Morire a 15 anni sulle strisce pedonali … solo a Roma!

incidenteOstia

La ragazza che lo scorso lunedì 9 novembre fu investita ad Ostia mentre attraversava sulle strisce pedonali non ce l’ha fatta e dopo due settimane in rianimazione all’ospedale San Camillo è deceduta ieri.

Già sappiamo che non riusciremo ad esprimere a parole tutto lo sdegno che proviamo di fronte all’accadere di queste tragedie. Possiamo provarci chiedendoci e chiedendovi come possiamo tutte le sere andare a letto e prendere più o meno tranquillamente sonno pur sapendo che noi ma soprattutto i nostri cari, soprattutto quelli più indifesi, rischiano quotidianamente la vita effettuando il semplice gesto di attraversare una strada.

Siamo tutti allarmati per il rischio attentati a Roma ma nessuno, o molti pochi, si scandalizza per la strage continua che avviene sulle strade cittadine, con ogni settimana un pedone che deve essere immolato al “dio macchina”.

Di quella che chiamammo “mattanza pedonale” ci occupammo a marzo di quest’anno, cercando di fare una disamina di quali sono i problemi della mobilità pedonale a Roma e proponendo qualche soluzione.

Parlammo anzitutto della necessità di tornare ad insegnare educazione civica nelle scuole, per cercare di inculcare almeno nelle nuove generazioni il rispetto per gli altri anche quando si guida o si va a piedi per strada. Ed ovviamente segnalammo le mancanze della PLRC, per i cui agenti la violazione per mancata precedenza sulle strisce pedonali non appare esistere più. Sarebbe infatti interessante sapere lo scorso anno quanti verbali di quel tipo sono stati elevati a Roma. Noi scommeteremmo in un numero inferiore ai dieci e se così fosse due sarebbero le possibili spiegazioni:

– o le strisce pedonali sono iper-rispettate a Roma, per cui è praticamente impossibile trovare casi di mancata precedenza data ai pedoni,

– oppure la sensibilità del vigile medio ha nei fatti rimosso l’art. 191 del Codice della Strada (quello che prescrive la precedenza da dare ai pedoni in caso di strisce).

Nel post di marzo provammo anche a definire un possibile intervento da parte dei vigili per cambiare radicalmente il modo in cui gli automobilisti considerano le strisce pedonali. Lo riportiamo di seguito:

“Per due settimane si mettono i vigili ad una certa distanza dalle strisce pedonali, a controllare il comportamento degli automobilisti, fermandoli nel caso non si attengano a quanto stabilito dall’art. 191 del CdS e spiegandogli bonariamente (cosa che dovrebbe essere possibile, vista la discrezionalità insita nella norma) l’errore che hanno commesso e che potrebbe costargli una sanzione (da €162 a € 646, con decurtazione di 8 punti!?!). Passate le due settimane gli agenti inizierebbero ad elevare le sanzioni in maniera sistematica.

Vogliamo scommettere che nel giro di neanche un mese Roma farebbe un piccolo ma fondamentale passo verso gli standard di civiltà che meriterebbe?”.

Che sia una cosa del genere o qualsiasi altra iniziativa, noi continuiamo a pensare che non è più accettabile continuare ad assistere inermi a questa strage silenziosa.

Speravamo che il comandante Clemente riuscisse a fare qualcosa di più con il corpo che dirige ma evidentemente la lotta per ridurre alla ragione la gran parte dei vigili non gli permette di fare molto altro. A questo punto riponiamo una qualche speranza nel commissario Tronca che, non essendo romano, riuscirà forse a cogliere meglio la gravità di questo stato di cose e decidere di porvi in qualche modo rimedio.

Che entrambi, Clemente e Tronca, abbiano ben presente che se riuscissero a far cambiare l’abitudine dei romani di ignorare completamente le strisce pedonali, lascerebbero un ricordo indelebile del loro passaggio a Roma. Chissà che una tale enorme ricompensa non riesca a stimolarli ad agire subito …

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4 risposte

  1. purtroppo siamo tutti consapevoli dell’inciviltà totale. E tutti, bene o male, siamo stati testimoni di qualche episodio. Personalmente ho visto anche gli stessi ciclisti commettere violazioni assurde del codice della strada.
    DI soluzioni non ne ho ma anche quella della multa salata non mi convince in pieno perchè comunque un “nulla tenente” non la pagherebbe mai !

  2. E’ vero che come al solito i problemi a Roma sono molto più complessi ed intricati che altrove. Ad esempio a Roma gli stessi pedoni sono spesso I primi ad essere indisciplinati.

    Ma non si può più far finta di niente di fronte alla totale irrilevanza delle strisce pedonali. E se le multe le si può non pagare, gli 8 punti sulla patente spaventerebbero chiunque. In fondo basterebbe che le istituzioni dessero il segnale giusto, dicendo che da oggi si fanno rispettare.

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