Il FLOP annunciato delle linee “S” (SpostaAria)

Da gennaio sono ripartite le linee svolte dai bus turistici privati e come previsto si sta replicando il flop di dicembre. Perché l'amm.ne non dà ascolto a chi il TPL lo conosce e lo vive?

Da lunedì 18 gennaio sono attive 14 linee speciali “S”, svolte da privati con circa 150 pullman Gran Turismo. Gli orari di esercizio sono limitati alle fasce orarie 7-10 di mattina (da lunedì a sabato), e nel pomeriggio 16-19 (da lunedì a venerdì), con una frequenza di passaggio di 7 minuti. Sono utilizzabili con i normali biglietti e abbonamenti ATAC.

ASTRAL ha sottoscritto l’appalto con vari operatori grazie a fondi della Regione Lazio, mentre i percorsi sono stati stabiliti come supporto alla rete metropolitana, in collaborazione con l’agenzia Roma Servizi per la Mobilità e ATAC.

 

Purtroppo non sono bastati i precedenti clamorosi fallimenti del 2020 a far capire al Comune cosa non andasse nelle linee “S”.

 

 

Il primo grande difetto della 3^ edizione delle linee SpostaAria è stato COMUNICATIVO: i percorsi sono stati resi noti solo all’ultimo ed in maniera approssimativa. Addirittura nel giorno di avvio l’agenzia Roma Servizi per la Mobilità si è ricordata solo alle 18:45 di farci un post su Twitter.

 

 

Per i percorsi sono stati usati schemini fin troppo esemplificativi, da cui è impossibile capire dove sia esattamente la fermata.

 

 

Ad esempio per 8 linee la fermata “Termini” è in realtà in Via Einaudi (freccia rossa sotto), impossibile da trovare senza essersi informati prima (d’istinto uno cercherebbe in Piazza dei Cinquecento), inoltre è abbastanza scomoda rispetto alla stazione, dove arrivano/partono numerose linee ATAC molto più vicine (cerchio verde).

 

 

Il secondo grande problema è la RICONOSCIBILITÀ: la quasi totalità dei pullman sembrano normalissimi mezzi da turismo, e la linea è indicata su un foglietto INVISIBILE a meno di non averlo fermo ad un metro dagli occhi. Solo i Flixbus sono riconoscibili (foto sotto), grazie a grandi display luminosi.

 

 

Provate ad andare a Termini e vedervi passare numerosi mezzi di diversi privati (Trotta, Terrenzio, Corsi e Pampanelli, Bonanni, etc.) senza sapere se sono linee “S” e che numero di linea sono. E se non gli fate chiare indicazioni, di massima NON si fermano, abituati al fatto che non li prende nessuno.

 

 

Il terzo grosso problema, che amplifica la diffidenza già indotta dai primi due, è il PERCORSO. Molte delle linee “S” ripercorrono lo stesso tragitto delle Metro. Un passeggero che da Anagnina deva andare a Termini, preferirà sempre i 21 minuti della Metro ai non-si-sa-quanti (ma sicuramente di più) su gomma. Se il pullman facesse più fermate intermedie il discorso potrebbe essere diverso (sul breve tragitto si risparmiano i tempi di entrata/uscita dalla stazione). Ma così non è.

 

Un vero peccato perché gli autisti sono molto gentili, i pullman puliti, climatizzati, confortevoli, e viaggiano più veloci di quanto si possa immaginare.

 

Una cosa che sfugge a chi progetta su carta è che il trasporto pubblico NON è fatto solo di numeri, ma anche e soprattutto di PERSONE, con le loro abitudini e il loro desiderio di sapere con sufficiente certezza che arriveranno in tempo a destinazione.

 

La validità di tutte queste analisi continua, purtroppo, ad essere testimoniata ogni giorno:

 

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