Oggi in aula l’osceno regolamento sugli ambulanti. Occorre un NO da politica e cittadini

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Le critiche arrivate da giornali, cittadini, forze politiche e associazioni di categoria non l’hanno fatto retrocedere di un passo. Andrea Coia, presidente della commissione commercio, va avanti come se niente fosse e oggi porta in assemblea capitolina la contestatissima delibera sull’ambulantato. Un testo che legittima lo status quo e condanna la città a vivere tra bancarelle e camion bar come non accade in nessun’altra parte del mondo occidentale.

Dai social network è stato lanciato un bombardamento di critiche, il Corriere della Sera, la Repubblica, il Foglio e perfino il Fatto Quotidiano hanno stroncato la delibera definendola un regalo alle solite famiglie, un grande inganno. Tutti i principali blog hanno spiegato perché la proposta Coia è sbagliata e farà perdere a Roma una occasione storica (diarioromano ne ha scritto qui e qui). Ma l’ineffabile esponente grillino non ha saputo fare altro che rispondere con un breve post su Facebook nel quale di fatto non affrontava minimamente le questioni davvero importanti.

La delibera permetterà alle bancarelle di vendere merci diverse da quelle previste nella licenza (!), non prevede una mappatura dei luoghi,  riduce le sanzioni per i trasgressori (!!), conferma i colori degli attuali camion bar (se non è un omaggio a Tredicine cosa è?).

Ma soprattutto la delibera allontana di fatto la rivoluzione che sarebbe arrivata grazie alla direttiva Bolkestein che impone di mettere a gara le licenze. La gara si farà ma sarà vinta al 99% dagli stessi soggetti, perché ciò che darà più punteggio sarà l’anzianità di servizio.

Insomma stesse bancarelle oscene, dislocate negli stessi luoghi e per di più affidate alle stesse famiglie. Una fotografia dell’esistente che sta uccidendo il commercio di vicinato e ha già devastato il decoro di Roma.

 

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Valter Giammaria

 

Valter Giammaria, combattivo presidente della Confesercenti Lazio, lo ripete da anni. L’ipertrofia dell’ambulantato a Roma è un problema gravissimo.

Il dito è puntato contro l’ambulantato in generale e non solo contro gli abusivi. Purtroppo la gran parte dei cittadini è convinta che le tremende bancarelle che infestano le strade siano per lo più irregolari e che quindi la responsabilità sia del lassismo del Campidoglio. Questa vulgata è così diffusa da ingenerare confusione perfino negli articoli dei grandi giornali come il Messaggero che ieri ha pubblicato un’interessante inchiesta con tanto di intervista a Giammaria. Accanto al giusto allarme per la contraffazione – che nel solo settore della moda raggiunge il 50% di tutta la merce venduta (un oggetto su due è contraffatto) – l’articolo spiega che il veicolo principale delle false griffe è l’ambulantato: “Un esercito costituito da 10 mila bancarellari distribuiti su tutto il territorio cittadino, dei quali solo 2mila con regolare permesso, una netta minoranza rispetto agli 8mila abusivi”.

articolo messaggero

 

Niente di più falso. I dati sono l’opposto di quelli pubblicati dal Messaggero. Gli ambulanti con regolare licenza a Roma sono 12 mila e sono affiancati dagli abusivi che si aggirano intorno alle 4 mila unità. Dunque il problema della filiera e del decoro è dato dalle bancarelle autorizzate in numero 3 volte superiore a quelle illegali. Quelle che il M5S si appresta a legittimare con la sua delibera.

Bancarelle cipro 2015 4

 

C’è ancora da sperare in un sussulto da parte degli altri consiglieri pentastellati. Enrico Stefàno in primo luogo dovrebbe far capire ai colleghi che questo atto potrebbe costituire l’inizio della fine di questa amministrazione. Approvare un testo inemendabile come questo certificherebbe che il M5S è una forza di restaurazione, al servizio non della città ma delle lobby che hanno sempre spadroneggiato. Una delusione cocente per chi li aveva votati nel segno del cambiamento.

commenti coia

 

Se la delibera passerà la frattura con i cittadini sarà così profonda che non ci sarà più tempo per risanarla. Tutti sono stanchi di vedere i cosiddetti mutandari su ogni strada commerciale di Roma. I mercati rionali stanno morendo e invece di dirottare al loro interno le bancarelle, il M5S le lascia in strada a fare concorrenza sleale ai negozi che pagano l’affitto, le tasse per l’insegna, i contributi per il personale, le imposte sul reddito. Un danno all’economia della città che perde posti di lavoro regolari nel commercio e alle casse del Campidoglio che incassa solo 1.5 milioni l’anno dalle 12 mila concessioni di ambulanti. Cioè circa 125 euro l’anno a bancarella. Una cifra talmente ridicola che non ha bisogno di altri commenti.

Se il Movimento 5 Stelle è davvero vicino alle piccole imprese, come fa a non sentire il grido di allarme che arriva dai negozi? Se il M5S è davvero attento alle istanze dei cittadini come fa a ignorare le proteste di chi non vuole più vedere stuprata la propria città da stracci venduti ad un euro sui marciapiedi con immancabili furgoni in terza fila? Se il M5S è davvero attento all’ambiente, come fa a non rendersi conto che la filiera dei prodotti esposti sulle bancarelle è tutta illegale con scarti tossici gettati nelle falde acquifere (in Campania e nel terzo mondo). Per non parlare del lavoro in nero di immigrati sfruttati da odiosi racket.

Insomma si tratta di una delibera che non può, non deve passare. Ne va del futuro di Roma e di tutti noi.

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2 Commenti

  1. stefano

    C’è poco da aggiungere, anche a questo giro di elezioni c’hanno preso in giro alla grande. Se prima si passava dalla padella alla brace adesso l’unica differenza col 5S è che c’è pure il microonde. Se non si instaura al più presto un protettorato straniero in questa città la vedo molto dura. Sia maledetto il giorno che li ho votati

  2. Daniel

    Io ho votato Casapound al primo turno e nessuno al secondo potevate fare come me per sperimentare un cambiamento vero.

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