Meleo: ZTL chiuse o aperte un po’ a casaccio

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Lo scorso 27 marzo nell’ambito di un’intervista resa al Corriere, l’assessore Meleo così rispondeva alla domanda se non fosse il caso di sospendere le ZTL per contrastare il calo nelle vendite lamentato dal commercio a seguito della chiusura delle fermate della metro A:

La soluzione è potenziare il servizio dei bus sostitutivi, per questo abbiamo raddoppiato le navette e, se sarà necessario, aumenteremo ancora. Con l’apertura dei varchi si creerebbe solo più traffico. Proseguiranno comunque i tavoli con i commercianti, li terremo costantemente aggiornati“.

 

Posizione che condividiamo, stante che far accedere tutti indiscriminatamente in centro storico con l’auto comporterebbe un’ulteriore invasione di veicoli in sosta un po’ ovunque, oltre all’aggravio di traffico citato dall’assessore.

 

Poi però, a due giorni di distanza, la stessa amministrazione decide di sospendere la riattivazione dei varchi elettronici della ZTL A1, quella del cosiddetto Tridente (via Ripetta, via del Corso, via del Babuino), a seguito delle lamentele del commercio locale.

Verrebbe da chiedere all’assessore Meleo: ma nel Tridente l’apertura dei varchi non crea più traffico? Vigono forse nella zona leggi fisiche diverse?

 

Il prossimo 1 aprile era infatti prevista la riaccensione dei varchi del settore A1 della ZTL, l’unica Isola Ambientale del centro storico, dopo che erano stati spenti per oltre un anno. Il piano prevedeva che per il primo mese i varchi venissero presidiati da vigili che dovevano avvertire gli utenti della disciplina vigente nell’area (ossia la possibilità di circolare e sostare all’interno del settore essenzialmente solo per i residenti), per poi iniziare ad elevare le sanzioni a partire dal 1 maggio.

Ora pare che sia tutto rimandato di un mese, anche se dopo un primo “sbracamento” da parte dell’amministrazione c’è da aspettarsi che anche a maggio si vorranno evitare fastidi da parte del commercio di zona, decidendo molto probabilmente di riparlarne dopo l’estate.

Anche perché se il motivo principe del rinvio è la chiusura della fermata Spagna della metro A, è difficile prevedere una sua riapertura in tempi brevi.

 

Oltre all’inconciliabile contraddizione tra la fermezza mostrata dalla Meleo sulla ZTL del centro storico e la mollezza su quella del settore A1, sarebbe interessante sapere dove, secondo l’assessore, dovrebbero parcheggiare tutti i veicoli che accedono nell’area del Tridente. Perché a meno di non pensare che tutti sarebbero di passaggio, una gran parte dei veicoli accederebbero nel settore magari proprio per fare acquisti nei negozi degli esercenti che a gran voce hanno richiesto il rinvio dell’accensione dei varchi. E visti gli spazi per la sosta già saturi, si finirà per vedere ancora più veicoli fermi nelle aree pedonali, tipo quella piazza Borghese che ormai due anni fa l’assessore pensava di poter liberare dalla morsa della sosta selvaggia. E già li immaginiamo gli stessi esercenti che hanno chiesto di non riaccendere i varchi elettronici lamentarsi se qualche macchina parcheggerà davanti le loro vetrine.

Non avrebbe avuto maggior senso confermare la riattivazione dei varchi elettronici ricordando alla cittadinanza, ad esempio, che attiguo all’area esiste il più grande parcheggio interrato d’Europa, quello del Galoppatoio, dove chiunque voglia andare nel Tridente può facilmente lasciare il proprio mezzo?

Ah … ma forse così l’assessore Meleo avrebbe rischiato di dover rispondere a qualche curiosità sul fatto che quel parcheggio continua a pagare al Comune un affitto di 900 (novecento!) euro al mese.

 

Da ultimo, ma non meno importante, va ricordato che in realtà la disciplina dell’Isola Ambientale del Tridente, ossia del settore A1 della ZTL, è sempre rimasta vigente, nonostante lo spegnimento dei varchi elettronici nel gennaio 2018 (varchi che peraltro, come si è saputo solo recentemente, non hanno mai elevato una sola sanzione). Questo vuol dire che qualsiasi agente della Polizia Locale che operi in zona potrebbe (dovrebbe?) verificare i veicoli in transito e sosta per appurare che siano autorizzati. Questa cosa non è mai stata fatta, nonostante la disciplina sia vigente da oltre un decennio ed è stata confermata con qualche modifica nel 2014.

Detta in altri termini, in una delle zone più centrali e delicate di Roma le norme del codice della strada vengono applicate in maniera assolutamente discrezionale, disattendendone dichiaratamente una parte. Questo genera una disparità di trattamento rispetto alle diverse categorie di cittadini, privilegiando ad esempio i tanti furbi che per anni hanno acceduto alla ZTL A1 senza averne titolo e penalizzando i residenti che, in assenza di controlli nelle aree di sosta a loro riservate, non hanno alternative a trovare una sistemazione per i loro veicoli.

 

Insomma quello che doveva essere un modo per ripristinare un minimo di ordine e legalità nel centro storico di Roma, ossia l’istituzione della prima Isola Ambientale del Tridente, continua a rivelarsi l’ennesima rappresentazione del far west romano. Con l’amministrazione M5S che è riuscita far addirittura peggio di quelli che l’hanno preceduta.

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  1. Anonimo

    Ricordo l’inaugurazione in pompa magna della pedonalizzazione di un tratto misero di via del Corso (dovuta a motivi di sicurezza e non a una scelta dell’amministrazione), quando Meleo e Raggi “restituivano” la strada ai cittadini. Tutto fumo, sono solo fumo…

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