Il calvario delle multe

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verbale

Su queste pagine ci siamo spesso lamentati del fatto che i vigili non facciano abbastanza il loro dovere, sanzionando sistematicamente i comportamenti illeciti in tutti i campi, incluso … anzi proprio a cominciare dalle infrazioni al codice della strada. Ciononostante chiunque possieda un mezzo a motore a Roma mette sempre in conto qualche multa durante l’anno, generalmente per sosta vietata. Ciò non perché, come detto, i vigili siano particolarmente attenti, ma piuttosto per la tendenza dell’automobilista/motociclista romano a non rispettare le norme alla lettera, trovandosi quindi molto spesso in situazioni di infrazione che però solo raramente vengono sanzionate dai vigili (e quando ciò avviene l’automobilista/motociclista la vive come un sopruso).

Inoltre recentemente l’introduzioni di sempre più metodi elettronici di rilevazione delle infrazioni (varchi ZTL, controllo automatico delle preferenziali, street control) ha aumentato notevolmente la “potenza di fuoco” dei vigili, anche perché gli occhi elettronici non accettano le scuse che invece a volte con i vigili hanno successo.

Insomma è esperienza abbastanza comune a Roma ricevere un verbale di quando in quando ma recentemente ciò è divenuto un vero e proprio calvario, come se l’amministrazione volesse infliggere al titolare del mezzo una pena accessoria.

Quello che accade infatti è che se il vigile che fa la prima notifica non trova nessuno in casa, condizione comunissima, la pratica viene passata ad un’agenzia privata che prova a fare un ulteriore tentativo, salvo spesso neanche suonare al domicilio ma limitandosi a lasciare nella buca delle lettere una cartolina per ritirare il plico presso alcuni esercizi commerciali (in genere Mail Boxes Etc). Presa la lettera presso uno di questi negozi, vi si legge che il verbale può essere ritirato presso l’ufficio verbali dei vigili, dove quindi bisogna recarsi a sua volta. Insomma una vera e propria via crucis che solo norme arzigogolate ed una burocrazia impazzita potevano realizzare.

Il risultato è che la notifica di un verbale costa molto all’amministrazione ed ai cittadini, sia in termini di tempo che di risorse.

Eppure basterebbe tanto poco per rendere tutto il procedimento elettronico e fare notifiche via PEC senza aggravi né per l’amministrazione né per il cittadino ma anzi con risparmi per entrambi. Magari all’inizio la notifica via PEC la si potrebbe rendere opzionale, solo per chi ne facesse richiesta. Ma a regime essa non potrà che divenire il metodo normale di notifica.

Comprendiamo che per una tale modifica vi è probabilmente la necessità di modifiche legislative a livello nazionale, ma forse in questo il fatto che l’assessore Esposito continui ad essere anche senatore potrebbe aiutare, potendosi egli farsi promotore di un tale piccolo (neanche tanto, poi) progresso civico in sede parlamentare.

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  1. Lupin

    Basterebbe saltare un passaggio e cioè quando l’agente notificatore, non trova nessuno a cui notificare l’atto, rilascia l’avviso di ritiro presso gli sportelli della polizia locale del municipio di residenza…

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