La totale inefficacia dell’azione dei vigili a Roma è cosa risaputa, fatte pochissime eccezioni (tipo il reparto GSSU o qualche isolato elemento).

Una delle ragioni di tale inefficacia è l’assuefazione che l’agente medio di PLRC ha sviluppato per le violazioni al codice della strada, anche quelle più palesi. Sarebbe interessante, ad esempio, conoscere quanti verbali sono stati elevati nell’ultimo anno per mancato rispetto delle strisce pedonali (scommettiamo su un numero prossimo allo zero, come se a Roma le strisce fossero sacre) oppure per mancato utilizzo del segnalatore di svolta (la freccia).

Ma è sulla sosta selvaggia che a Roma si esprime il massimo del lassismo, con tutta la città che è teatro delle soste vietate più disparate ed i vigili ad ignorarle nella stragrande maggioranza dei casi (della sosta selvaggia monstre in centro storico di notte ci siamo occupati recentemente). Solo in alcune situazioni, probabilmente su esplicita indicazione di qualche comando, vengono elevati dei verbali ma l’impressione è che la cosa venga fatta più per garantire qualche introito facile alle casse comunali che come deterrente per scoraggiare le soste difformi. Ed infatti gli automobilisti romani sono abituati a vivere le sanzioni come una specie di sopruso, non considerando che invece che lamentarsi quando ricevono una multa dovrebbero ringraziare il cielo per tutte le volte che la passano liscia pur lasciando il veicolo fuori posto (chi scrive non è completamente avulso da questi ragionamenti, per cui l’intenzione qui non è pontificare ma solo descrivere la situazione effettiva).

A proposito di sosta selvaggia, ci siamo occupati più volte di quella che è possibile rintracciare tutti i giorni proprio sotto il comando del Primo Gruppo della PLRC, in via della Greca. La segnalammo una prima volta ad agosto, e ci tornò un nostro lettore a metà ottobre.

Recentemente il sottoscritto è capitato più volte in via della Greca e la situazione continua ad essere quella rilevata in estate, con numerosi veicoli in sosta vietata e l’autovettura identificata dal contrassegno “ARVU” sempre nello stesso posto.

ARVU
Foto presa il 16 novembre

 

Avendo provato a segnalare verbalmente la situazione allo sportello dei vigili, suggerendogli che non dovrebbe essere per loro un problema assicurare il rispetto del codice della strada proprio davanti l’ufficio, la risposta è stata che loro non ricevono segnalazioni verbali ma è necessario presentare un esposto scritto.

Presa alla lettera la richiesta, qualche giorno fa ho provveduto a presentare l’esposto che segue:

esposto

Chi scrive non si fa particolari illusioni sull’efficacia di questa iniziativa, avendo sperimentato più volte la reazione infastidita dei vigili, a tutti i livelli, quando ci si permette di segnalargli qualche abuso. D’altro canto un tale atto formale darà la possibilità eventualmente di sollevare più in alto il problema nel caso perdurasse l’inazione dei vigili rispetto a questa specifica situazione.

Vi sono diversi aspetti assurdi in questa storia: non solo il comando del Primo Gruppo della PLRC tollera da mesi (anni?) la sosta selvaggia di innumerevoli veicoli proprio davanti la propria sede, ma non reagisce né quando la cosa viene resa nota ripetutamente sulle pagine del nostro piccolo blog (e questo sarebbe il meno, non potendo noi pretendere di essere conosciuti dai più), né quando viene segnalata verbalmente a diversi agenti del Primo Gruppo, richiedendo questi che venga fatto con la presentazione di un atto formale.

Probabilmente la gran parte dei vigili troveranno tutto ciò abbastanza normale e l’incaponimento del sottoscritto molesto, al limite della scorrettezza. Ma tutto ciò non è per niente normale ed una così grave e palese incapacità di assicurare il rispetto delle norme sotto le finestre del proprio ufficio meriterebbe che alla dirigenza del Primo Gruppo venisse annullato qualsiasi premio di produttività, che invece con tutta probabilità verrà di prassi elargito.

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Pubblicato da Andrea Coia su Venerdì 3 luglio 2020
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