Il “benaltrismo” sparisce dal lessico dei candidati. Bel confronto tra Raggi, Giachetti e Fassina

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Giachetti Raggi Fassina

Incontro blogger candidati sindaco roma 2

 

E’ un cambio culturale profondo quello prodotto dai blog in questi anni. Durante le scorse campagne elettorali era impensabile parlare di temi quali ambulantato, cartelloni pubblicitari, manifesti, sosta selvaggia. Chiunque avrebbe risposto che “i problemi erano ben altri“, che occorreva partire dal lavoro o da chissà quale emergenza.

E invece il primo incontro tra gli aspiranti sindaco di Roma dimostra che la politica sta cominciando a comprendere il disagio reale dei cittadini, la diversità di Roma rispetto a tutte le altre grandi città. Quella diversità provocata proprio dal “laissez faire“, dove chiunque ha diritto di vendere merce in strada in virtù di una licenza risalente a chissà quando, di parcheggiare dove vuole, di depositare rifiuti ovunque.

Roma (e non la politica romana) è stata protagonista del dibattito alla Città dell’Altra Economia tra Virginia Raggi, Roberto Giachetti e Stefano Fassina. Non c’era invece Giorgia Meloni (nonostante fosse stata avvertita diverse settimane fa) e non si è presentato Alfio Marchini, che evidentemente ha preferito la solita solfa della lite Berlusconi-Salvini a Ballarò piuttosto che confrontarsi su questioni concrete.

 

Giachetti

Roberto Giachetti

 

Roma Pulita!, Romafaschifo e il nostro sito, diarioromano, hanno posto diverse domande ai candidati. In collegamento da New York, il fondatore di Romafaschifo ha raccontato dell’esperienza vincente di altre città che hanno istallato gli autovelox, riducendo la mortalità stradale. Giachetti non li ha esclusi purchè “non siano utilizzati come cassa dal comune“. Fassina – che ha ricordato il primato di Roma per mortalità sulle strade – ha come obiettivo il dimezzamento del numero di auto circolanti. Mentre la Raggi ha spiegato che molti incidenti avvengono per le doppie file.

Presenterete la giunta prima del voto in modo da liberarvi dai ricatti e dai veti? è stata la seconda domanda. Il candidato Pd ha ribadito il suo impegno a fare i nomi prima del 5 giugno, Fassina ha anticipato l’ingaggio di personalità importanti come Massimo Bray, Vincenzo Visco o il figlio di Angelo Vassallo. Mentre l’esponente 5stelle è stata più cauta: “Arriverà al momento giusto, l’importante è l’onestà“, ha detto la Raggi.

Raggi

Virginia Raggi

 

Sul tema cartelloni e riforma del settore, abbiamo sollecitato un impegno a completare il lavoro avviato da Marta Leonori, per dare a Roma bike sharing e altri servizi oltre al maggior decoro. E questo è uno dei temi sui quali siamo rimasti sorpresi dalla preparazione dei candidati: soprattutto Giachetti che ha confermato la riforma del Prip e i bandi di gara entro pochi mesi, mostrando di “aver studiato”. Interessante la posizione di Fassina che ha sollecitato il commissario Tronca a completarla subito la riforma, senza attendere il nuovo Sindaco. Pure Raggi ha mostrato sensibilità al problema, ricordando quanto il M5S abbia contribuito all’approvazione della riforma. E’ forse la prima volta che in campagna elettorale si affronta un tema così concreto senza subordinarlo a “presunti problemi più gravi”.

Fassina

Stefano Fassina

 

Rifiuti. Sia Roma Pulita che il collega di diarioromano e del Coordinamento Residenti Città Storica hanno incalzato i candidati. Giachetti dopo aver  proposto piccole e corrette riforme dell’Ama è scivolato sui termovalorizzatori: “Occorre decidere della loro localizzazione assieme ai cittadini“, ha detto dimenticando le opposizioni violente di tutti i residenti e le battaglie durate anni. Una risposta un po’ superficiale, insomma, come anche troppo aleatorio è sembrato l’impegno della Raggi a ridurre la quantità di rifiuti (ha fatto l’esempio dell’incarto della frutta al supermercato). Mentre più concreta, sempre da parte della candidata M5S, la proposta di attribuire ai dirigenti Ama la responsabilità diretta dei disservizi.

Il pubblico non ha gradito la frase di Giachetti “abbiamo chiuso Malagrotta“, dopo che il Pd ha pugnalato Marino che è stato uno dei reali artefici della chiusura della megadiscarica. Ci sono state alcune contestazioni, poi il clima è tornato civile ma la ferita tra una parte dell’elettorato di centro-sinistra e il Pd resta e sarà difficile da rimarginare.

 

 

Infine il tema delle bancarelle, quelle legali, quelle regolari intendiamoci. Che fare delle 13mila licenze rilasciate a Roma anche in prospettiva della direttiva Bolkestein che potrebbe imporre un bando per la loro assegnazione. “Occorre un riordino dell’intera categoria sia degli abusivi che dei legali”, ha detto Virginia Raggi, prendendo dunque un impegno. Ha concordato sul fatto che i mercati rionali stiano morendo e che per evitarlo molte licenze possano essere spostate al loro interno. Sulla stessa linea Fassina e anche Giachetti che ha parlato di una “situazione fuori controllo” citando l’esempio di via Cola di Rienzo, via Appia Nuova, viale Trastevere (ma ha preso posizione a favore degli urtisti al Colosseo). Insomma anche su questo sembra che il lavoro dei blog in questi anni sia stato molto utile perché ha seminato una cultura diversa, dove il commercio ambulante ha tutto il diritto di esistere ma non in queste forme abnormi e indecorose.

Ci sarebbero stati molti altri temi di cui parlare, dalle metropolitane all’evasione del biglietto sui bus, dalle Olimpiadi ai graffiti sui muri. Purtroppo non c’è stato il tempo, ma ci sembra che questo primo dibattito sia stato produttivo di impegni concreti. Impegni dei quali chiederemo conto a chi di questi tre candidati verrà eletto.

Meloni e Marchini, che hanno preferito evitare il confronto, non hanno preso alcun impegno e forse sperano di cavarsela così. Ma sappiano che invece hanno ottenuto l’effetto contrario. Nessuna fiducia in chi scappa.

 

 


 

Un ringraziamento va alla Città dell’Altra Economia che ha concesso gratuitamente gli spazi, allo sponsor tecnico Unidata che ha permesso la diretta streaming sui siti lanuovaecologia e Affaritaliani
Fotografie Corrado Giglio
Riprese Lester Salis

 

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