Le bancarelle di via Ravenna e del Policlinico a via Lancisi entro agosto

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Non è un provvedimento perfetto ma meglio di niente. Le bancarelle che adesso invadono i marciapiedi di viale Regina Elena (davanti al Policlinico) e di via Ravenna, saranno spostate in via Lancisi. I lavori sono ultimati come vi mostriamo nelle foto che seguono e si aspetta solo il collaudo che dovrebbe avvenire a breve.

I nuovi stalli

 

I nuovi passaggi pedonali

 

La storia parte da lontano e riguarda due strade totalmente degradate dall’invasione degli ambulanti che a Roma la fanno da padrone in tutte le vie commerciali. In particolare l’area del Policlinico è un suk da molti anni, al punto che perfino il prefetto di Roma è dovuto intervenire intimando al Campidoglio di trovare una soluzione. Il Pronto Soccorso dell’Umberto I° è un cosiddetto DEA di primo livello, significa che le ambulanze e i pazienti che vi accedono devono trovare una assistenza pronta 24 ore al giorno e a loro deve essere garantito lo spazio adeguato per il transito.

Ma le bancarelle e i loro furgoni in doppia fila perenne, costituiscono un ostacolo per i 100 mila accessi annui al Policlinico. Ecco perché perfino l’assessore regionale alla Sanità, Alessio D’amato, ha sollecitato il Comune ad una soluzione.

 

C’è poi il tema, non secondario, del decoro: la strada è devastata e coperta da vestiti appesi che si vedono perfino dal Verano. Scene che solo a Roma hanno diritto di esistere perché in altre città gli ambulanti sarebbero stati spostati nei mercati rionali in un attimo. Nella Capitale invece, i bancarellari sono trattati in guanti bianchi dall’amministrazione, nonostante siano i primi responsabili di evasione fiscale, di alimentare una filiera delle merci senza regole e facciano concorrenza sleale ai negozianti che vivono periodi sempre più bui.

C’è poi l’altra strada del quartiere che è coperta di stracci e bancarellari. Via Ravenna, nel tratto che parte da piazza Bologna e arriva a Largo Ravenna. Qui un grande magazzino è completamente coperto dai banchi e dai loro furgoni, al punto che le uscite di emergenza sono di fatto sbarrate. Dopo aver presentato decine di esposti ai Vigili del Fuoco, la Oviesse è riuscita a far inserire anche queste bancarelle tra quelle da trasferire in via Lancisi.

Scarico merci e parcheggio in 2° fila dietro alle bancarelle di Via Ravenna

L’idea di portarle in via Lancisi parte da lontano: fu la giunta municipale guidata da Gerace (Pd) che nel 2015 diede il via all’operazione. Ma quella amministrazione, legata alla sindacatura Marino, terminò troppo presto. Così i lavori non partirono fino allo scorso marzo quando finalmente l’attuale presidente del Municipio, Del Bello, è riuscita a dare il via al cantiere. Il marciapiede  è stato allargato per ospitare i banchi, mentre sulla strada sono stati realizzati gli stalli per i furgoni.

Saranno 19 le bancarelle regolari che andranno a via Lancisi, alle quali si aggiungeranno almeno altri 10 o 15 irregolari. La strada diventerà insomma uno schifo assoluto e non vorremmo essere al posto dei poveri residenti. Ma sicuramente meglio qui che dove stanno adesso.

Ovviamente la soluzione vera al problema sarebbe quella di ridare vita ai mercati rionali coperti che stanno morendo, obbligando gli ambulanti a spostarsi al loro interno, ma la giunta Raggi non ci pensa proprio. Anzi, come sappiamo, ha festeggiato per il rinvio sine die della direttiva europea Bolkestein.

 

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4 Commenti

  1. Anonimo

    Nelle città normali le bancarelle si vedono solo nei mercati e con orario da mercato. Non capirò mai come sia stato possibile arrivare allo schifo che abbiamo a Roma

  2. enrico

    Però in via lancisi c’é l’ingresso della maternità non è che lì non disturberanno.
    Come auspicato dall’articolo le bancarelle semplicemente NON dovrebbero esistere al di fuori di spazi ben definiti (mercati rionali) o di periodi temporali ben chiari (mercatini di Natale, mercatino della befana) gestiti con regole serie.

  3. mario

    un degrado che non si vede nemmeno a Calcutta…..e poi Virgy si domanda :”ma dove stiamo sbagliando?”

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