Il Palazzo Enel si trasforma. Nuova vita anche per viale Regina Margherita

L'edificio verrà ristrutturato dallo Studio Citterio_Viel. Duemila dipendenti nell'ex Zecca di piazza Verdi. Occasione per la zona

 

Dai render qui sopra potete immaginare come sarà l’enorme edificio Enel di viale Regina Margherita, al termine dei lavori di ristrutturazione. Una superficie vetrata e moderna con caratteristiche di risparmio energetico molto avanzate.

E nelle foto che seguono, invece, si vede il palazzo oggi, con uno stile più datato e certamente meno performante dal punto di vista ambientale.

 

Non si tratta solo di un grande intervento di riqualificazione edilizia (che a Roma è evento sempre più raro) ma anche di una grande occasione per migliorare la vivibilità del quartiere circostante e dell’asse stradale di viale Regina Margherita.

Il progetto porta la firma dello studio ACPV – Antonio Citterio e Patricia Viel mentre i lavori verranno svolti dalla Colombo Costruzioni di Lecco. Si tratta di oltre 80 mila metri quadri che devono cambiare disposizione interna e migliorare la fruibilità.

Al posto di grandi sale riunioni, aule e open space arriveranno una palestra interna, un auditorium, un asilo e una zona ristoro.

L’illuminazione e gli impianti di riscaldamento e raffrescamento saranno di ultima generazione, permettendo risparmi notevoli dal punto di vista energetico, mentre la disposizione interna degli uffici sarà più adatta ai criteri contemporanei.

Non che il vecchio edificio fosse inadatto allo scopo per cui era stato costruito, anzi. Il suo progettista, Cesare Pascoletti, ha realizzato strutture importanti a Roma tra cui il palazzo Fiat di viale Manzoni, la sede di Beni Stabili e quella della Banca Nazionale del Lavoro a piazza Albania. Proprio quest’ultima è stata recentemente oggetto di trasformazione in appartamenti con una caratteristica particolare di cui abbiamo parlato in un precedente articolo e cioè una domus romana nell’androne.

Però anche a Roma i grandi palazzi direzionali devono essere rimodernati e adeguati ai tempi. Nelle grandi capitali è una regola e ad ogni trasformazione di un grande complesso edilizio, in genere corrisponde un miglioramento dell’area circostante. E’ quello che si deve auspicare per l’asse di viale Regina Margherita che soffre di una serie di problemi tra cui la sosta selvaggia.

Recentemente un tratto di corsia preferenziale è stato messo sotto sorveglianza con due telecamere all’altezza di via Nizza, ma la restante parte è sempre invasa dalle auto che non possono camminare nella loro sede perché costantemente occupata dalla doppia fila.  Sarebbe necessario ridisegnare la sosta a raso e prevedere ostacoli che impediscano di percorrere le preferenziali.

Altro tema riguarda la splendida Villa Albani, proprio di fronte la sede Enel. Il parco è chiuso e la collezione Torlonia, la raccolta privata di antichità più importante al mondo, non è visitabile. Sarebbe un eccezionale regalo a Roma se si riuscisse a trovare un accordo con la famiglia Torlonia Borghese per consentire l’accesso alla Villa storica. Il quartiere potrebbe così ospitare una edificio moderno e firmato da grandi architetti contemporanei, di fronte ad una collezione di antichità di inestimabile valore. Una doppia attrazione per il pubblico.

Ma non basta. Poiché i lavori di ristrutturazione dell’edificio Enel dureranno lungo tempo, la Società ha deciso di trasferire tutti i suoi dipendenti nell’ex Zecca di piazza Verdi, un altro palazzo affascinante, abbandonato per anni. Ce ne siamo occupati un paio di volte nella rubrica “Città in rovina” ma fino ad oggi lo stabile non aveva trovato il proprio futuro (vedi gli articoli qui e qui).

Adesso, la scelta di Enel porterà a riqualificare anche l’ex Zecca e si spera la piazza. Cassa Depositi e Prestiti, proprietaria delle mura, ha concesso ad Enel una locazione per 24 anni. Qui i lavori sono già avviati e come si vede dalle foto che seguono, le gru sono in azione anche in questi giorni di natale.

 

Qui verranno traferiti tutti i dipendenti Enel non appena si tornerà al lavoro in presenza e poi ne resteranno circa duemila quando il palazzo di viale Regina Margherita sarà pronto.

I cinesi di Rosewood, una catena alberghiera a cinque stelle, avrebbero voluto trasformare il palazzo in un hotel extralusso. Avevano offerto 250 milioni a Cdp ma l’accordo non si è mai concluso. Così dei 56 mila metri quadri, oltre la metà sarà occupata da Enel e la restante parte cerca ancora un destino.

Piazza Verdi e viale Regina Margherita, distanti poche centinaia di metri l’una dall’altra, potranno godere di nuova vita nei prossimi anni se il Campidoglio saprà sfruttare l’occasione delle riqualificazioni edilizie e unire anche una nuova impronta urbanistica.

 

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2 risposte

  1. Lessi di quest’iniziativa di ENEL qualche giorno fa su di un quotidiano nazionale.
    Mi posi una domanda:
    l’attuale amministrazione, dal suo insediamento ad oggi, quanto ha speso per la riqualificazione degli immobili di sua proprietà? E, se non spesi, almeno risultano esserci progetti esecutivi al riguardo (sempre per gli immobili di proprietà comunale?

    Siete in grado di darmi una risposta?
    Vi ringrazio.

    1. La sua domanda, Paolo, è molto interessante e merita una risposta. Occorre analizzare i bilanci comunali di questi anni e eventuali progetti. Non è semplice ma ci si può provare. Senza avere la certezza di riuscirci, faremo un tentativo

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