L’ultimo regalo di Coia a Roma

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Come facilmente prevedibile, l’ultima iniziativa del presidente della commissione commercio, Andrea Coia, è stata portata a compimento.

Si tratta di una delibera che apporta modifiche molto consistenti alla normativa in materia di Occupazioni di Suolo Pubblico (OSP) i cui problemi avevamo provato a descrivere brevemente.

Nonostante i pareri negativi ricevuti sia dagli uffici che da associazioni e cittadini e nonostante il metodo seguito (testo base su cui si sono innestati due livelli di emendamenti) sia garanzia di un risultato confuso, la delibera è stata approvata dall’Assemblea Capitolina lo scorso 5  dicembre. Ovviamente siamo pronti a scommettere che tutti gli altri consiglieri del M5S non avessero idea del merito del provvedimento (c’è da dubitare che lo avesse chiaro fino in fondo lo stesso presidente Coia), ma lo spirito di corpo del MoVimento garantisce sempre l’unanimità dei consensi.

Da sottolineare che la delibera è passata anche grazie al supporto dei consiglieri di Fratelli d’Italia che hanno garantito il numero legale, altrimenti non raggiunto con i soli consiglieri M5S.

 

In attesa di leggere il testo finale del provvedimento, possiamo anticipare due risultati sicuri.

Anzitutto è facile prevedere che con le ulteriori tipologie di OSP previste dal provvedimento, ma soprattutto con la confusione che le tante modifiche ingenereranno, i controlli che già erano difficilissimi prima diverranno praticamente impossibili.

 

Vi è poi questo bel regalino che il presidente Coia ha pensato di fare alla città di Roma tutta:

 

Piazza S. Bernardo

 

Via XX Settembre

 

Zona Colosseo

 

Si tratta dei bidoncini per la raccolta rifiuti degli esercizi commerciali che fino a ieri venivano esposti all’esterno illecitamente, mentre ora sono autorizzati a stare in strada e per di più esenti dal pagamento del canone OSP.

Questo vuol dire che ora in tutta la città si moltiplicheranno questi veri e propri cassonetti stradali, soprattutto nelle zone, come il centro storico, dove i cassonetti sono stati eliminati da anni.

Incredibile poi che in tali zone tutti i cittadini sono obbligati a fare la raccolta differenziata in casa mentre gli esercizi commerciali potranno farla in strada senza pagare alcun canone.

 

Come avevamo previsto, anche questa volta l’intervento del presidente Coia è stata una garanzia di pessimo risultato che ci riserviamo di descrivere con maggiori dettagli una volta che il testo finale sarà conosciuto.

 

Probabilmente l’unico contento di questa delibera è il Municipio I con la sua presidente Alfonsi. Il tema delle OSP riguarda infatti in maniera predominante il centro storico di Roma e vede da una parte i legittimi interessi degli operatori commerciali, che vogliono massimizzare le fruttuosissime OSP, e dall’altra le esigenze di decoro e di sicurezza dei luoghi.

Da quando è stata eletta nel 2013 l’amministrazione municipale guidata da Sabrina Alfonsi ha mantenuto una posizione ambigua sulle OSP, bloccando nei fatti l’approvazione delle schede di dettaglio del Piano di Massima Occupabilità (PMO) municipale che si è dimostrato lo strumento migliore per governare le OSP in centro storico. L’approvazione di molte schede di dettaglio avrebbe infatti portato alla soppressione di numerose OSP, cosa che evidentemente la presidente Alfonsi ha voluto evitare in tutti i modi per non mettersi contro i tanti esercenti colpiti.

Proprio lo stallo sui PMO è stata la motivazione principale per Coia per subentrare in alcune delle competenze dei Municipi, in particolare nella redazione ed approvazione dei PMO. Quindi ora la presidente Alfonsi ha buon gioco a lamentarsi perché il Municipio è stato esautorato di una competenza che le norme gli assegnano ma sicuramente starà gioendo perché ora spetterà al Comune e a Coia cancellare le tante OSP che non sono sanabili per le normative sul decoro, la sicurezza e il codice della strada.

 

È una storia molto brutta questa, dove tutti i protagonisti istituzionali fanno a gara per tutelare interessi particolari mentre l’interesse pubblico rimane senza padri e difensori, se si escludono pochi cittadini e associazioni.

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