Il nuovo negozio Apple di Milano porta 3,8 milioni alle periferie della città

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A Roma, Apple dovrebbe aprire un mega store in piazza San Silvestro, ma i lavori vanno a rilento. Fummo tra i primi a rivelare l’offerta della casa della mela di piantare nella piazza alcuni alberi , richiesti da moltissimi romani. Oggi, infatti, l’area centrale è in pieno sole tutto il giorno e non permette la sosta sulle panchine. Se a Roma i lavori proseguono a singhiozzo, a Milano ha aperto giovedì un Apple Store del tutto innovativo.

Il simbolo è una gigante fontana di cristallo disegnata dall’archistar Norman Foster. Altro esempio di riqualificazione urbana a spese di un privato che sta trasformando il volto di Milano (dopo Porta Nuova). La piazzetta Liberty, dove ha sede il nuovo negozio, era in uno stato di degrado da diversi anni. Dopo la chiusura dell’ex cinema Apollo, si era svuotata e non riusciva più a mostrare il fascino delle costruzioni anni ’20 che le danno il nome. Oggi ha ripreso vita grazie anche all’anfiteatro dove si tengono concerti serali.

L’intervento di Apple ha portato nelle casse del Comune di Milano 4,6 milioni di euro di oneri di urbanizzazione. Denari che non saranno spesi in centro ma nelle periferie, ha spiegato l’assessore all’urbanistica Maran. 3,8 milioni andranno per i quartieri più disagiati e 800 mila euro serviranno per gli interventi sulla vicina via Ragazzi del 99. E poi il negozio darà lavoro a 230 persone tra dipendenti e indotto. Insomma un’opera che avrà pure un obiettivo commerciale, ma almeno fornisce denari e lavoro per la collettività.

L’arrivo di Apple ha attirato anche altre multinazionali: Starbucks aprirà all’interno delle ex Poste di piazza Cordusio e altri investitori stanno arrivando.

 

 

Vedremo se anche il negozio di palazzo Marignoli  riuscirà a portare benefici all’intera Roma e soprattutto vedremo se e quando riuscirà ad aprire. In un momento in cui il commercio di vicinato attraversa una crisi senza precedenti e solo gli outlet attirano gli acquirenti, le strade centrali rischiano una desertificazione. L’arrivo di grandi operatori internazionali può fungere da catalizzatore di grandi e piccoli commerci e ridare vita ai luoghi storici.

 


Foto Corrado Giglio

 

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