lei che è stata vittima di una serie di umiliazioni di responsabilità dell’amministrazione non viene degnata neanche di una risposta generica da parte del Sindaco?

 

La lettera di Paola informa che le strutture ATAC a supporto dei disabili sono ancora malfunzionanti, costringendo lei e chissà quante altre persone ad una mobilità drammaticamente limitata.

Oltre a ciò leggiamo delle tante piccole odissee a cui certe persone sono costrette a causa di vigili lenti e non attrezzati oppure dell’indecente stato di troppi marciapiedi.

 

Siamo sicuri che Andrea Venuto le conosce bene tutte queste cose, perché senz’altro le sperimenta sulla sua pelle quotidianamente. Abbiamo però la netta impressione che egli non abbia ancora presente quanta urgenza vi sia che la situazione cambi, almeno laddove non occorrano interventi strutturali ma solo la giusta attenzione da parte di chi di dovere.

ATAC non è genericamente attrezzata per supportare adeguatamente i disabili motori, ma le strutture esistenti devono essere mantenute funzionanti e tali che chi ne ha bisogno ci possa contare. E se per ottenere questo serve appiccarci, figurativamente, la testa di qualcuno ad una tale efficienza che lo si faccia.

Così come è ormai indispensabile che la Polizia Locale istituisca un servizio specifico a cui un disabile possa ricorrere con urgenza in caso di problemi. Se infatti un normodotato può aggirare o saltare sopra un veicolo parcheggiato male, per un disabile ciò può configurare un mezzo sequestro!

Quando accogliemmo con favore la nomina del Disability Manager scrivemmo che avremmo avuto la misura della sua efficacia dalle lamentele che avrebbe suscitato la sua azione. Ebbene non abbiamo ancora sentito nessuno lamentarsi di Andrea Venuto, per cui temiamo seriamente che lui non ci stia mettendo la dovuta cattiveria nell’ottenere quello che serve nell’immediato per alleviare le sofferenze ed umiliazioni a cui sono sottoposte tantissime persone a Roma.

Che Paola la pazienza l’abbia finita si capisce bene dalla sua lettera. Quando cominceremo a vedere il Venuto giustamente incazzato per le tante, troppe umiliazioni che tanti cittadini devono ancora subire per la disattenzione dei vari organi dell’amministrazione?

 

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