OSP ABUSIVE Poco più di un mese fa ci eravamo occupati delle rimozioni di Occupazioni di Suolo Pubblico (OSP) abusive da parte del Municipio I, dicendo che questa volta sembrava si facesse sul serio.

Ebbene dobbiamo ammettere di esserci illusi, stante che tutte le OSP rimosse al tempo sono riapparse sulle strade come nulla fosse. Questo lo scriviamo all’indomani di una nuova puntata di rimozioni che hanno riguardato alcuni locali a Portico d’Ottavia. Anche questa volta c’è stata la copertura della stampa, accompagnata dall’ormai scarica litania della Presidente Alfonsi che dice: “Non ci fermiamo qui”, ed i tweet del comandante Clemente.

Le rimozioni di ieri, martedì 19 maggio
Le rimozioni di ieri, martedì 19 maggio

COME SISIFO Qualcuno invece dovrebbe forse fermarla la Presidente Alfonsi e farla riflettere sull’utilità di continuare a svuotare il mare con un cucchiaino, per di più a spese dei contribuenti. Cos’altro è infatti se non uno spreco inutile il rimuovere arredi che il giorno dopo verranno ripristinati nell’impossibilità per il Municipio di intervenire prima di altri mesi? Tanto ci vuole infatti, mesi, perché il Municipio riesca a completare un provvedimento sanzionatorio per un locale. E nei casi delle rimozioni citate parliamo di locali che non hanno alcuna concessione OSP, per cui occupano il suolo pubblico senza pagare un euro. E’ quindi evidente che costoro hanno tutto l’interesse a continuare a guadagnare sui coperti abusivi, essendo ben disposti a pagare qualche multa ogni tanto ed anche a ricomprare tutti gli arredi dopo ogni rimozione: economicamente ci stanno dentro alla grande!

La soluzione per riportare un po’ di legalità anche in questo campo in realtà già ci sarebbe e basterebbe applicarla per combattere la concorrenza sleale di tanti locali oltre che per ripristinare condizioni di sicurezza e decoro nei luoghi. Si tratta dell’ordinanza n.258/2012, emanata dall’allora Sindaco Alemanno, che, richiamando una legge nazionale, nei casi di OSP totalmente abusive prevede l’immediata chiusura del locale fino al ripristino dei luoghi e per un periodo minimo di 5 giorni. Questa ordinanza è ancora vigente ed anzi la sua validità è stata recentemente confermata da ben due sentenze del Consiglio di Stato.

INTERESSI NELLO STATUS QUO? Perché il Municipio si rifiuti di applicare tale ordinanza sfugge alla comprensione, facendo quasi pensare ci sia un interesse a continuare il gioco dell’oca con i titolari di OSP abusive. Chiaramente se ogni sanzione comportasse la rimozione degli arredi da parte del locale oltre alla sua immediata chiusura per almeno 5 giorni, nessun esercente sarebbe così stupido da rischiare tanto, ma evidentemente al Municipio tanta efficacia non interessa.

Se però il Municipio I può legittimamente continuare a perdere tempo e soldi, che poi i cittadini provvederanno a giudicarli alle prime elezioni, ci si chiede dove sia il Sindaco Marino mentre la sua città viene sfruttata e sfregiata impunemente e senza pagare un euro. Stante che stime prudenziali parlano di un 70% di abusivismo in materia di OSP e considerato lo stato comatoso del bilancio comunale, delle due l’una: o il Sindaco ignora il dato, cosa particolarmente grave, oppure non ha intenzione di intervenire. In entrambi i casi si dimostra ancora una volta la totale inadeguatezza dell’attuale Sindaco a gestire i problemi cittadini. E sentire ancora parlare di Olimpiadi in queste condizioni rende bene l’idea di quanto si possa essere irresponsabili, ad opinione di chi scrive (mentre c’è chi la pensa diversamente).

 

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