La mattanza pedonale continua, ormai col benestare del sindaco Gualtieri

Altri due pedoni investiti a morte sulle strade romane e l'amm.ne capitolina progetta, studia e "ascolta" la Consulta. In mancanza di interventi urgenti e drastici il sindaco va considerato corresponsabile delle morti

Il sindaco Gualtieri si è insediato il 21 ottobre 2021 e noi una settimana dopo, a seguito dell’investimento a morte di un pedone ai Parioli, titolammo:

Sindaco da neanche una settimana e con già un pedone sulla coscienza“.

 

In realtà nell’articolo chiarimmo che non si poteva attribuire al neo-sindaco una responsabilità diretta nella tragedia, ma a nostro avviso neanche lo si poteva sollevare completamente da una qualche implicazione. Così scrivemmo:

Ovviamente non gli si può dare una diretta responsabilità in questo tragico accadimento, ma tra le cose che dovrebbe aver studiato per prepararsi al Campidoglio ci sarà stata l’emergenza stradale che da anni perdura a Roma.

Purtroppo nutriamo qualche dubbio, stante l’attenzione maniacale di tutti i candidati sindaco alla monnezza, le buche, i cinghiali, senza che qualcuno prestasse attenzione ad un problema che ogni anno fa centinaia di morti.

 

A nostro avviso non puoi venire eletto sindaco di Roma e poi stupirti che quasi ogni giorno qualcuno muore sulle strade romane. Inoltre se non fai qualcosa subito per almeno provare a fermare la strage, in breve tempo non puoi che esserne considerato corresponsabile.

Sempre dal post del 29 ottobre 2021:

“Che si sia preparato o meno a questa ennesima emergenza romana, sarebbe bene che il sindaco Gualtieri vi mettesse subito mano, cominciando col chiedere al comandante della Polizia Locale di stabilire controlli straordinari per il rispetto delle strisce pedonali, per reprimere i diffusissimi eccessi di velocità, per cominciare ad attaccare l’invasione delle soste selvagge che spesso sono concausa degli incidenti.

In mancanza di azioni immediate il sindaco non potrà che essere ritenuto corresponsabile di queste morti. Non è detto infatti che qualsiasi misura presa risulti immediatamente efficace, ma senz’altro il lasciare lo status quo non può che mantenere le strade di Roma tra le più pericolose d’Europa (del mondo?).

 

Sono passati oltre quattro mesi da allora e non si ha notizia della pur minima iniziativa della nuova amministrazione capitolina in materia di sicurezza stradale.

Si continuano invece ad avere notizie di morti e feriti sulle strade romane a ritmi sempre assurdi. Solo contando i pedoni che hanno perso la vita a Roma attraversando la strada, a marzo ve ne sono stati finora due: uno accaduto in via Casilina, dove un 61enne è stato investito a morte da una moto, e l’altro in zona La Rustica, dove una 74enne è stata investita e uccisa da un autocarro.

 

Nel documento redatto durante il “conclave” della nuova amministrazione svoltosi il mese scorso, quello contenente gli obiettivi dei prossimi 180 giorni, alla sicurezza stradale sono state riservate le seguenti due carte:

 

 

 

Dal che capiamo che, nella migliore delle ipotesi, per i prossimi sei mesi in tema di sicurezza stradale possiamo aspettarci:

– uno studio di fattibilità per la realizzazione di 30 punti critici ad alto tasso di incidentalità,

– la progettazione di 4 (quattro?!?) interventi di messa in sicurezza di incroci pericolosi,

– un generico “ascolto” delle proposte della Consulta per la Sicurezza Stradale “… a supporto delle attività decisionali dell’organo politico” (qualsiasi cosa ciò voglia significare).

 

Tutto qua. Niente controlli immediati e straordinari delle strisce pedonali, niente installazioni urgenti di autovelox per moderare le assurde velocità che si registrano a Roma, nessun tentativo di interrompere immediatamente la scia di sangue.

A Roma si continua a morire come mosche sulle strade e la nuova amministrazione capitolina pianifica il nulla per i prossimi sei mesi.

 

Possiamo ora dirlo chiaramente che il sindaco Gualtieri deve considerarsi corresponsabile di ogni nuova tragedia stradale a Roma o c’è ancora qualcuno che vuole dargli più tempo per continuare a non fare assolutamente nulla?

 

 

P.s.: la foto associata non è in relazione con gli incidenti citati nel post, ma è stata presa da una pagina web.

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Una risposta

  1. In attesa di interventi seri (quelli previsti mi sembrano veramente pochi) si potrebbe agire sui comportamenti scorretti con multe a raffica: le macchine parcheggiate agli incroci, la doppia fila, l’alta velocità, il mancato stop alle strisce, tutte cose che mettono in pericolo i pedoni e che possono essere almeno limitate con le sanzioni.

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