Metro C a piazza Venezia e tram TVA: solo i giornali si sorprendono che non saranno pronti per il Giubileo

Nessuna persona di buon senso ha mai creduto alla realizzazione di queste opere entro il 2025. Ma i media lo scoprono solo ora e lanciano gli allarmi!
Maria Lucia Conti (foto Cronache Maceratesi)

 

Da quando Maria Lucia Conti è stata nominata commissario straordinario per la metro C e le altre 4 linee tranviarie da costruire a Roma, i media hanno scoperto che per il Giubileo non sarà pronto praticamente nulla.

Il tema della qualità del giornalismo in Italia non è nuovo ma negli ultimi anni si è davvero toccato il fondo. L’analisi è diventata una rarità mentre la regola è riportare a pappagallo i comunicati della politica, senza mai farsi domande. In sostanza i grandi giornali sono diventati gli uffici stampa del Sindaco di turno, del presidente di Regione (per non parlare del presidente del Consiglio che addirittura viene applaudito in una standing ovation da coloro che dovrebbero essere i cani da guardia). Messa da parte questa nostra, amara, digressione torniamo al tema dell’articolo di oggi e cioè le opere di trasporto da realizzarsi nei prossimi anni a Roma.

Il commissario straordinario precedente, Maurizio Gentile, è durato pochissimi mesi e già questa è un’anomalia che nessuno ha notato. Di lui si ricorda soprattutto la frase pronunciata durante un convegno nel giugno scorso: “Sulla metro C è tutto fermo da 10 anni. Ci sono stati scambi epistolari ma non è successo nulla“. Cosa abbia fatto Gentile per sbloccare l’inerzia provocata soprattutto dalla giunta Raggi non è dato sapere. Fatto sta che il suo posto è stato preso da una architetta, pare molto competente, Maria Lucia Conti che viene dal Ministero dei Trasporti dove è dirigente. La Conti ha detto quello che tutti sapevamo da anni e cioè che la stazione Venezia non sarà pronta per il Giubileo del 2025 e via tutti i giornali a titolare sorpresi (!). Con ironia, gli amici di Salviamolametro C hanno scritto: “Ma sul serio c’era qualcuno sano di mente che poteva pensare di realizzare la stazione più complessa e importante della storia delle metro d’Italia in 2 anni e mezzo?

I ritardi accumulati negli ultimi anni sono così profondi che la stazione Venezia arriverà chissà quando. Il tema del Giubileo si pone per un altro aspetto: la possibile interferenza del cantiere sul traffico dei pellegrini. La commissaria Conti ha garantito che non si creeranno disagi e anche qui la risposta del comitato Salviamolametro C è preoccupata e prevede che con la scusa del Giubileo i cantieri verranno rimandati al 2026. Insomma l’evento religioso invece di essere un fattore di accelerazione sarà un ulteriore pretesto per il rinvio.

Altro elemento che non sorprende affatto diarioromano e che invece ad alcuni appare come una notizia bomba riguarda il tram TVA. E’ molto probabile che anche questo non sarà pronto per il 2025. Nella versione più ottimista sarà realizzato solo un troncone da Termini a piazza Venezia, mentre il resto della linea – quella che deve raggiungere il Vaticano e Cornelia – sarà completata solo nel 2027. Nella versione più realista non sarà pronto neanche un chilometro dell’opera.

 

Nonostante il Messaggero, sabato abbia lanciato l’ “Allarme per il Giubileo”, come se fosse una cosa davvero inaspettata, il nostro giornale nel novembre del 2020 titolava come segue:

 

Nell’occhiello scrivevamo “neanche il tram TVA” perché la situazione era già compromessa. I finanziamenti per la prima tratta della linea erano disponibili già dal 2019 ma l’amministrazione Raggi non mise in campo nessuna attività concreta, tanto è vero che oggi – marzo 2022 – manca ancora il progetto esecutivo e non si sa neanche chi farà da stazione appaltante. Qualcuno parla di Invitalia che farebbe da soggetto attuatore del bando di gara per conto del Mef, ma si tratta ancora di congetture, pensieri, proposte. Insomma chi può credere concretamente che in questa situazione una tramvia complessa che dovrà passare per via Nazionale, piazza Venezia e il Vaticano possa essere realizzata in tre anni?

E’ probabile che nel 2035, passeggiando per la capitale, vedremo cantieri aperti e finanziati per il Giubileo di 10 anni prima. Esattamente come nel 2020 non era ancora stato completato il rifacimento di piazza Venezia, previsto per il Giubileo del 2015. Perché a Roma le cose vanno così. I tempi per le opere pubbliche sono talmente dilatati da cancellare ogni certezza di realizzazione. Un ingegnere impegnato in grandi cantieri pubblici ci raccontava che ormai la regola è questa: i progetti vengono consegnati dai tecnici e finiscono in un cassetto. Quando devono essere cantierizzati sono trascorsi così tanti anni che i progetti sono ormai vecchi, non più adeguati alle normative e vanno rifatti.

Un meccanismo perverso che chiunque lavori con il settore pubblico conosce bene. Solo qualche giornalista ancora si sorprende e lancia l’allarme!

 

 

 

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2 risposte

  1. Ci sarà sempre il Giubileo del 2050… A meno che non se ne voglia indire uno del 2033, in occasione dei 2000 anni dalla morte di Cristo.

  2. Non mi stupisco affatto. La cosa che mi fa più rabbia è che una prima parte era già finanziata dal 2019, e se come dite voi (nei casi più ottimisti) nei tre anni che ci separano dal Giubileo si potrà fare solo la prima metà della rete (Termini-Venezia), se lo avessero iniziato già nel 2019, a quest’ora già ne avevamo un pezzo, poiché dal 2019 ad oggi sono passati 3 anni (😳), e il secondo si poteva fare nei tre anni da qui al 2025, l’anno del Giubileo.

    Sulla metro C neanche mi esprimo. Spero solo che si apra la tratta San Giovanni-Fori Imperiali presto.

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