Nuovo stop sui cartelloni: delibera ritirata. Ma Meloni non lo sa e ci fa pure un comunicato

Ieri il consiglio comunale avrebbe dovuto esaminare e approvare una delibera di giunta necessaria a far ripartire la riforma della cartellonistica pubblicitaria. Era stata posta all’ordine del giorno dal presidente dell’assemblea De Vito ma all’ultimo minuto é stata ritirata.

Ciò nonostante l’assessore al Commercio Meloni ha emanato un comunicato stampa con il quale si vanta dell’approvazione della delibera. Non si tratta solo di mancato coordinamento, nè di cattiva organizzazione dell’ufficio stampa del Comune. In realtà la vicenda è l’ennesima prova di una profonda spaccatura all’interno del MoVimento sulla delicata vicenda dei cartelloni. Ma andiamo per ordine e cerchiamo di ricostruire una giornata che sembrava tranquilla e invece si è dimostrata convulsa.

Nell’ordine del giorno della seduta di ieri, al primo posto c’era l’approvazione di una delibera che doveva far riavviare l’iter del Prip.

convocazione aula consiglio

 

Come si può leggere la proposta 27 /2016 parla di termini per l’approvazione dei Piani di Localizzazione. Si tratta degli strumenti attuativi del Prip, il Piano Regolatore della Pubblicità che fu approvato nel 2014. In sostanza questi piani stabiliscono esattamente dove saranno posizionati gli impianti, il loro formato e così via. I piani sono stati già sottoposti al processo di partecipazione in tutti i Municipi e sia le ditte pubblicitarie, sia cittadini e associazioni hanno prsentatato le loro osservazioni.

Secondo il regolamento questo processo deve completarsi nel termine di 60 giorni e deve comprendere anche le osservazioni dei Municipi. Ovviamente i 60 giorni sono scaduti da tempo: le dimissioni della giunta Marino prima e le elezioni comunali poi non hanno permesso di completare l’iter. Ecco che si è resa necessaria una nuova delibera che facesse ricominciare da capo il count down dei 60 giorni. Ma la giunta Raggi invece di approvarla in fretta per ridare slancio alla riforma, ha atteso mesi e ha predisposto la delibera solo a novembre del 2016. A quel punto si è dovuto attendere febbraio del 2017 prima che la commissione commercio desse il proprio parere. Eppure la commissione si è riunita molte volte per parlare di cartelloni pubblicitari. Ciò nonostante non ha trovato il tempo per esprimere un parere puramente formale, dato che si trattava di una delibera tecnica e non certo carica di contenuti.

E così arriviamo a ieri. Nonostante la proposta fosse stata posta regolarmente all’ordine del giorno dell’assemblea capitolina, è stata ritirata senza apparente motivo. Alla faccia della trasparenza che dovrebbe caratterizzare l’amministrazione 5stelle, nessuno è stato in grado di spiegare perché i tempi non sono ancora maturi per far riprendere un iter che attende dal 2014.

L’assessorato al Commercio era così certo della sua approvazione da aver predisposto un comunicato prima ancora che la delibera andasse in aula. E il Comunicato è apparso nel pomeriggio sull’home page del Campidoglio

home page comune

 

Altro che “prosegue l’iter”. Tutto è stato fermato, all’ultimo minuto dalle faide interne. Il presidente della Commissione Commercio Coia non ha mai nascosto le sue perplessità e con lui diversi altri consiglieri pentastellati. Il responsabile della Commissione Trasporti Stefàno, invece, vorrebbe andare avanti e con lui Meloni. De Vito che si è trovato in mezzo alla faida ha preferito levare di impaccio i colleghi e ha sfilato il provvedimento dall’ordine del giorno.

Cosa succederà adesso non è dato sapere. Il tutto potrebbe restare impantanato per anni e finire nel dimenticatoio oppure – secondo qualcuno – si potrebbe aprire una revisione della riforma a partire dai Piani di Localizzazione che scontentano molte aziende pubblicitarie. Lo ammette lo stesso Meloni nel suo comunicato, quando parla di uno studio redatto da un professore universitario e presentato durante un convegno di un’associazione di imprese pubblicitarie.

Su questo ultimo punto torneremo nei prossimi giorni. Per ora lanciamo solo un’idea: un tavolo composto dalle ditte pubblicitarie, dalle associazioni di cittadini e coordinato dal Comune che cerchi una soluzione condivisa sui Piani di Localizzazione per far andare avanti l’iter.

Lasciare le cose così come stanno non è più possibile. Roma attende maggior decoro e servizi fondamentali, quali il bike sharing, che in tutto il mondo sono pagati dai cartelloni pubblicitari.

 

 

 

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