La disfatta dei vigili romani

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vigili

 

Nel pezzo di ieri su piazza Navona abbiamo dato l’ennesimo colpetto ad un corpo di Polizia Locale Roma inefficace e sostanzialmente inutile, puntualizzando però che i singoli agenti hanno responsabilità limitate. Di una situazione disastrosa come quella romana non possono infati che essere responsabili anzitutto la dirigenza del Corpo, sia quella apicale che quella intermedia, ma soprattutto un governo cittadino che fin dall’inizio ha promosso una restaurazione all’antico azzerando tutte le novità con cui l’amministrazione precedente aveva avviato una possibile riforma del Corpo.

 

Diamo ora ulteriormente atto che gli agenti operativi sono le principali vittime di una situazione così allo sbando, finendo col prendersi da una parte gli improperi dei cittadini, per la loro assenza ovunque servano, e dall’altra le botte dai furfanti di turno che ormai sanno come i vigili siano l’anello debole di una catena che peraltro non spaventa più nessuno. E lo facciamo dando la nostra solidarietà ai due agenti che nel giorno dell’Immacolata, nell’ambito di un’operazione di contrasto al commercio ambulante in centro storico, sono stati accerchiati e aggrediti da un gruppo di venditori ambulanti che cercavano di recuperare la merce appena sequestrata.

Non solo quindi gli agenti della Polizia Locale a Roma sono di scarsissima efficacia nel reprimere ogni tipo di abuso, ma addirittura avrebbero loro stessi bisogno di protezione quando operano!?!

La verità è che l’autorevolezza del vigile romano è scesa così in basso che la loro presenza non ispira un minimo di sana soggezione né ai romani, che sanno che nella peggiore delle ipotesi dai vigili possono rischiare una multa di qualche decina di euro, né agli stranieri, che hanno imparato come coi vigili si trovi sempre il modo di farla franca. Vi sono in particolare i venditori ambulanti abusivi, in genere extracomunitari, che ormai ben sanno che i vigili a loro non possono fare nulla, se non qualche multa che mai pagheranno o il sequestro di merce di scarsissimo valore, e quindi non si fanno neanche scrupolo a reagire con la violenza alle azioni dei vigili. Fino a qualche tempo fa la violenza veniva esercitata esclusivamente dai venditori di provenineza africana, più aitanti e ‘scafati’ di quelli di provenienza asiatica. Da un po’ di tempo però anche questi ultimi hanno cominciato a reagire, visto che la cosa funziona ai loro colleghi africani.

 

Come possa pensare l’amministrazione in carica di riprendere il controllo della città senza prima ridare autorità ma soprattutto autorevolezza al corpo di Polizia Locale è cosa incomprensibile. A nostro avviso non si tratta solo di fornire la Polizia Locale delle forze (il Corpo è sotto organico da anni) e mezzi di cui necessità, benché anche questo vada fatto. Il punto centrale è dare un mandato forte e convinto al Comandante Generale del Corpo affinché progressivamente ma inesorabilmente le norme a Roma vengano fatte rispettare di nuovo.

A nostro avviso il Comandante Porta ha abbondantemente dimostrato di non essere la persona giusta per questo indispensabile cambio di passo, mentre quello che è divenuto una specie di suo alter ego, il Comandante Di Maggio, potrebbe essere la scelta giusta nel caso la si volesse limitare all’interno del Corpo di Polizia Locale. In alternativa si potrebbe pescare qualcuno nelle altre forze di polizia, come fece Marino quando prese Raffaele Clemente dalla Polizia di Stato. Dubitiamo che Clemente sia disponibile a tornare a Roma, dopo il benservito che sciaguratamente gli diede il Sindaco Raggi (al tempo senza avere uno straccio di alternativa … mai scelta fu più irresponsabile!?!), ma ci sarebbe la dott.sa Matarazzo, che oggi sta fronteggiando le bande criminali di Ostia, che potrebbe mettere a disposizione della città l’esperienza che maturò nell’ambito del Gabinetto del Sindaco sempre ai tempi di Marino.

 

Insomma, le opzioni non mancano, quello che manca è invece la consapevolezza che con una Polizia Locale che addirittura ha bisogno di essere difesa la città non può andare da nessuna parte (noi l’abbiamo definito “Il problema #1 della città di Roma“).

Purtroppo temiamo che con un’amministrazione che in ogni occasione dimostra di avere paura della propria ombra, un mandato forte e convinto per rifondare il Corpo di Polizia Locale non verrà mai dato. E allora solidarietà agli agenti aggrediti e si salvi chi può.

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2 Commenti

  1. antonio

    il problema è che negli anni le forze dell’ordine hanno abdicato al controllo del territorio. il sistema repressivo di vecchia impostazione fascista che ha avuto il suo canto del cigno durante il g8 di genova è stato via via sostituito dalla figura del moderno poliziotto di pattuglia hipster: barbetta curata e sopracciglia disegnata, più assimilabile al ministeriale che ai vecchi camerati da strada, rozzi ma autoritari, di cui tutti noi adolescenti ricordiamo qualche sganassone. Le nuove pattuglie girano per strada chattando al telefonino e accorrendo in massa solo se c’è fica e pericolo zero. Il loro demansionamento a favore della inefficiente ma incolpevole polizia locale (non addestrata, sovrappeso, poco armata) è una palese strategia con la quale uno stato inefficiente (e in un territorio devastato dalla crisi) preferisce far gestire l’ordine pubblico in situazioni delicate alla piccola criminalità o alle varie autogestioni.

  2. Roberto

    Una disamina devastante, benché in gran parte condivisibile.
    Povera Italia.

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