In arrivo un rinvio di 4 anni della Bolkestein? Una lettera di Renzi

Bancarelle viale giulio cesare

 

Annegato nel caos post-referendum, c’è un provvedimento che potrebbe vedere la luce e che sarebbe di una gravità assoluta. Un impegno del governo a rinviare l’applicazione della direttiva Bolkestein di 4 anni. Lo scrive il Sole24Ore che racconta di una lettera inviata da Matteo Renzi ad Antonio Decaro, Sindaco di Bari e presidente dell’Anci, nella quale il premier annuncia la disponibilità dell’esecutivo a prorogare l’entrata in vigore della direttiva al 1 gennaio 2021.

Al momento si tratta solo di una disponibilità di massima da parte di Renzi che non ha precisato nè il metodo, nè la forma della proroga. Il tema, infatti, è molto delicato e potrebbe incorrere nelle censure della Commissione Europea. A Bruxelles non capirebbero facilmente come mai l’Italia non abbia avuto il tempo di organizzarsi dal 2006, quando fu approvata la norma a livello comunitario e dal 2010 quando il nostro Paese l’ha recepita. Dieci anni non sarebbero stati sufficienti per preparare dei bandi di gara per gli ambulanti?

Lo scorso 3 novembre, al Ministero dello Sviluppo Economico, è stato convocato un tavolo tra tecnici e politici che avrebbe dovuto trovare una soluzione concreta che non indispettisse Bruxelles e che nello stesso tempo facesse contenta l’Anci, l’associazione dei Comuni Italiani. La richiesta di rinvio arriva, infatti, dall’Anci che a sua volta sarebbe spaccata al suo interno. Da una parte ci sarebbero i Sindaci che sono pronti e vogliono indire i bandi di gara entro il 2017. Dall’altra i Sindaci che ritengono necessario un rinvio: a capeggiare questa seconda corrente ci sarebbero i primi cittadini 5stelle, in particolare Raggi, Appendino e Nogarin. Il Movimento, infatti, è contrario ideologicamente alle gare e ritiene che gli ambulanti vadano esclusi dalla direttiva Bolkestein. Non si tratterebbe quindi di chiedere altro tempo ma – secondo i grillini – di tenere indenni le bancarelle.

E’ ovvio che le città italiane vivono situazioni molto diverse su questo fronte. Se a Genova o Firenze gli ambulanti rappresentano un elemento sano del commercio e in alcuni casi anche un aspetto di folklore, a Roma le bancarelle incarnano il caos, l’evasione fiscale, odiosi oligopoli e concorrenza sleale al commercio di vicinato. E’ chiaro dunque che la stessa Anci sia spaccata al suo interno.

La pressione subita da Antonio Decaro è stata così forte che ha più volte sollecitato il governo ad un rinvio. Renzi, che in questi mesi si è impegnato per il referendum, ha deciso di affrontare la questione solo agli sgoccioli della campagna elettorale e lo ha fatto con una lettera piuttosto vaga. “In questa fase servono scelte meditate e non forzature o annunci semplicistici“, scrive il premier nella lettera che diarioromano ha potuto leggere. “Il Governo ha deciso di prendersi carico delle criticità (nell’applicazione della Bolkestein ndr) ritenendo doveroso quantomeno un momento di approfondimento e riflessione“. Ecco dunque che la strada ad un rinvio più breve è ancora percorribile, così come è probabile che la Commissione Europea possa censurare duramente il comportamento dell’Italia, costringendo il governo a fare dietrofront.

Inoltre, occorre capire adesso cosa accadrà con l’esecutivo. La schiacciante vittoria del No che ha portato alle dimissioni di Renzi potrebbe far salatare la proroga della Bolkestein.

La situazione è piuttosto fluida. Al momento occorre solo ribadire un principio fondamentale che è valido in tutta Europa e non capisce perchè non dovrebbe applicarsi in Italia: tutte le licenze di attività che si svolgono su suolo pubblico vanno messe a bando. Non è pensabile che siano detenute sempre dalle stesse persone per decenni.

Inoltre, a situazione romana è peculiare: oltre ad una famiglia che possiede più della metà del mercato ambulante, la capitale è sfregiata a livello di decoro come nessun’altra città al mondo. La paura che i piccoli operatori siano spazzati via dai bandi è ingiustificata perchè chi è in regola e possiede poche licenze se le vedrà rinnovate

Si tratta di applicazione della legge e di buon senso. C’è da augurarsi che nessuno, sia esso Grillo o Renzi, voglia mettere in discussione la legge e il buon senso.

 

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