L’occasione persa dei lavori in piazza Armellini

Piazza Armellini era in condizioni pessime, davvero disastrate. Il giardinetto centrale si allagava costantemente, le auto parcheggiavano in modo selvaggio e i sampietrini erano ridotti così male da far apparire come un rally l’attraversamento della piazza.

Il II Municipio ha deciso di ristrutturare l’area dopo le insistenze dei residenti e dei commercianti. Inoltre pare che il Comandante della Guardia di Finanza abbia fatto moral suasion con il Campidoglio proprio perché lì si affaccia la Scuola degli Ufficiali che è collegata alla Caserma del Comando Generale.

I lavori si sono conclusi da poco, dopo tre mesi circa di cantiere con un risultato esteticamente gradevole, ma dal punto di vista funzionale sono state risolte solo parte delle problematiche. Per cui quella di piazza Armellini sembra un’occasione persa piuttosto che un reale restyling. I difetti sono essenzialmente due: lo square centrale ha mantenuto le dimensioni precedenti consentendo alle auto la sosta irregolare, esattamente come prima. In secondo luogo, si è deciso di mantenere i sampietrini che tra pochi mesi saranno di nuovo dissestati.

Partiamo dalla sosta. Per raggiungere il piccolo giardino occorre fare lo slalom tra le macchine che vengono lasciate spesso davanti ai soli due ingressi. Per evitare questo aspetto spiacevole, sarebbe bastato allargare il giardino oppure montare dei paletti dissuasori almeno in corrispondenza delle entrate.

 

Un aspetto positivo, invece, riguarda l’area di fronte la Caserma: qui le vetture venivano lasciate al centro della piazza creando spesso problemi per il passaggio degli autobus. Adesso, per impedire la sosta irregolare, sono state create due aiuole, come si vede dalla foto che segue.

La qualità del lavoro dei sampietrini sembra buona ma, come è noto, il passaggio degli autobus li rende molto instabili. Basterà che trascorra un semestre per tornare ad una condizione di dissesto. Ecco perché sarebbe stato meglio trasferire questi sampietrini in zone pedonali e qui creare un asfalto solido, con una buona base di sottofondo. Il problema si ripete in molte strade di quartieri non centrali, dove non vi è alcuna valenza storica nel mantenere i sampietrini.

Infine vi è l’aspetto della manutenzione. I fiori piantati conferiscono alle aiuole un bell’aspetto. Ma chi se ne prenderà cura? Municipio e Campidoglio non hanno la possibilità di farlo e il rischio molto concreto è che, una volta tagliato il nastro, l’area sprofondi in un graduale degrado dal quale nessuno potrà sollevarla. Ecco che sarebbe stato utile sottoscrivere un accordo con i commercianti della piazza o con associazioni di quartiere perché si facessero carico della manutenzione ordinaria. Ma per questo si è ancora in tempo.

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