“Io so’ io e voi non siete un cazzo” (cit.)

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Chi non ricorda questa scena de Il Marchese del Grillo dove Alberto Sordi dà un’immagine che più efficace non si potrebbe di ciò che vuole dire privilegio totale e sfrontata presa in giro?

E come non associare questa immagine alla recente decisione della Giunta Raggi con cui è stato prorogato ad ATAC l’affidamento del servizio pubblico locale a Roma fino al 2021 (scadeva a dicembre 2019)?

Ma come, c’è una richiesta di referendum consultivo firmata da oltre 33.000 cittadini romani per poter far esprimere la città proprio sulla possibilità di continuare ad affidare ad ATAC il servizio di trasporto pubblico o di metterlo a gara e un’amministrazione che a parole si dichiara paladina della democrazia diretta che fa? Se ne infischia del referendum, che peraltro per legge va tenuto in ogni caso, e va avanti sulla strada intrapresa come nulla fosse, senza neanche avvertire il dovere di dare una minima spiegazione.

Ebbene né l’assessore Meleo né il Sindaco hanno mai pronunciato le parole del video de Il Marchese del Grillo ma con il loro atteggiamento è come se lo avessero fatto, ed evidentemente solo la loro pochezza gli impedisce di capirlo.

 

In una situazione come l’attuale, con ATAC avviata alla procedura di concordato preventivo e la conseguente necessità di cercare di dare una continuità di servizio all’azienda, per rassicurare i debitori sulla possibilità di rientrare dei loro crediti e quindi convincerli ad accettare il concordato, un’amministrazione seria, consapevole del proprio mandato e rispettosa dei cittadini si sarebbe affrettata a tenere il referendum, cercando di convincere gli stessi cittadini della bontà delle proprie tesi, ed avrebbe fatto i conti con il risultato dello stesso.

L’andare per la propria strada, facendo finta che non vi sia una consultazione popolare diretta proprio su questo tema ed anzi cercando di svuotarla di significato, è l’ennesima dimostrazione di come l’amministrazione M5S di Roma abbia sostituito il motto “trasparenza e partecipazione” con “opacità e verticismo”, rimanendo insensibile a qualsiasi sollecitazione che provenga dalla base, quand’anche gli venga imposta per legge.

 

 

Peraltro con questa decisione la Giunta Raggi non solo ha ignorato il diritto dei romani di esprimersi su un tema cittadino fondamentale, ma è anche andata contro il parere reso dall’Autorità Antitrust alla fine dell’ottobre scorso. Scrisse l’Autorità nel suo parere:

“… al momento, e nonostante la situazione di grave crisi economica e finanziaria in cui versa Atac, non sussistano le condizioni di emergenza o di pericolo imminente di interruzione di servizio che giustifichino questo tipo di intervento …

 

E inoltre:

“… qualora intenda riaffidare in house il servizio di trasporto pubblico locale ad Atac, [il Comune di Roma] dovrebbe non solo effettuare una valutazione rigorosa della preferibilità di tale scelta rispetto al ricorso al mercato tramite una gara, ma svolgere anche un effettivo confronto tra lo scenario di affidamento in house ed una serie di benchmark di mercato appropriati volto a valutare la correttezza della scelta dal punto di vista dell’efficienza, dell’economicità e della qualità del servizio reso ai cittadini“.

 

Di tutte queste valutazioni non c’è traccia nello scarno comunicato dell’amministrazione, segno che si continua ad andare per la propria strada, incaponendosi a voler mantenere in vita l’azienda ATAC costi quel che costi e qualsiasi sia il risultato in termini di servizio pubblico reso e costi ad esso associati. Insomma siamo ancora agli obiettivi “precisi ed inderogabili” di cui parlò il Sindaco nel discorso con cui annunciò l’intenzione di procedere con il concordato preventivo per ATAC:

– Mantenere Atac pubblica;
– Salvaguardare i livelli occupazionali e i salari dei dipendenti;
– Risanare l’azienda per assicurare un servizio efficiente e di qualità.

 

Il “servizio efficiente e di qualità” è buon ultimo nella lista, come se fossero più importanti gli interessi di dirigenti, impiegati ed operai di ATAC che le esigenze di mobilità di milioni di cittadini.

 

 

Ci troviamo quindi di fronte ad una decisione della Giunta Raggi che da una parte rifila un plateale schiaffo a tutti i romani, invitandoli implicitamente a farsi gli affari loro senza disturbare il manovratore, e dall’altra si assume il rischio di un intervento ostativo dell’Antitrust già abbondantemente preannunciato, col rischio di far perdere ulteriori mesi preziosi ad un’azienda ormai alla canna del gas.

 

Assumendo di aver rappresentato sufficientemente tutto il male che pensiamo di questo modo di procedere da parte dell’amministrazione, vogliamo dare anche conto di come l’opposizione in Comune abbia reagito ad una tale porcheria politica ed istituzionale. Ebbene facciamo molto presto, non avendo rintracciato la miseria di un commento da parte di nessuna delle cosiddette “opposizioni” presenti in Assemblea Capitolina (ben pronti a fare ammenda nel caso ci fosse sfuggito qualcosa) . Gli unici a farsi sentire sono stati i Radicali Italiani che con Riccardo Magi e Alessandro Capriccioli, rispettivamente segretario di Radicali Italiani e di Radicali Roma, hanno dichiarato:

 

Al di là del tema specifico del trasporto pubblico, che pure è una questione centrale per la vita dei romani, la proroga dell’affidamento ad Atac fino al 2021 deliberata ieri, mentre in capo alla Sindaca pende l’obbligo di legge di convocare un referendum che va in direzione diametralmente opposta, configura uno spregio per la volontà popolare che non esitiamo a definire senza precedenti.

Invece di raccogliere la volontà dei romani e farne tesoro, come si converrebbe al Movimento che si proclama paladino della democrazia diretta, il governo a 5 Stelle della capitale non indice il referendum e intanto si adopera per aggirarlo in modo subdolo, assumendo decisioni che mirano a vanificarlo e truffando apertamente tutti i cittadini.

Siamo ormai arrivati a un punto di non ritorno: quello in cui anche gli spazi minimi che la legge riserva alla partecipazione popolare vengono chiusi senza colpo ferire, come se non esistessero o peggio come se non contassero nulla.

Una deriva autoritaria che disegna in modo nitido una situazione di vera e propria emergenza democratica, contro la quale è necessario opporsi anche a prescindere dal merito specifico del quesito referendario, e che nelle prossime ore ci costringerà a mettere in campo tutte le azioni nonviolente che ci saranno possibili.

 

Su una presunta opposizione di centro destra confessiamo di non aver mai avuto alcuna speranza, non riuscendo neanche ad individuare qualche punto di riferimento da tenere presente.

 

Riguardo invece a quella che dovrebbe essere la principale forza di opposizione in Assemblea Capitolina, ossia il PD, non un fiato o un tweet né dall’ex candidato sindaco Giachetti né dalla capogruppo Di Biase. Volendo anzi dare un’occhiata alle pagine twitter di costoro, per il mese di dicembre troviamo:

per Giachetti – la notizia delle dichiarazioni bomba dell’assessore Meloni (1/12), un ricordo di Lando Fiorini (9/12), un ricordo di Matteoli (18/12), la votazione del bilancio a Roma (22/12), la notizia della partenza per Palermo per una visita al locale carcere per Capodanno (31/12);

per Di Biase – derby casalingo Roma-Spal ossia Di Biasi-Franceschini (1 /12), lezione al liceo Cavour (2/12), ricordo di Lando Fiorini (9/12), addio a Spelacchio (20/12).

 

Un po’ pochino, no?

Con un’opposizione del genere il rischio è di doversi tenere l’attuale amministrazione per chissà quanto, potendo quindi solo confidare nell’intervento della giustizia, ormai previsto per fine giugno.

 

Nel caso costoro, o anche altri di qualsiasi schieramento, volessero farsi vivi, proviamo anche a proporgli un interessante tweet di “Mercurio Viaggiatore” che fa pensare ad una disattenzione totale su quanto sta avvenendo in materia di trasporto pubblico a Roma:

 

 

 

tweet

 

… qualcuno se n’è accorto?

Non ci stupiremmo se venisse fuori che no, nessuno sta veramente controllando quello che l’amministrazione sta facendo, a conferma che se a Roma il governo cittadino è imbarazzante, anche l’opposizione non è da meno.

 

 

P.s.: vogliamo scommettere che l’amministrazione non deciderà di tenere il referendum insieme alle elezioni politiche il 4 marzo, cosa che farebbe risparmiare circa 15 milioni al bilancio capitolino?

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2 Commenti

  1. gino

    Certo che ne dite di fandonie ed inesattezze. Non so se per inesperienza, incapacità o se lo fate con ragion veduta per ragioni politiche. Noi cittadini almeno ci rendiamo conto che con il movimento almeno le cose non possono che migliorare. Fuori tutti i papponi dalla politica romana. Alle prossime elezioni comunali rivincerà il Movimento, non con i numeri della Raggi, grazie alla campagna anti movimento, ma comunque vincerà ….alla faccia vostra e per fortuna di tutti noi cittadini romani.

  2. Roberto

    Fandonie? Inesattezze? E quali?
    Dura argomentare quando non si hanno argomenti eh?
    Saluti, comunque

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