“In quel punto di piazza Barberini i taxi non possono sostare”

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Patrizio Muccini, presidente Cooperativa Social Taxi

 

Condanna qualsiasi episodio di violenza e aggiunge che “i posti dove è avvenuta l’aggressione non spettano neanche ai taxi”, confermando quanto anticipato ieri da diarioromano. Eppure, si dice contrario al ritiro della licenza che, in moltissimi casi, rappresenta l’unica fonte di reddito di una famiglia. “Meglio toglierli la patente”. Dopo l’aggressione di un cittadino romano da parte di un tassista violento avvenuta a Roma giovedì scorso, abbiamo voluto ascoltare Patrizio Muccini, Presidente della Social Taxi, una delle cooperative più grandi della capitale, che se la prende con il piano per la sosta delle auto bianche che definisce “assolutamente inadeguato e inefficace”.

 

Ci risiamo Presidente, giovedì scorso un tassista a Roma ha aggredito un sessantacinquenne mandandolo in terapia intensiva…

Ovviamente condanniamo qualsiasi forma di violenza da parte di chiunque e questi episodi andrebbero ricondotti per quello che sono, espressioni di un disagio individuale. Molto spesso purtroppo quando ci si trova di fronte a casi così gravi si vuole tirare in ballo e criminalizzare l’intera categoria che è fondamentalmente composta, ovviamente, da lavoratori onesti e padri di famiglia.

 

Rimane il fatto che l’episodio è oggettivamente molto grave, l’uomo doveva solamente recarsi in farmacia e in macchina c’era il figlio disabile.…

Assolutamente, peraltro quei posti non spettano alla sosta dei taxi

 

Questo aggraverebbe l’episodio non crede?

Sì ma non per noi tassisti, bensì per l’amministrazione comunale

 

In che senso?

Sono anni che invitiamo il Comune a razionalizzare la disposizione dei posti adibiti all’incontro tra la cittadinanza e i taxi in maniera più adeguata. Piazza Barberini è una piazza storica di Roma, con un traffico pedonale giornaliero molto intenso e sono previsti solamente 8 posti per la sosta dei taxi. E la crisi ha certamente aggravato questa situazione, basta vedere le lunghe file e doppie file di taxi lungo le strade centrali di Roma. Noi siamo i primi a non volere queste lunghe file e oltre alla crisi economica pesa anche l’inadeguatezza del piano dei posti taxi previsto sul territorio romano.

 

Un piano per la sosta inadeguato?

Esattamente. A fronte dei quasi 9mila taxi ci sono circa 600 posti per la sosta disposti peraltro in maniera assolutamente inefficiente. Tutto questo poi si tramuta inevitabilmente in un discorso di sicurezza, sia in merito a quello che è accaduto l’altro giorno, sia nella mancanza di elementari standard di sicurezza per l’utenza. Non è possibile continuare a far salire e scendere i clienti in mezzo alla strada.

Al momento il tassista è stato sospeso dal servizio, che vuol dire questo?

La sospensione è un provvedimento che interdice dal servizio quella licenza per un determinato periodo di tempo in virtù del reato o dell’infrazione commessa.

 

Sarebbe auspicabile allora il ritiro della licenza in casi come questi, non crede?

Noi non siamo mai d’accordo con il ritiro delle licenze. La licenza rappresenta l’economia e il reddito di una famiglia. Quello che noi auspichiamo sono sempre interventi che colpiscano il singolo individuo come il ritiro della patente, del Cap (certificato di abilitazione professionale per la guida dei taxi, ndr) o l’annullamento dell’iscrizione al ruolo della Camera di commercio impedendo così di fatto che l’eventuale colpevole continui a fare il tassista. Senza intaccare quella che in moltissimi casi è l’unica fonte di reddito di una famiglia.

 

Guido Improta, assessore alla mobilità, si augura che vengano applicate le sanzioni più dure previste dal regolamento e addirittura se la prende con i regolamenti, un quadro normativo che, a suo dire, finisce per tutelare personaggi così violenti non operando per la prevenzione.

Conosco l’assessore Improta e lo considero una bravissima persona. Lui sa benissimo che il regolamento comunale viene proposto e concertato con le associazioni di categoria nella commissione consultiva. Noi non siamo contrari a punire chi merita di essere punito, Noi quello che proponiamo è però di intervenire sulla persona, sul singolo cittadino. Questo è dimostrato dal fatto che altri sette tassisti presenti a piazza Barberini durante l’episodio, non hanno avuto problemi a farlo individuare e fermare perché poi prima di essere un tassista siamo tutti padri di famiglia.  

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5 Commenti

  1. Ivan Muccini

    Questi sono i momenti che ti fanno vergognare di aver fatto il tassista per moltissimi anni…ma’ attenzioni a non far confusione perche’ la Categoria e composta da persone per bene al 90% la loro Storia ,i loro requisiti parlano chiaro…Troppo facile dare in pasto all’opinione publica un’intera Categoria quando accadono simili episodi…ma i cittadini ..e noi con loro ,si chiedono ma chi da i Requisiti a quel 10%che hanno avuto problemi con la Giustizia per tantissimi Anni ? I Tassisti a livello Nazionale sono sempre costretti a chiedere IL RISPETTO DELLA LEGALITA’ interna ed esterna CON SCIOPERI E MANIFESTAZIONI SU TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE …Tutto QUESTO E VERAMENTE IMBARAZZANTE…E SONO COSE CHE VENGONO AVANI in questi giorni CON LE INDAGINI SULLA LEGALITA’ ALL’INTERNO DELLE ISTITUZIONI E SOLO OGGI NE’ CAPIAMO I VERI MOTIVI…LA LEGALITA’ NON PAGA …LA NOSTRA CATEGORIA USATA SEMPRE PER PROPAGANDA ELETTORALE per poi Tornare nel ruolo di FIGLI DI UN DIO MINORE !Pronti a confrontarsi in tutte le sedi Istituzionali con la presenza delle Associazioni dei consumatori.le organizzazioni Sindacali di Categoria,La Stampa…quella Veramente Libera …Nell’interessedel bene Comune Comune dei Cittadini e degli Operatori Del Trasporto Publico mediante Taxi !

    • Anonimo

      benissimo se siete al 90% brave persone non dovreste avere difficoltà ad isolare certi soggetti e chiederne l’allontanamento, perché questo non succede mai? la categoria è infangata da decine di casi simili e sarà difficile recuperare la dignità davanti ai cittadini

  2. Dario

    In realtà mi spiace contraddire questo signor Muccini ma i taxi a Roma sono uno dei tanti problemi. Sono più cari rispetto alle altre città e troppo spesso provano a fregare i proveri turisti. Senza capire che se li freghi oggi, quelli non torneranno domani. e saremo sempre tutti più poveri. Non sono convinto che siano davvero padri di famiglia per bene (almeno un buon 30 per cento)

  3. Federico

    Sono d’accordo con Dario. Io vivo alcuni mesi l’anno a Londra e pago meno il taxi anche se la sterlina è alta.

  4. Roberto

    Se la categoria è composta al 90% di persone per bene, perché si oppone strenuamente da anni alla ricevuta elettronica? Non sarà che sono sì persone per bene ma vogliono gli sia lasciato un margine per fare piccoli “aggiustamenti”?
    Anche la mia esperienza è che i taxi a Roma sono cari, non in maniera esagerata ma più cari che in molte altre città. E c’è la chiara impressione che i tassisti potrebbero abbassarle le tariffe facendo più corse e quindi guadagnando lo stesso o anche di più. Rimane però la necessità di eliminare le mele marce facendo più controlli. Personalmente proporrei degli ispettori giapponesi, sono sicuro che ne vedremmo delle belle!

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