Il M5S chiede che la Bolkestein non venga applicata agli ambulanti. Il partito di Grillo fuori strada

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Bancarelle Cipro

 

Premesso che qui nessuno ce l’ha con gli ambulanti e che hanno tutto il diritto di svolgere il proprio mestiere, occorre precisare che la direttiva Bolkestein è per l’Italia un’opportunità e non una iattura. In troppi settori le concessioni sono state detenute per anni sempre dalle stesse persone e il mancato ricambio può provocare posizioni dominanti ed escludere nuovi operatori. La direttiva europea, lo ricordiamo, prevede che tutte le concessioni di attività svolte su suolo pubblico debbano essere messe a bando.

L’esempio delle spiagge di Ostia è il più significativo. Il cosiddetto “Lungomuro” è stato edificato dai titolari degli stabilimenti che detengono le concessioni da sempre. Non si comprende perchè debbano avere un diritto eterno su quelle spiagge (che sono demaniali) e che – dopo un congruo numero di anni necessario a rientrare dell’investimento –  dovrebbero tornare ad essere messe a bando. Nessuno esclude che il  titolare precedente possa aggiudicarsi nuovamente la concessione e proseguire nella sua attività ma deve dimostrare di aver operato bene e di offrire servizi all’altezza.

Il M5S sta in questi mesi conducendo una battaglia contro la direttiva europea e contro il governo Renzi che la vuole applicare. Secondo Ivan Della Valle, deputato pentastellato, la Bolkestein metterà in ginocchio migliaia di ambulanti. Per questo ha presentato una proposta di legge mirata ad escludere il commercio ambulante dall’applicazione della direttiva.

 

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In realtà, l’unica speranza di riportare legalità e decoro nell’ambulantato a Roma, sta proprio in questa direttiva. Nella capitale, le oltre 12mila licenze, operano nel modo che tutti vediamo. Non c’è alcuna qualità, nessuna ricerca di merce migliore ma solo bancarelle indecenti piazzate sui marciapiedi di tutte le vie commerciali che occupano il suolo pubblico in virtù di una licenza spesso vecchia di secoli. Se quella licenza dovesse essere rinnovata ogni 10/15 anni il commerciante avrebbe tutto l’interesse a rendere il proprio stand concorrenziale, migliore e di maggior qualità. Il rischio infatti che al prossimo bando possa restare escluso lo spingerebbe a rendere “unica” la propria attività portando valore aggiunto alle città e non magliette sintetiche e gruppi elettrogeni inquinanti.

Quella del commercio ambulante è una vera emergenza per le strade di Roma, dove poche famiglie detengono la grande maggioranza delle licenze e affidano la gestione dei banchi a dipendenti sottopagati, spesso extracomunitari. Non si comprende dove sia la tutela dell’italianità di cui parla il M5S che vuole impedire, con la stessa proposta di legge, l’ingresso di operatori stranieri nel mercato. Che è tutto il contrario di quello che si prefiggeva la Bolkestein che ha voluto aprire a tutti la possibilità di lavorare negli altri paesi dell’Unione (ricordate il famoso idraulico polacco che avrebbe dovuto invadere la Francia temuto da alcuni conservatori d’oltralpe?).

Quello del M5S ci sembra un atteggiamento molto miope e anche elettoralistico. Sperando forse di raccogliere i voti degli ambulanti e dei titolari di stabilimenti balneari, stanno facendo il male del settore e dell’Italia. C’è da augurarsi che Virginia Raggi, se dovesse diventare sindaco, sappia governare il problema dell’ambulantato altro che tutela delle licenze esistenti. Ma da lei, finora, sul tema neanche una parola. E non è un buon segno.


 

Sulla questione bancarelle a Roma vedi anche

 

Il Corriere della Sera: basta all’invasione delle bancarelle

La Tuscolana come tutte le vie commerciali invasa dalle bancarelle REGOLARI

Le bancarelle stanno uccidendo i negozi. Parola di Confcommercio

 

 

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2 Commenti

  1. lor

    il decreto di recepimento della cosidetta Diretta Bolkenstein, stablisce -in ossequio alla stessa direttiva- che le concessioni ed i relativi bandi siano conformi alla normative di tutela dei beni culturali, dell’ambienti, della salute dei cittadini, dell’incolumità pubblica.
    Escludere il settore dell’ambulantato da tale normativa significherebbe -ipso facto- una totale deregulation per bancarelle, chioschi, ecc. ecc.
    Con le immaginabili conseguenze per i centri storici di tutta Italia, non solo di Roma.
    Forse il deputato M5S ha bisogno di una serie di lezioni su diritto amministrativo, normativa su beni culturali ed ambientale e pure sulla circolazione stradale…….

  2. Andrea

    Salve scrivo da Roma. Sono un commerciante ambulante. Dalle cose che ha detto sopra si capisce come lei non sappia molto di questo settore e dia solo un giudizio personale. Parliamo di posteggi settimanali. In aree dedicate apposta al mercato. Io ho acquistato il mio posteggio. Con regolare contratto notarile. Come qualunque attività di proprietà si fa un offerta e se il titolare l’accetta vende il posto. Non c’è nulla di illecito. Se lo stato mi ha dato la possibilità di farlo le sembra giusto che lo stato mandi al bando il mio posteggio. Chi mi risarcisce del mio investimento e del danno? La colpa del degrado non è di chi lavora al mercato ma di chi controlla ovvero nessuno. Le sembra giusto oltretutto non avere servizi igenici adeguati? Non abbiamo nemmeno un cesso per farla. Detto ciò se a lei non piace il mercato si limiti a non andarci ma non si schieri contro uno degli antichi mestieri che ancora sopravvive agli effetti devastanti della globalizzazione…

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