Non dimentichiamo chi vive alle spalle degli altri

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Dell’assurda storia del palazzo della Regione Lazio di via Maria Adelaide ci occupammo nell’agosto dello scorso anno: stabile occupato abusivamente i cui occupanti sono riusciti a stipulare una convenzione con Regione Lazio e Comune di Roma sulla base della quale non solo viene riconosciuto il loro status di “occupanti abusivi” ma gli viene addirittura garantito  un anno di alloggio gratuito da parte di chi acquistasse l’immobile (che infatti non a caso non si riesce a vendere).

Ripassando da quelle parti non abbiamo potuto non notare la selva di antenne paraboliche che ne addobba il terrazzo, segno che probabilmente vi devono essere diversi abbonamenti Sky attivi lì. Ma d’altronde se gli occupanti non devono preoccuparsi né di canoni d’affitto né di bollette varie non sarà un grande problema per loro pagarsi la tv satellitare, diversamente dalla miriade di cittadini che dovendo far quadrare i conti a fine mese sono costretti a rinunciarvi.

 

palazzo

 

Con l’occasione abbiamo notato anche che prosegue il disfacimento dello stabile, a partire dalle persiane in legno, e non ci sarà da stupirsi se prima o poi qualcosa finirà in testa ad un passante. Ma tanto anche in questo caso sarà la collettività che si farà carico degli eventuali danni alle persone, come se gli occupanti abusivi non fossero responsabili della mancata manutenzione dell’immobile.

 

palazzo1

 

Sono ormai 11 anni che questa occupazione va avanti, con la Regione Lazio che appare considerarla una cosa ormai normale. Anche la nuova amministrazione comunale a 5S non pare aver problemi con questa occupazione e benché lo stabile non rientri tra le sue competenze, potrebbe almeno preoccuparsi dell’incolumità dei cittadini.

Verrà un giorno in cui ci chiederemo come sia stato possibile tollerare certe situazioni di parassitismo per decenni. Nel frattempo ci pensiamo noi e pochi altri a ricordare che tutto ciò è inammissibile prepotenza pura.

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1 Commento

  1. Anonimo

    Pienamente d’accordo. E di stabili occupati ce ne sono anche tanti altri.

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