Il disastro Ama/Raggi ben raccontato da Messaggero e Corriere

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Non siamo mai stati teneri con la stampa romana, considerata in parte responsabile dello sfascio della città. Ma quando i grandi giornali scrivono cose corrette siamo i primi a riconoscerlo. E così vi segnaliamo e riassumiamo i principali contenuti di due articoli, pubblicati su Il Messaggero e il Corriere della Sera sulla questione rifiuti. L’audio registrato dall’ex presidente Ama Bagnacani nel quale Virginia Raggi gli impone di chiudere il bilancio in passivo svela di più, ogni giorno che passa, le reali intenzioni della giunta: quelle che abbiamo anticipato subito dopo la diffusione e che sono state confermate nelle ore successive.

Degno di essere conservato è l’articolo a firma di Mauro Evangelisti su Il Messaggero che riassume il disastro provocato in questi tre anni dall’amministrazione Raggi in tema rifiuti.

A quasi tre anni dal suo insediamento – scrive Evangelisti –  la sindaca Virginia Raggi non ha realizzato o iniziato un solo impianto per i rifiuti; non ha riorganizzato l’Ama che ogni giorno si trova con il 50 per cento di mezzi fermi e l’ha condannata al caos, cambiandone i vertici a un ritmo quasi comico; ha puntato tutto sulla differenziata che invece non è aumentata, ha sguarnito di uomini molti quartieri che così sono sempre più sporchi. E si è aggravata la dipendenza della Capitale dagli impianti di altre regioni“.

Roma non ha né inceneritori, né discariche: è ostaggio degli impianti di altre province, regioni, nazioni – prosegue il Messaggero -. Di Maio un anno fa andò in tv a dire «la Raggi sta costruendo tre nuovi impianti». Non era vero. A Roma, da quando è stata chiusa la discarica di Malagrotta (2013), l’enorme buca che inghiottiva ogni cosa, è tutto fermo. Marino aveva presentato un progetto per un ecodistretto a Rocca Cencia, quando la Raggi è arrivata lo ha ritirato. Da allora è tutto bloccato, malgrado le sollecitazioni e la mediazione del Ministero dell’Ambiente”.

Viene poi ricordato che l’unico progetto avviato riguarda due impianti di compostaggio che saranno pronti tra due anni e che non risolvono certo il problema. in quanto i rifiuti che restano in strada sono quelli indifferenziati, mentre il compostaggio riguarda solo l’organico.

Detta in numeri: Roma produce circa 1,7 milioni di tonnellate di rifiuti all’anno (la Raggi aveva promesso di diminuire la produzione di rifiuti, invece è aumentata); di queste, circa 900 mila tonnellate sono di indifferenziato: devono passare negli impianti di trattamento, nel Lazio appena sufficienti. Ma anche se tra l’ultimo impianto di Ama, più quelli di Malagrotta (dove ci sono due tmb del gruppo Cerroni), province di Latina, Frosinone, Viterbo e Abruzzo, si riesce nel miracolo, la crisi comincia dopo, perché ciò che viene prodotto deve andare in discarica e negli inceneritori. La linea talebana della Raggi è: mai inceneritori, mai discarica, risolveremo tutto con la differenziata. Bellino da scrivere sui post su Facebook, ma non funziona. Spiega il presidente dell’Iswa, Antonis Mavropoulos: «Giusto potenziare la differenziata, ma resterà sempre una parte di indifferenziato per il quale servono impianti di smaltimento»“.

L’articolo prosegue ricordando i deludenti risultati sulla differenziata che per la prima volta cala, dopo essere cresciuta costantemente negli ultimi anni ed elenca il numero ridicolo di amministratori Ama nominati da questa giunta: cacciarono Fortini, forse l’unico competente che aveva la colpa di essere stato nominato dalla giunta Pd, e presero Solidoro. Ma questi ha lasciato l’incarico pochi mesi dopo per essere sostituito da Antonella Giglio. Mandata via anche la Giglio arrivò Bagnacani e adesso ad interim l’azienda è affidata a Bagatti che presto verrà rimosso per lasciare il posto a qualcun altro. E poi gli assessori: Muraro, Montanari e chissà quando uno nuovo. Un record che mai si era raggiunto nella storia di Roma.

 

Il Corriere della Sera rievoca la vicenda del bilancio con l’affidamento ad una società esterna, la Bdo, di una due diligence per riconciliare debiti e crediti. Un rompicapo dato che l’ultimo bilancio approvato è quello del 2016 frutto della gestione Fortini/Sindaco Marino. Dall’insediamento della Raggi in poi il nulla, altro che trasparenza dei conti.

Maria Egizia Fiaschetti ha sentito i sindacati della Cgil che parlano di tragedia in tema di organizzazione. “A Tor Pagnotta manca il gommista e i camion devono andare fino a Ponte Malnome“. Le perdite di tempo sono evidenti. Intanto l’officina del Salario, accanto al Tmb andato a fuoco, è stata chiusa e gli 11 operai trasferiti in una struttura mobile in via dell’Ateneo Salesiano. Qui evidentemente riescono a far poco dato che da questo deposito esce solo il 42% dei mezzi. Tutti gli altri sono guasti.

E poi ci sono le notizie che arrivano dai municipi dove alcune strade sono state eliminate per sempre dal contratto di servizio per la pulizia. A Montesacro, solo una strada su tre viene pulita dagli uomini Ama. Per il resto che si arrangino i cittadini.

Una situazione del genere non si era mai verificata. Neanche sotto Alemanno. A questo punto le responsabilità politiche sono chiare e la Raggi non può continuare a scaricare su chi c’era prima colpe che sono esclusivamente sue. La città deve essere informata che questa amministrazione sta definitivamente uccidendo quel poco che c’era di buono nella raccolta e nello spazzamento.

 

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