La maggioranza capitolina non vuole estendere il car sharing né introdurre il bike sharing sovvenzionato

Bocciata ieri in Assemblea Capitolina la mozione, presentata da Azione, che chiedeva l'estensione del car sharing comunale e l'introduzione del bike sharing previsto dalla riforma degli impianti pubblicitari

Nella seduta di ieri dell’Assemblea Capitolina è stata bocciata la mozione a firma dei consiglieri della Lista Calenda (Flavia De Gregorio, Francesco Carpano e Dario Nanni) che chiedeva di impegnare il Sindaco e gli Assessori competenti:

– ad estendere il servizio pubblico di car sharing gestito da Roma Servizi per la Mobilità alle aree del PGTU – licenziato con Del. A.C. n. 21 del 16 aprile 2015 – 4, 5 e 6, corrispondenti all’area “GRA”, “Area extra GRA” e “la città verso il mare”;
– a realizzare un sistema pubblico di bike sharing su modello di quello di bikeMi del Comune di Milano, gestito da ATM SpA.

 

Per chiarire, il “sistema pubblico di bike sharing” sul modello milanese è già previsto dalla vigente normativa comunale. Il bike sharing è infatti incluso nella riforma degli impianti pubblicitari, approvata nel 2014 dall’allora maggioranza di centrosinistra in Assemblea Capitolina, come servizio da svolgersi utilizzando una parte dei proventi degli impianti, in modo da poter offrire tariffe calmierate, come ad esempio la prima mezzora di utilizzo gratuita.

 

La bocciatura della mozione formalizza quindi quello che fin dall’inizio è stato un atteggiamento chiaro della giunta Gualtieri, ossia di non voler proferire parola sulla riforma dei cartelloni, lasciandola nel cassetto in cui per cinque anni l’ha relegata Virginia Raggi.

 

Insieme alle associazioni Bastacartelloni – Francesco Fiore e VAS (Verde Ambiente e Società), che parteciparono fattivamente alla redazione della riforma, fin dall’insediamento della giunta Gualtieri abbiamo provato a capire che intenzioni si avessero sull’attuazione della riforma.

Purtroppo abbiamo dovuto prendere atto che l’amministrazione Gualtieri si dimostra ancora più impermeabile alle sollecitazioni dei cittadini di quella Raggi. Nel 2016, infatti, poco dopo l’insediamento della giunta Raggi, riuscimmo senza grandi problemi ad incontrare l’assessore al commercio, Adriano Meloni, a cui spiegammo la preziosa opportunità che avevano di regalare finalmente a Roma un vero sistema di bike sharing sovvenzionato, come c’è a Parigi e Milano, oltre che a mettere ordine nella giungla degli impianti pubblicitari.

Purtroppo l’assessore Meloni fu costretto alle dimissioni e i suoi successori si affrettarono a chiudere la riforma in fondo ad un cassetto.

 

Oggi noi non siamo mai riusciti ad ottenere neanche un generico riscontro dall’assessore Lucarelli, mentre col sindaco Gualtieri l’interlocuzione appare semplicemente impossibile: non ha un’utenza a cui scrivergli e utilizza i social solo per le sue esternazioni, evitando accuratamente di rispondere a qualsivoglia domanda.

 

Tornando alla bocciatura di ieri, questo è il comunicato emesso dal consigliere Carpano, tra i firmatari della mozione e membro della commissione mobilità:

A Roma abbiamo un bike sharing fasullo: è costoso, limitato nelle aree di utilizzo e non regolamentato sui parcheggio dei mezzi. L’aula oggi ha bocciato una nostra mozione che avrebbe impegnato il Comune a realizzare quanto già previsto dalla riforma Leonori, il vero bike sharing che serve alla città. L’assessore Patanè si tenga le ciclabili vuote, ne renderà conto politicamente.

La mozione prevedeva inoltre di estendere il servizio pubblico di car sharing gestito da Roma Servizi per la Mobilita’ dove serve davvero. Mi riferisco ai quartieri extra Gra, compreso il X municipio, oggi del tutto esclusi. L’aula non ha approvato la nostra proposta, eppure la giunta continua a parlare di città dei 15 minuti. Come se non bastasse, non è stato votato un ulteriore nostro documento che affrontava il problema della giungla dei monopattini, attualmente senza stalli dedicati per il parcheggio. La maggioranza sostiene che stia lavorando su questi dossier, proprio come faceva intendere la giunta Raggi. Ci auguriamo che l’epilogo sia diverso.

 

Come si può leggere, giustamente il consigliere Carpano punta l’attenzione sugli aspetti trasportistici della mozione anche per quanto riguarda il bike sharing. Se infatti l’attuazione della riforma degli impianti pubblicitari è competenza dell’assessorato al commercio, la possibilità di introdurre un sistema di bike sharing sovvenzionato avrebbe un grande effetto sulla mobilità cittadina: finalmente anche i romani potrebbero utilizzare gratuitamente, o quasi, il bike sharing per spostamenti brevi o per l’ultimo miglio, come avviene già da anni nella gran parte delle grandi citta europee.

Contrariamente a quello che molti credono, una tale esigenza non può essere soddisfatta dai sistemi di sharing attualmente presenti a Roma. Essi infatti prevedono tariffe proibitive per un uso quotidiano e per questo sono utilizzati nella gran parte dei casi dai turisti.

Riportiamo la recente esperienza di una persona che è rimasta scottata dagli oltre cinque euro pagati per 17 minuti di noleggio di un monopattino (i costi dei monopattini e delle bici sono analoghi):

 

 

Con un servizio in sharing (bici o monopattini) come quello previsto dalla riforma dei cartelloni la stessa corsa sarebbe probabilmente stata gratuita, oppure sarebbe costata pochi centesimi, in ogni caso importi che consentirebbero un utilizzo quotidiano dei mezzi.

 

Ebbene l’amministrazione Gualtieri ha evidentemente deciso che Roma non merita un tale servizio, condannando così i romani a scegliere tra il fare a meno di bici e monopattini in sharing oppure l’andare incontro a esborsi esagerati.

 

Una tale decisione contrasta però con quanto a novembre aveva annunciato l’assessore Patanè, nell’ambito della Conferenza nazionale sulla sharing mobility, quando aveva parlato di incremento e riorganizzazione dei servizi esistenti.

Da novembre sono passati oltre quattro mesi e nulla si è visto di concreto. Sappiamo bene che i cambiamenti necessitano di tempi lunghi, ma l’assenza di comunicazioni, oltre che di segnali evidenti che qualcosa stia cambianto, fanno temere altri cinque anni di immobilismi.

C’è l’atteso regolamento per bici e monopattini in sharing, che pare si sia perso nella commissione mobilità, ed ora c’è la bocciatura di una mozione assolutamente condivisibile che rafforzano i timori.

 

Noi non ci rassegneremo mai a vedere una riforma sudata e ben fatta venir lasciata marcire per anni a causa delle pressioni di qualche misera lobby cittadina.

Già con Virginia Raggi avevamo dovuto assistere al boicottaggio di una riforma votata dalla stessa sindaca quando era all’opposizione.

Ora ci ritroviamo con una maggioranza di centrosinistra che disconosce un ottimo lavoro fatto nel 2014 da un’altra maggioranza ma sempre di centrosinistra.

 

L’unica nota positiva di questa storia è che sembra che in questa consiliatura ci sia una forza di opposizione in grado di controllare e provare a stimolare la maggioranza, dopo che per cinque anni Virginia Raggi non ha mai subito il minimo disturbo.

Speriamo che la Lista Calenda vorrà svolgerlo con convinzione e continuità questo importante ruolo.

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2 risposte

  1. Per fare 2,4 km ci vogliono 25 minuti a piedi, se in monopattino ci vogliono 17 minuti che senso ha pagare 5,25 € per guadagnare 8 minuti (0,66 €/minuto) e non godersi Roma camminando?!… e se poi ti avanza del tempo o dei soldi, ti prendi un caffè.
    Detto questo, 1 € per l’attivazione e 0,25 €/minuto è una tariffa normale ed è comunicata prima del noleggio, se uno non vuole spendere quei soldi ha altre alternative, fra cui camminare o prendere i mezzi pubblici… dubito che un Taxi costi meno.
    Se si vogliono calmierare i prezzi, si può sostenere gli operatori aiutandoli a contenere i costi operativi, tenuto conto del contributo alla minor congestione, minor inquinamento e in generale a una città più vivibile.
    Gli operatori di mobilità hanno un conto economico da fare tornare e in quello ci deve stare anche il vandalismo, il furto e l’incidente.

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