Nuovo passo avanti per la riforma dei cartelloni: i piani inviati ai Municipi

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La giunta sembra aver ritrovato l’impulso e la voglia di portare a dama la riforma dei cartelloni pubblicitari. Dopo un anno di inerzia totale, l’assessore Meloni ha evidentemente ottenuto il via libera dalla Sindaca di spingere sull’acceleratore.

Lo scorso 7 agosto, infatti, la giunta ha approvato le controdeduzioni alle osservazioni presentate da cittadini e imprese e contestualmente ha inviato il testo ai Municipi perché esprimano il loro parere. Si tratta, dunque, di un passo avanti che sblocca finalmente la stasi immotivata che aveva caratterizzato fino ad oggi questa amministrazione sul tema cartelloni.

Per spiegare ai non addetti ai lavori di cosa si tratta cerchiamo di semplificare al massimo (ci perdoneranno i “tecnici” del settore): il Prip, il Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari approvato nel luglio del 2014 durante la sindacatura Marino, per entrare realmente in vigore deve compiere un iter ulteriore. Durante questo cammino, i piani di localizzazione (quelli che stabiliscono strada per strada dove andranno piazzati i cartelloni) vengono osservati e commentati da cittadini e imprese. Sono stati, dunque, organizzati 15 incontri pubblici nei 15 Municipi durante i quali i cittadini e le ditte pubblicitarie hanno presentato le loro osservazioni. E qui ci si era fermati alla fine del commissariamento Tronca. Da allora nulla era stato fatto.

Nel frattempo gli uffici avevano predisposto le controdeduzioni (cioè le risposte) alle osservazioni di cittadini e imprese. E sono queste risposte che la giunta ha finalmente approvato lo scorso 7 agosto.

A questo punto manca di sentire il parere dei Municipi. Secondo le associazioni cittadine Vas e Bastacartelloni che hanno seguito l’iter fin dall’inizio, sarebbe stato corretto inviare ai Municipi il testo originale in modo da consentire alla giunta di approvare le modifiche richieste sia dai cittadini che dai Municipi. Lo spiega l’architetto Bosi in questo articolo, riassumendo le motivazioni tecnico-giuridiche. Sembra invece (ma non se ne ha ancora certezza) che la giunta abbia inviato ai Municipi un testo già modificato – che ha cioè già recepito le osservazioni cittadine. Questo vorrà dire che gli uffici dovranno controdedurre nuovamente, recependo o rifiutando i pareri dei Municipi. Un procedimento macchinoso che si sarebbe potuto evitare.

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Ad ogni modo, per vedere il bicchiere mezzo pieno, c’è da riconoscere all’Assessore Meloni di aver finalmente compreso l’importanza di questa riforma. L’attesa non avrebbe giovato alla giunta – in crisi di credibilità – né alla città che attende da anni i vantaggi di una nuova politica sui cartelloni. Infatti la superficie pubblicitaria scenderà dagli attuali 137mila mq ai 62mila portando maggior decoro sulle strade. Le gare che assegneranno i lotti nei quali verrà diviso il territorio chiederanno in cambio servizi utilissimi per i romani: il bike sharing, arredo urbano, manutenzione del verde pubblico, toilette e molto altro. Insomma una piccola-grande rivoluzione che a questo punto sembra avere tempi certi. Entro il 15 novembre, infatti, dovrà essere concluso l’iter dei piani di localizzazione. Subito dopo si potrà passare a scrivere i bandi di gara.

Il convegno organizzato dalle associazioni cittadine lo scorso 26 giugno potrebbe aver ridato quell’impulso dimenticato.

 

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