Poco più di un mese fa avevamo parlato dei tavolini sequestrati a piazza della Rotonda ed ammucchiati davanti al locale con tanto di sigilli dei vigili.

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La settimana scorsa un lettore ci ha segnalato che tali arredi erano ancora lì, chiedendosi se non fosse il caso di rimuoverli, costituendo essi un elemento di degrado proprio di fronte al Pantheon.

Ebbene ieri ci hanno informato che il mucchio con gli arredi è sparito ma incredibilmente il locale ha provveduto a metterne di nuovi, benché senza ombrelloni ed in numero alquanto limitato.

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In realtà non si tratterebbe neanche di tavolini ma di piccoli appoggi con qualche sedia di fortuna, ma considerato l’intervento di novembre, con sequestro annesso, si direbbe che tutto ciò sia di nuovo in violazione della normativa in materia di Occupazioni di Suolo Pubblico (OSP).

Peraltro noi non ci stancheremo mai di stupirci come sia possibile che l’ultimo degli esercenti sia libero di mettere gli arredi che vuole, in questo caso della roba assolutamente dozzinale, in un luogo che dire vincolato è dir poco, con tanto di targhe sulla parete del palazzo a testimoniare lì il passaggio di Ludovico Arioso e di Pietro Mascagni.

E dire che piazza della Rotonda è presidiata tutto il giorno da pattuglie dei vigili, oltre che di tutte le forze di polizia e dell’esercito, se si escludono Marina e Aeronautica. Ma come abbiamo purtroppo imparato, un vigile normale non si permetterà mai di contestare una OSP sospetta di abusivismo, essendo necessario per questo controllo la pattuglia specializzata dell’amministrativa. Le possibilità quindi che un esercizio commerciale con OSP abusiva venga sanzionato rimangono scarsissime, con conseguente perpetuarsi del far west nella materia.

Chiudiamo riportando le considerazioni già fatte nel post segnalato prima, che ben rappresentano la nostra posizione sul tema:

“Trattandosi anche in questo caso di applicare con fermezza norme già esistenti, l’aspettativa è che il commissario Tronca dia l’indicazione di procedere senza inutili cautele, che questi sono casi di concorrenza sleale e la loro repressione permette ai locali in regola di operare meglio. E speriamo che non si torni più a parlare di posti di lavoro persi per la rimozioni di arredi abusivi; non è infatti che il turista digiuna se non trova quel certo tavolo davanti il Pantheon, semplicemente procederà oltre e magari mangerà al localino dietro l’angolo, quello che fino ad oggi aveva subito la concorrenza sleale di qualcun altro.

 Poi con calma ci sarà da ridiscutere delle regole sulla base delle quali si decide dove e come autorizzare gli arredi esterni dei locali. La normativa attuale è infatti del tutto inadeguata a governare una realtà variegata e delicata come quella romana, consentendo troppo in alcuni luoghi e nulla in tanti altri che invece si avvantaggerebbero di arredi discreti e ben tenuti.

Ma questa non potrà che essere materia del prossimo governo della città. E la speranza è che anche di questo si parlerà nella prossima campagna elettorale, nell’ambito dell’idea di città, del centro così come della periferia, che i futuri schieramenti dovranno delineare. Perché uno dei problemi che senz’altro ha avuto l’amministrazione Marino è stata l’assenza di un piano generale di come la città sarebbe dovuta essere, ed in una tale situazione i pur meritori sforzi di assessori come la Leonori o Caudo non hanno potuto avere l’efficacia che invece meritavano.

Purtroppo ad oggi non appare nessuno schieramento all’orizzonte in grado anche solo di parlare in questi termini. Speriamo sia solo questione di tempo.”

 

 

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