Il Ferragosto a Roma? Improvvisatevi turisti e……..

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Seconda puntata dei consigli culturali per chi resta in città ad agosto. Fare i turisti a casa propria: un’esperienza che merita. 

 

Amici ancora in vacanza, il caldo che non smette di picchiare sulle case ed un mare così lontano, che la scelta di restare sul divano diventa quasi una benedizione. Per fortuna la rottura della monotonia estiva arriva grazie alla nostra stessa città.

Comportatevi come turisti, incapaci di provare vergogna, armatevi di ombrello e cappello ed iniziate a passeggiare attraverso i colori unici di Roma, inimitabile nel suo riflesso marmoreo che pare fermare il tempo ad ogni passo.

Lasciate la macchina a casa oppure nelle vicinanze di una metro e dirigetevi a Piazza di Spagna. Questo è il consiglio che davvero meritate? Certo che no! Ma è pur sempre tempo di saldi e uno sguardo alle vetrine vi farà sentire ancor più turisti in casa vostra. Non sprecate molto tempo, però, se qualcosa vi piace lo capirete subito. Il tempo, in questo caso, è prezioso per scoprire la Roma, che si è nascosta sotto il vostro naso.

Armati sempre di una bottiglietta d’acqua e finiti gli acquisti (mantenetevi più leggeri possibili), il suggerimento è quello di risalire gli scalini della piazza e dirigersi a via Gregoriana, 30. Vi troverete di fronte a Palazzo Zuccari, meglio conosciuto come “la casa dei mostri”. È di facile comprensione il perché di questo appellativo: Federico Zuccari, ispirato da una visita al Parco dei Mostri di Bomarzo, vicino Viterbo, disegnò porta e finestre, raffiguranti dei mascheroni, come fossero delle bocche infernali.

 

Noterete il portone con le fauci spalancate, pronte ad ingoiarvi, il naso che fa da chiave di volta della struttura di ingresso e le guance da cornice al timpano.  Anche le finestre richiamano il “mostro” principale.

Ma bisognerà che vi muoviate un po’. Stare troppo sotto al sole, per quanto questo palazzo sia adatto alle temperature infernali scatenatesi, non fa bene.

Un sorso d’acqua e la passeggiata continua, con il vostro ombrello aperto, su Via Sistina, girando all’incrocio con Via Dei Cappuccini, e sbucando così sulla conosciutissima Via Veneto, dove esattamente di fronte a voi noterete una chiesa: Santa Maria della Concezione (visitabile tutti i giorni dalle 9:00 alle 19:00- Prezzo 6 euro).

 

Questa chiesa, aperta nel 1631, stupisce per la sua sobrietà (a confronto delle più note chiese sfarzose) e per le sue dimensioni modeste. Non sarà questo a lasciarvi a bocca aperta bensì la cripta Cappuccina: divisa in sei piccole cappelle, decorate con le ossa di più di 4.000 fratelli cappuccini, morti tra il 1528 ed il 1870 (l’ordine del trasferimento del resto dei corpi fu voluto dal frate Antonio Marcello Barberini). Una vista sconvolgente, in quanto vedrete alcuni scheletri con addosso ancora il saio.

Questo sarà sufficiente a mettervi un po’ di brividi di freddo per poter continuare la vostra passeggiata.

Rinfrescatevi tra gli schizzi della fontana in piazza Barberini per dirigervi successivamente in via Delle Quattro Fontane, 13: Palazzo Barberini. Questo splendido edificio barocco, accoglie più di 1.400 opere di artisti conosciuti (gli orari sono: martedì – domenica 8.30 – 19.00. La biglietteria chiude alle 18.00. Il prezzo intero è di 12 euro).

Spazierete con lo sguardo fra i capolavori di Tintoretto, Tiziano, Caravaggio, fino ad ammirare la famosissima Fornarina di Raffaello. Una visita che vi stupirà anche per l’architettura e le decorazioni del palazzo.

 

Ma se questo non vi basta, o non volete chiudervi in un museo, perché troppo stanchi per ragionare sulla vita degli artisti e sulle loro tecniche di lavoro, allora il consiglio  è fare ancora pochi passi, fermandovi all’incrocio con via XX Settembre e via del Quirinale. Penserete di non notare niente, eccetto le meravigliose fontane (due figure maschili barbute, allegorie del Tevere e dell’Arno, messe di fronte rispettivamente a due figure femminili, che rappresentano Diana e Giunone).

Bisognerà che aguzziate la vista perché, seppur piccina, è lì, in via del Quirinale 23: è la Chiesa di San Carlo alle Quattro Fontane (meglio conosciuta come San Carlino, per le sue piccolissime dimensioni, tanto che si vocifera che sia grande quanto un pilastro della cupola di S. Pietro). L’ingresso è sovrastato da tre nicchie, che ospitano S. Giovanni De Matha, S. Felice di Valois e San Carlo Borromeo. L’ordine superiore è costituito da un balconcino, sopra il quale noterete due cherubini, che reggono una grande cornice ovale, nella quale c’era l’affresco della Trinità.

Accanto alla facciata è situato il piccolo campanile del Borromini.

 

Ciò che rende ancor più particolare questa chiesa è il movimento ondulatorio dei muri, con le sue rientranze e sporgenze, che senza sontuose decorazioni, sembra essere un organismo plastico in movimento.

Accanto alla chiesa troverete il convento. Da qui accederete al chiostro (ma si può entrare anche dalla chiesa), a base ottagonale con al centro un pozzo sempre a pianta ottagonale, altro capolavoro del Borromini.

Sarà il momento per voi di pensare alla cena e deciderete allora se raggiungere la vostra macchina oppure cenare all’aperto tra i tanti ristoranti, pronti a sfamarvi. Qualunque sarà la vostra scelta, chiudete l’ombrello, perché, passata una certa ora, non servirà più.

 

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