Il decoro in città è compito anche di Tim, Poste, Italgas, Acea. Ecco cosa possono fare

Dalla ripulitura degli armadi telefonici, alla rimozione di vecchie cassette postali abbandonate. Ogni ente pubblico o privato ha un ruolo importante per tenere pulita Roma

 

 

Il decoro di una città è responsabilità di tutti. Non solo dei cittadini e degli enti preposti come Ama, Servizio Giardini, Polizia Locale. Vi sono molti altri attori che hanno un ruolo e lo possono esercitare incidendo profondamente sul territorio.

Quando si parla di decoro, si parla della bellezza di Roma, della bellezza quotidiana che appartiene a tutti, dell’ordinarietà e non degli eventi straordinari,  delle nostre periferie, della bellezza che ci viene sottratta quando andiamo a fare la spesa o a prendere l’autobus o a fare una passeggiata.

Avere paline delle fermate del trasporto pubblico locale pulite e leggibili, fontanelle funzionanti e non deturpate, avere la segnaletica stradale, i pali della luce, gli sportelli dei contatori idrici, gli armadietti dei contatori elettrici, gli armadi stradali telefonici non lordati e soffocati da adesivi di traslocatori e serrandari abusivi è un nostro diritto. Così come è nostro diritto avere cestini dei rifiuti colorati e ben disegnati e panchine integre e non prese a bastonate finché non si rompono. Tutte le strutture citate formano nel loro insieme, unitamente al verde dei parchi e alle aiuole e ai giochi dei bambini, l’arredo urbano e Roma non è colpita da una maledizione divina che ci impedisca di goderne nel loro insieme.

Perché la capitale è nostra e non la vogliamo lasciare (citiamo un elenco che sappiamo essere incompleto) alle mafie dei cartellonari abusivi, degli adesivari e ad alcune agenzie immobiliari che hanno preso l’arredo urbano come se fosse solo cosa loro e lo utilizzano con la violenza e il sopruso per portare avanti i loro affari illegali oppure i loro affari leciti in modo illegale.

Una violenza e un sopruso entrati nell’ordine delle cose al punto che ormai non vengono riconosciuti neanche dalle forze dell’ordine. Memorabile il racconto di un amico che, un paio di anni fa, mentre portava a passeggio la figlia piccola su viale Adriatico si è imbattuto in due tizi che appiccicavano adesivi su pali della luce e segnali stradali. Avvistata una pattuglia delle forze dell’ordine, l’ha prontamente fermata segnalando il reato in corso. Gli agenti gli hanno detto per tutta risposta che “non si sarebbe dovuto permettere di disturbarli per segnalare due persone che si stavano guadagnando il pane” e hanno identificato lui tenendolo fermo sotto al sole con la figlia nel passeggino. Tali agenti di polizia giudiziaria erano evidentemente all’oscuro di quanto disposto dall’articolo 663 del codice penale che i due tizi stavano impunemente violando.

Perché come dicono i miei amici di Retake, movimento del quale faccio orgogliosamente parte e alle cui iniziative partecipo nei limitati sprazzi di tempo libero rimasti, Roma ce la possiamo riprendere un pezzo alla volta. Ma da soli non ce la possiamo fare: dobbiamo creare un movimento di liberazione dalla bruttezza e stimolare gli attori istituzionali ed economici di questa città a riconoscere la bruttezza attorno a loro e a combatterla.

E allora ecco una puntuale disamina di chi potrebbe fare qualcosa per il decoro e (forse) non sa neanche di potere con poco fare tanto.

 

TIM. Iniziamo da chi ha fatto ma non lo ha raccontato. Da qualche mese, la principale compagnia telefonica ha ripulito da affissioni abusive e scritte vandaliche i suoi armadi stradali. Non solo, ma una nostra fonte all’interno dell’Azienda ci ha informato che li ha anche dotati di apertura elettronica tramite badge in dotazione al personale tecnico e di teleallarme: finalmente non vedremo più armadi aperti con i fili telefonici alla mercé di chiunque perché adesso TIM è in grado di sapere in tempo reale se un armadio stradale viene aperto fraudolentemente.

Altra peculiarità di TIM mai o pochissimo segnalata: l’Azienda ha un numero verde dedicato per segnalare il danneggiamento o la necessità di intervento sugli impianti stradali (800415042) da utilizzare oltre che per armadi aperti anche per eventuali vecchi pali telefonici in disuso e a rischio caduta anche per tombini di impianti telefonici che possono creare pericolo per esempio perché non a livello del manto stradale.

La domanda è: ma se TIM che è un’azienda che in pubblicità certamente non spende poco, perché non ha ben informato i cittadini di Roma di quanto ha fatto ?

 

POSTE ITALIANE. Altra azienda nazionale, controllata dallo Stato, che dispone di almeno due grandi reti: gli uffici postali e le cassette postali.

Poste potrebbe dare una mano sul decoro in tantissimi modi a cominciare dagli spazi vicini ai suoi uffici sia direzionali che quelli aperti all’utenza, ma lasciamo all’Azienda le idee su come organizzarsi al meglio. Nel frattempo, Poste potrebbe mettere mano ad una terza rete di infrastrutture che possiede e che è ormai in disuso e presa di mira dai vandali.

Esiste una rete di cassette rosse di servizio  estremamente capillare che, diversamente da quelle riservate all’utenza, non hanno feritoie per imbucare la corrispondenza perché la loro funzione affonda le radici nel servizio postale di decenni fa, quando l’utilizzo di veicoli da parte del personale addetto al recapito non era così diffusa.

L’uso era il seguente: un furgone la mattina distribuiva la corrispondenza in queste cassette. I postini, quando arrivavano nell’isolato di loro competenza, ne aprivano una e prelevavano tanta corrispondenza quanta potevano portarne a piedi. Una volta recapitata questa, tornavano alla cassetta per prenderne altra e così via compiendo quelli che nel gergo dei postali si chiamavano “viaggetti”.

Oggi la corrispondenza viene recapitata solo da personale che utilizza auto o moto: sarebbe utile pertanto che Poste programmasse la rimozione di tutte le “cassette dei viaggetti” analogamente a quanto programmato da TIM per le cabine telefoniche a seguito della diffusione capillare della telefonia mobile.

 

 

ACEA ACQUA. A Roma le utenze idriche abitative sono prevalentemente condominiali o comunque servono un intero edificio per cui sui muri perimetrali degli edifici ci sono i contatori idrici ciascuno col proprio sportello. Sono spesso pieni di adesivi che con lo strumento giusto (un raschietto) sono molto facili da togliere.

Questi sportelli hanno una chiave di chiusura standard e sono acquistabili esclusivamente da Acea ATO 2 ed è un bene che sia così per due motivi, il primo estetico e il secondo funzionale: quello estetico è che in questo modo c’è uniformità e quello funzionale è che hanno tutti lo stesso tipo di serratura di servizio e i letturisti e i manutentori possono aprirli con facilità.

In vista dei prossimi appuntamenti importanti di Roma, Acea ATO 2 potrebbe lanciare una campagna di sostituzione degli sportelli dei contatori (intanto risistemando le nicchie dei contatori se il nuovo tipo di contatori non entra nella vecchia e non fa chiudere lo sportello) più vecchi e una campagna sui social pubblicando dei tutorial su come tenerli puliti e come rimuovere adesivi, segni con lo spray ecc….

ACEA ELETTRICITA’. La “sorella” elettrica del Gruppo Acea ha sotto la sua responsabilità l’illuminazione stradale e quindi i pali della luce e le cabine elettriche in muratura (regolarmente prese d’assalto dai manifesti abusivi dei circhi: a quando un DASPO per i circensi che imbrattano Roma?) ed anche gli armadi stradali contenenti contatori oppure altre apparecchiature di distribuzione, questi ultimi presi regolarmente d’assalto dagli adesivi dei traslocatori, serrandari o agenti immobiliari.

Non sarebbe bello pensare ad una collaborazione tra Acea ed AMA  nella gestione delle strutture di Acea?

 

ITALGAS. Italgas ha fatto la stessa cosa di Tim ma limitandosi a pulire gli armadi stradali: anche in questo caso sarebbe utile una serratura elettronica e controllata a distanza come voluto dalla compagnia telefonica.

 

Vi sono altre forme di cooperazione che enti e privati possono offrire alla città. Ad esempio mantenere le aiuole vicine alle sedi dei grandi uffici (lo fa Terna su via Egidio Galbani), oppure Confesercenti e Confcommercio potrebbero stimolare i propri iscritti a tenere puliti gli stipiti delle vetrine, o ancora i condomìni potrebbero promuovere la ripulitura dai graffiti dalle facciate stradali grazie a convenzioni con il Campidoglio. Queste e altre suggestioni saranno oggetto di un prossimo articolo.

 

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Una risposta

  1. Altro aiuto sarebbe chiedere i danni ai vandali

    Traslocatori e le pubblicità varie come circhi, corsi yoga e accompagna cani sono facilmente identificabili. Lo scopo ovviamente è dissuasivo nei confronti di altri

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