Il centro storico di Roma deve rientrare nella tutela paesaggistica

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E’ una vecchia battaglia quella delle associazioni ambientaliste affinché il centro storico di Roma sia inserito nelle zone da tutelare dal punto di vista paesaggistico. Il Piano Territoriale Paesistico (PTPR) adottato dalla giunta Marrazzo nel novembre 2007 previde, infatti, che la zona più pregiata di Roma, insieme ad altri siti di grande valore come Villa Adriana e Villa d’Este a Tivoli, oppure le necropoli etrusche di Tarquinia e Cerveteri, non fossero inserite nelle aree da salvaguardare perché già oggetto di tutela in quanto patrimonio Unesco.

Nella sua formulazione originaria, l’articolo 43 del PTPR, all’ultimo comma, cita: “Le disposizioni del presente articolo non si applicano (…) alle parti ricadenti negli insediamenti storici iscritti nella lista del Patrimonio dell’Unesco (Roma-centro storico, Tivoli- Villa d’Este e Villa Adriana, Necropoli etrusche di Tarquinia e Cerveteri) per i quali è prescritta la redazione del Piano generale di gestione per la tutela e la valorizzazione previsto dalla “Convenzione sulla protezione del patrimonio culturale e naturale mondiale”.

Se è vero che un sito Unesco ha delle tutele piuttosto forti, è anche vero che da tale elenco si può essere esclusi qualora si perdano determinati requisiti. C’è stato, per esempio, un momento nel corso della Sindacatura Alemanno, nel quale alcune associazioni chiesero all’Unesco di intervenire per lo scandalo dei cartelloni pubblicitari che invadevano ogni angolo della città, compreso il centro storico, con l’intento di mettere sotto esame la capitale italiana.

Insomma, essere patrimonio Unesco è una cosa ottima ma non sufficiente per le garanzie future di quel territorio. A Maggio del 2018, il Sovrintendente speciale di Roma, Francesco Prosperetti, ribadì il concetto che “se si riuscisse a porre vincoli paesaggistici su quartieri di interesse storico, il parere della Sovrintendenza diventerebbe vincolante per le modifiche edilizie, mentre oggi è solo consultivo”. Insomma una richiesta di rafforzamento delle tutele viene da più parti tanto che ieri l’associazione Carteinregola ha deciso di inviare una lettera aperta al presidente della Regione Zingaretti e al Consiglio Regionale del Lazio, perché siano applicate “specifiche prescrizioni di tutela da definirsi, in relazione alla particolarità del sito, congiuntamente da Regione e Ministero”.

In questi giorni, infatti, l’aula della Pisana è chiamata ad approvare una nuova versione del PTPR. Due le linee che si confrontano: da una parte il Pd e le forze di centro-destra che spingono per un nuovo piano che ricalchi in buona sostanza quello del 2007. Dall’altra il M5S che vorrebbe il piano fosse riscritto sulla base di un accordo stilato con il Mibact nel 2016 e che – a detta dei grillini – contiene norme più stringenti per la salvaguardia del territorio regionale.

Lo scontro si trasferisce adesso in aula consiliare dopo che la X commissione ha deciso di inviare il tutto a via della Pisana.

La lettera di Carteinregola potrebbe insinuarsi tra queste due correnti e magari metterle d’accordo con la richiesta di tutela per il centro storico di Roma che – come si legge sul sito dell’Associazione – è “un bene che ci è stato consegnato da chi ci ha preceduto e che rappresenta la nostra storia e la nostra memoria collettiva”.

Seguiremo anche noi i lavori del consiglio regionale. Nel frattempo chi volesse leggere l’appello di Carteinregola può cliccare qui.

 

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Nella caporetto del verde romano non si salvano neanche le aiuole e palme di piazza di Spagna. Si direbbero i risultati anche del "lavorare indefessamente pancia a terra" di @daniele_diaco diarioromano.it/?p=36021

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