I portavoce senza voce

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Gli eletti del M5S si definiscono in genere non “onorevoli” o “consiglieri”, bensì “portavoce dei cittadini”. Si vuole così rappresentare una loro stretta vicinanza con gli elettori, in contrapposizione agli altri schieramenti dove in genere i politici entrano in una specie di torre d’avorio irraggiungibile ed inaccessibile.

Per analogia noi crediamo che questo concetto di “portavoce” possa applicarsi anche agli organi politici non eletti ma nominati, agli assessori ad esempio, o ai delegati.

 

Se tutto ciò è vero, perché a parte qualche sporadica eccezione è praticamente impossibile ottenere una qualsiasi interlocuzione con l’amministrazione in carica a Roma?

Come è infatti esperienza di chiunque ci abbia provato, scrivere al Sindaco, agli assessori, o ai presidenti di commissione è esercizio perfettamente inutile. Hai voglia a provarci via email, twitter, facebook, niente, la norma è che si viene sistematicamente ignorati.

Non sapremmo dire se metodi comunicativi più tradizionali, tipo documenti cartacei protocollati presso gli uffici, avrebbero esito diverso, ma da un movimento che ha fatto della rete il suo territorio prediletto di diffusione ed operatività tenderemmo ad escluderlo (sarebbe davvero il colmo!).

Sono davvero poche le eccezioni alla regola di essere ignorati e nella nostra esperienza hanno riguardato le persone dell’assessore Meloni, del presidente Stefàno e del delegato alla disabilità Venuto. Non che costoro si siano messi a nostra disposizione, ma quando sollecitati con richieste specifiche ed argomentate hanno concesso almeno un’interlocuzione che, pensiamo di poter dire, è sempre stata a beneficio di entrambe le parti.

 

Niente di tutto ciò dagli assessori Meleo, Montanari, Bergamo o da Frongia, quest’ultimo in particolare autore di trasformazione fenomenale: da consigliere di opposizione disponibile e collaborativo, a membro della maggioranza ormai assurto ad un empireo irraggiungibile!

Lo zero totale in termini di interlocuzione anche da parte del Sindaco, a cui abbiamo provato a proporre un incontro pubblico simile a quello che l’ex Sindaco Marino ebbe con alcuni blog cittadini, ma inutilmente.

 

Nell’elenco degli inarrivabili va anche incluso, un po’ a sorpresa, il presidente dell’Assemblea Capitolina, Marcello De Vito. Chi scrive infatti ha avuto modo di indirizzare almeno due messaggi di posta elettronica al presidente De Vito chiedendogli chiarimenti su un poco commendevole comportamento di una commissione capitolina ma senza avere l’onore di una risposta anche generica. Peraltro la prima email è stata inviata all’indirizzo istituzionale della Presidenza dell’Assemblea Capitolina, significando che non è solo l’on. De Vito che eventualmente se ne frega dei cittadini ma in qualche modo l’Assemblea tutta.

 

La cosa paradossale è che coloro che si definiscono “portavoce dei cittadini” risultano molto meno raggiungibili dei loro predecessori. Possiamo infatti testimoniare personalmente come l’amministrazione Marino e perfino quella Alemanno fossero molto più raggiungibili di quella attuale. Non che quelli fossero campioni di partecipazione, ma il confronto con coloro che a parole, solo a parole, professano “trasparenza e partecipazione” è desolante.

 

Non vorremmo che gli esponenti del M5S, nella loro ancora limitata esperienza politica, pensino di dover fare i portavoce esclusivamente dei loro elettori e non anche di tutti coloro che, pur non avendoli votati, se li ritrovano oggi al governo cittadino.

Pur comprendendo infatti una maggiore vicinanza ai propri sostenitori, il Sindaco, il presidente dell’Assemblea Capitolina, gli assessori, sono figure istituzionali che dovrebbero trattare tutti i cittadini in egual maniera.

 

Non è mai troppo tardi per cominciare a parlarci veramente con i cittadini e semmai l’amministrazione dovesse iniziare a farlo allora potremmo ricominciare a sperare nell’avvio di un percorso virtuoso.

 

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