Guardate le foto che seguono e provate ad indovinare a dove si riferiscono.

 

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Si direbbero le immagini di un esclusivo circolo privato o di una villa, di quelle che vengono utilizzate per festeggiare i matrimoni.

E invece quelle foto sono state prese all’interno della sede del Servizio Giardini di Roma Capitale, sita al civico 2 di piazzale di Porta Metronia.

 

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Si tratta dell’antico “Vivaio Romano delle piante”, creato dall’amministrazione francese nel 1810 per l’abbellimento di giardini e parchi cittadini. Da allora e fino agli anni ’80 la struttura del Servizio Giardini si è presa cura del verde cittadino, con apprezzabili risultati.

Probabilmente a causa degli alti costi di gestione di un tale servizio, a partire dagli anni ’80, con la giunta Rutelli, è iniziato un processo di progressivo ridimensionamento dell’ufficio, tramite l’esternalizzazione dei lavori. Ciò ha comportato una drastica riduzione nel numero degli addetti che sono passati dei 1500 degli anni ’80 (quando addirittura la pianta organiza ne prevedeva 2500!?!) ai circa 300 attuali, di cui solo la metà tecnici operativi.

Non è dato di sapere se l’esternalizzazione dei lavori abbia effettivamente portato ad una riduzione dei costi, ma quello che è certo è che c’è stato un drastico peggioramento dello stato complessivo del verde cittadino. Le cause di ciò sono probabilmente la scarsa motivazione degli addetti delle ditte esterne, i pochi o nulli controlli sulla qualità dei lavori  e la mancanza di una gestione “strategica” del verde cittadino che assicuri il coordinamento nel tempo delle diverse lavorazioni.

Riguardo i costi poi, con le storie di Mafia Capitale che hanno mostrato come gli appalti per il verde fossero tra i più redditizi per certa malavita, c’è proprio da pensare che essi siano lievitati anziché diminuire, pur in presenza di risultati pessimi.

 

Tornando alle immagini del vivaio del Servizio Giardini, si capisce che ci debbano essere buone professionalità al suo interno che però sembrano esagerare con la cura della propria sede mentre lo stato generale del verde a Roma è a dir poco comatoso. È vero che poche decine di addetti non possono risolvere i problemi delle innumerevoli aree verdi della città, ma magari si potrebbe lasciar un po’ andare il proprio giardino interno per ricominciare ad occuparsi di qualche area verde più significativa.

Ed è curioso come basti uscire fuori dalla sede del Servizio Giardini per trovare una piccola aiuola completamente abbandonata.

 

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A nostro avviso la cura del verde, in una città che ne è ricca come Roma, ha bisogno di valide professionalità che se ne occupino con continuità, potendo ricorrere ad aiuti esterni solo per l’esecuzione di circoscritte lavorzioni ripetitive. Auspicheremmo quindi un nuovo potenziamento del Servizio Giardini perché si ricominci a progettare il verde a Roma, sia per ristrutturare aree verdi in rovina, sia per la manutenzione periodica di parchi, giardini e aiuole.

In attesa della nuova amministrazione che speriamo vorrà andare in quella direzione, suggeriremmo però al Commissario Tronca di dare indicazioni al Servizio Giardini affinché si lascino stare i ghirigori nel giardino interno e si vada a mettere a posto qualche aiuola più significativa (e se serve un suggerimento diremmo di partire dalla chiosa di questo post).

 

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