La nuova app contro le barriere architettoniche per disabili e abili

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app no barriere architettoniche

 

 

Trovarsi di fronte un ostacolo insormontabile quando si è su una sedia a rotelle fa doppiamente male. Da una parte può farti sentire davvero diverso, dall’altra ti trasmette un senso di impotenza perchè sai che non puoi fare nulla per cambiare le cose.

Ma un app presentata in queste ore dall’Associazione Luca Coscioni può alleviare almeno questa sensazione. Si chiama “No Barriere” ed è scaricabile su tutti i cellulari Android e Ios. Permette di inviare una segnalazione all’operatore il quale la inoltrerà al Comune o al Municipio. In caso di inerzia delle istituzioni pubbliche, potrà scattare una denuncia. Insomma uno strumento al servizio dei disabili che va utilizzato soprattutto dagli abili normodotati. Sta a tutti noi, infatti, lottare quotidianamente contro i soprusi delle auto che sostano davanti agli scivoli, dei marciapiede con gradini troppo alti, dei bus sui quali non funziona la pedana per le sedie a rotelle.

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Senza il nostro contributo le cose non si risolveranno mai. Non possiamo pensare che a farsi carico della lotta contro le barriere siano solo i disabili che già devono combattere quotidianamente contro il loro handicap e hanno altro a cui pensare. Ecco che questa app va usata da tutti e le segnalazioni vanno poi seguite con attenzione, in modo che se il Comune non dovesse dar seguito ci si dovrà attivare con una formale denuncia.

Abbiamo scaricato l’app e l’abbiamo trovata facile e intuitiva. In questo breve video alcune indicazioni sul suo utilizzo.

 

E’ dal 1992 che una legge nazionale obbliga i comuni ad adottare i Peba (Piani di Elminazione delle Barriere Architettoniche). “La gran parte purtroppo non ha ottemperato tanto è vero che molte grandi città, tra cui Roma, risultano ancora inaccessibili a chi ha una disabilità motoria”, ha spiegato Marco Cappato segretario dell’Ass. Coscioni. I costi a volte sono alti, ma occorre un piano di investimenti anche a livello nazionale perchè il grado di civiltà di un Paese si misura anche e soprattutto da queste cose.

Durante la presentazione dell’app, alcuni disabili hanno provato a percorre un tratto di strada tra piazza Colonna e piazza Madama, ma infinite volte sono stati costretti a passare sulla carreggiata in mezzo ai veicoli con un rischio elevato e soprattutto con un gran senso di frustrazione.

Proviamo tutti questa app e cominciamo ad inviare fin da subito le prime segnalazioni. Poi a ottobre/novembre facciamo un test per verificare se il Campidoglio o il Municipio hanno messo mano al problema. E se tutto sarà rimasto uguale, facciamo scattare la nostra coscienza. Non lasciamo che migliaia e migliaia di persone siano imprigionate in casa a causa della nostra indifferenza.

 

 

 

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