La Rinascente dona 3 milioni a Roma (o li restituisce?)

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A ottobre 2017, dopo oltre sei anni di lavori, veniva inaugurata La Rinascente di via del Tritone.

A distanza di poco più di due anni apprendiamo dal Sindaco Raggi l’intenzione del grande magazzino di contribuire con tre milioni di euro alla riqualificazione di via del Tritone e via Due Macelli.

 

I due fatti sono legati da un dettaglio che al tempo dell’inaugurazione solo noi ricordammo, ossia lo sconto monstre di cui godette il privato sui vari oneri concessori che doveva pagare. Già perché per la trasformazione dell’immobile di via del Tritone La Rinascente ha pagato circa 22 milioni di oneri concessori, ma in realtà sulla base delle Norme Tecniche di Attuazione del nuovo Piano Regolatore Generale avrebbe dovuto pagare circa il triplo, come sottolineato dal Coordinamento Residenti Città Storica al tempo dell’approvazione della delibera in Assemblea Capitolina:

 

La stessa amm.ne comunale, perfettamente consapevole che la determinazione di questi importi è inferiore a quanto previsto dalle norme vigenti, ha giustificato lo “sconto” di favore fatto alla Rinascente con la motivazione che “le modalità di calcolo previste determinano oneri troppo elevati e disincentivanti la riqualificazione urbanistica”.

Ma questa discrezionalità provoca un enorme danno alle casse comunali e quindi a tutti i cittadini: pensiamo a quante opere per la mobilità, riqualificazione urbana e parcheggi si sarebbero potute realizzare in più rispetto a quelle già previste.

 

L’approvazione della delibera avvenne durante l’amministrazione Alemanno con i consiglieri del PD, allora all’opposizione, che si astennero. Solo in quattro votarono contro la delibera, il più convinto Alessandro Onorato che lamentò proprio l’eccesso di ribasso nella quantificazione degli oneri concessori.

 

Vogliamo ricordarli ora questi particolari perché nessuno l’ha fatto, tanto meno il sindaco Raggi che si sbraccia tanto nel suo video per dire quanto sono stati bravi lei e il privato a collaborare per il bene dei cittadini.

Bella forza, verrebbe da dire: io privato ottengo un megasconto (qualche decina di milioni di euro) dall’amministrazione al momento dell’approvazione del progetto e una volta avviata l’attività faccio la figura del mecenate restituendo una piccola parte di quanto risparmiato.

Sia chiaro: non stiamo evocando illeciti di sorta in questa storia. Solo vorremmo che i cittadini avessero tutti gli elementi per giudicare come stanno veramente le cose.

 

Noi non possiamo che essere molto contenti che lo stabile ex-sede de L’Unità a via del Tritone sia stato recuperato, con tanto di valorizzazione dei resti dell’acquedotto Vergine, per di più con l’apertura di un grande magazzino di qualità e prestigio.

È però corretto ricordare che l’operazione si è svolta con una grande rinuncia da parte dei cittadini romani; lo sconto ottenuto sugli oneri concessori è stato sì deciso dall’amministrazione ma alla fine viene pagato dalla collettività in termini di minori risorse a disposizione per tutti.

Bravi quindi quelli de La Rinascente, ma grazie anche ai cittadini romani che, pur inconsapevolmente, gli hanno gentilmente fatto un’offerta a fondo perduto di qualche decina di milioni di euro.

 

Non sarebbe stato affatto fuori luogo per il Sindaco Raggi ricordarla in qualche modo questa cosa nell’ambito della presentazione del progetto di riqualificazione di via del Tritone. Non avendolo fatto, il gesto de La Rinascente risulta amplificato di molto ma soprattutto sparisce del tutto il sacrificio che, senza deciderlo, hanno fatto tutti i cittadini di Roma.

 

Noi avremmo la curiosità di sapere se il Sindaco Raggi non sapeva del megasconto di cui ha beneficiato La Rinascente o se ne è stata informata ed ha preferito non farne menzione. Siamo comunque già pronti a tenercela questa curiosità, ben sapendo la ritrosia della Raggi ad interloquire con dei comuni mortali.

 

 

Riguardo il merito degli interventi presentati, abbiamo cercato qualche documento relativo ai progetti ma senza successo (le pagine dei “Progetti” del SIMU sono ferme al 2017).

Nei rendering proposti dal Sindaco durante la presentazione si intravede più di qualche criticità.

 

 

Bello in teoria eliminare del tutto la sosta dalle strade ma dove sono le aree per il carico/scarico delle merci? Lo sappiamo tutti dove si fermeranno i veicoli per la classica fermata di un “attimino”, vero?

Speriamo davvero che questi rendering non siano il reale risultato dell’intervento, anche se temiamo che al SIMU si siano limitati al solito compitino.

 

A margine di tutto ciò ricordiamo che il Comune è sempre a rischio di pagare grossi risarcimenti per alcuni interventi effettuati sullo stabile da parte de La Rinascente (la responsabilità dell’amministrazione è relativa all’iter del permesso a costruire, prima annullato dal TAR e poi riassegnato). Tra i cittadini che hanno avanzato le richieste il più famoso è l’attuale presidente della CONSOB Paolo Savona, con un conto di circa 700mila euro solo per lui, e sembra che abbiano buone possibilità di spuntarla.

Se così fosse, oltre al piatto di lenticchie ottenuto inizialmente da La Rinascente, i cittadini romani dovranno anche sobbarcarsi qualche milione di risarcimenti. Tanto per cambiare.

 

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