Le bugie della Raggi a “In Onda” solo le ultime di una lunga serie

La Sindaca si fa intervistare da giornalisti poco competenti su Roma in modo da non essere sbugiardata. Ma i fatti le danno torto

 

Ha fatto talmente poche cose durante i primi quattro anni di consiliatura che per tracciare un bilancio positivo del mandato deve inventare. La partecipazione di Virginia Raggi a “In Onda” su la7 è lo specchio del vuoto della sua amministrazione. Purtroppo a intervistarla non c’erano due giornalisti competenti sulle cose di Roma, ma due persone che si sono lette qualche articolo il giorno prima. Una infarinatura superficiale di Parenzo e Telese che non ha permesso di andare davvero a fondo.

Ma le interviste della Raggi sono tutte così, concesse solo a Bruno Vespa, Telese e Parenzo non certo a veri conoscitori della realtà romana che la metterebbero all’angolo in poche battute, solo parlando di rifiuti, decoro, Atac, gare d’appalto mai partite nonostante i soldi in cassa.

Senza scendere nel dettaglio delle cose inutili (non) dette dalla Sindaca a la7, è il caso di soffermarsi su due questioni delle quali ha parlato vantandosene come se fossero due grandi risultati raggiunti. E invece erano due grandi bugie: la demolizione delle villette dei Casamonica e la questione campi rom.

Bugia 1: le villette dei Casamonica al Quadraro. Ognuno vuole mettere il cappello su questa operazione. Ci provò pure Salvini quando era ministro dell’Interno ma chi davvero non ha fatto nulla per portare a termine la demolizione è stata la Sindaca. Eppure, intervistata da Telese e Parenzo, ha raccontato con commozione il suo presunto coraggio e il suo presunto impegno per la legalità tanto da apparire una novella Falcone e Borsellino, indomitamente impegnata contro tutte le mafie.

La presidente del VII Municipio, Monica Lozzi, che su questa vicenda ha rischiato in prima persona pur senza scorta né protezioni, ha voluto chiarire di chi fosse il merito. “E’ stato il Municipio ad eseguire l’abbattimento – ha spiegato in un lungo e dettagliato video la Lozzi – perché la competenza di questo tipo di interventi è proprio del Municipio”. La Lozzi prosegue precisando che gli abusi relativi alle villette erano addirittura stati accertati negli anni ’90 e che non erano sanabili. E’ stato il suo Municipio a stanziare a bilancio ben 400 mila euro necessari all’intervento di demolizione.

Ma ascoltate bene cosa dice subito dopo: “Ci siamo resi conto che 400 mila euro non bastavano e che ne servivano 600 mila. Così abbiamo chiesto al Comune di integrarli, ma il Campidoglio ci ha negato questa possibilità”!!

Dunque non solo il ruolo della Sindaca sarebbe stato del tutto marginale ma addirittura neanche un contributo economico fu fornito in aiuto al Municipio che lottava in solitudine contro un clan non certo tenero.

 

Bugia 2: Alemanno e Berlusconi hanno aperto i campi rom a Roma. Qui la Sindaca si è davvero superata e forse per la sua giovane età neanche ricorda che i campi rom esistono da molto prima di Alemanno. Lungi da noi voler difendere il Sindaco di centro-destra che è stato il peggior amministratore dal dopo-guerra ad oggi (battuto ora dalla Raggi), ma ci ha pensato lui stesso annunciando querela nei confronti della Raggi. “Nel 2008, quando mi sono insediato – scrive Alemanno in un comunicato –  la situazione era questa: i campi tollerati erano 15, gli autorizzati 7, i campi abusivi e i microinsediamenti erano oltre 1200 e la popolazione nomade era di 9 mila persone”.

Poi l’ex Sindaco prosegue spiegando che quando ha lasciato il Campidoglio i campi tollerati erano 8, gli autorizzati 8 e quindi furono chiusi 6 campi tra cui Casilino 900 e Tor dé Cenci. I fatti danno ragione ad Alemanno e difficilmente si riesce a capire cosa volesse dire la Raggi quando accusa quella giunta di essere stata la causa degli insediamenti rom a Roma.

Anche su questo punto, invece, la politica dei 5stelle è stata completamente fallimentare con l’unico intervento svolto poche settimane fa a via del Foro Italico, che ha provocato la parcellizzazione di un campo in almeno 5. “Questa è la politica della polvere sotto il tappeto – ha commentato il presidente del III Municipio Giovanni Caudo – dato che ora uomini, donne e bambini sono accampati alla bene e meglio in situazioni di fortuna tra Ponte delle Valli, Conca d’Oro e le sponde dell’Aniene”.

Se ci fossero stati due giornalisti che conoscono la realtà romana, sarebbe stato facile replicare alla Raggi e chiederle conto di un intervento così poco utile alla città. Ma invece si è preferito farle delle domande di tipo politico sulle alleanze o una tipica domanda a piacere, quella che si fa allo studente impreparato solo per dargli una possibilità di riscatto.

Ma alla Raggi non va data nessuna via di fuga, va messa all’angolo di fronte alle sue evidenti responsabilità che sono la causa del disastro in cui versa la capitale. “Mancano proposte serie per il rilancio”, ha detto ieri al Messaggero Francesco Rutelli. Manca un’agenda politica, ha scritto assai più modestamente ieri diarioromano. E’ su questo che si aspettano risposte mentre la Sindaca, con una pochezza imbarazzante, non riesce a fare altro che inventare bugie e dirle in trasmissioni televisive senza contraddittorio.

Più volte abbiamo pizzicato la Raggi a inventare di sana pianta notizie come quando millantò la visita a sorpresa al cantiere della pista ciclabile Nomentana mentre la sua segreteria aveva avvertito dell’arrivo ben due giorni prima, chiedendo perfino la presenza di fotografi.
Oppure quando sulla Metro C, raccontò una serie di inesattezze volte anche in quel caso a mostrare un lavoro che invece non aveva svolto.
Da non dimenticare l’annuncio dei lavori ai binari di Porta Maggiore che sarebbero stati – secondo la Sindaca – svolti per la prima volta! E poi invece bastava guardare ai bilanci Atac o addirittura ai Tweet della sua assessora Meleo per verificare che quei lavori erano stati già svolti in tre occasioni negli ultimi 10 anni.
Per chi volesse approfondire, le storie di queste piccole e squallide bugie sono raccontate qui, ma quello che resta è l’amarezza di una prima cittadina che vuole tornare a guidare una capitale per la quale non ha fatto assolutamente nulla se non una scarsa ordinaria amministrazione, ed è costretta ad inventare interventi magniloquenti.

Nessuno dall’opposizione è sul pezzo, impegnato nel cosiddetto “fact checking” per sbugiardare la Raggi. Perché tutti sono pronti a sedersi al tavolo con lei, il Pd per primo, per accordicchi politici di bassa lega. Nessuno che guardi veramente al futuro e al rilancio di una Roma devastata.

 

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6 risposte

  1. Mi dispiace che in questi giudizi tranchants non si tenga conto di una cosa, invece ben evidenziata nell’intervista:
    nulla di quel poco che la Raggi ha fatto sarebbe stato possibile senza prima una titanica opera di messa in ordine dei conti da parte della sua giunta, peraltro ancora largamente da realizzare.
    Lo sfacelo di Roma deriva da decenni di malamministrazione, con conseguenze gravissime sul bilancio e sull’efficienza della macchina amministrativa.

    1. L’attuale amm.ne è riuscita nel capolavoro di peggiorare ulteriormente la macchina amministrativa. Basta pensare alla serie infinita di bandi che si sono sbagliati o che non si è riusciti ad assegnare.
      Lo sfacelo di Roma parte da molto lontano ma l’amm.ne Raggi ha dato un contributo decisivo a che le cose, tutte, siano andate molto peggio.

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