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Lo scorso giovedì 16 luglio c’è stata l’inaugurazione della prima fontanella tecnologica del Giubileo nei pressi dell’Auditorium.

La foto sopra mostra i sorridenti inauguratori nelle figure di Maurizio Pucci, assessore ai Lavori Pubblici, Catia Tomasetti, presidente Acea, Giuseppe Gerace, presidente del Municipio II e Aurelio Regina, non ben chiaro in quale ruolo.

Si tratta di manufatti che dovrebbero fornire, oltre all’acqua dei tradizionali “nasoni” romani, anche la versione frizzante della stessa e delle prese USB per la ricarica dei cellulari.

 

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Ebbene lo scorso fine settimana ci siamo trovati preso l’Auditorium ed abbiamo voluto provare questa prima novità giubilare e, indovinate un po’?, il coso non funzionava, almeno per la parte riguardante l’acqua. Gli erogatori infatti non rispondevano ai comandi dei pulsanti né per la parte “naturale” né per quella “frizzante” ed il display mostrava uno strano messaggio che dopo un po’ spariva e riappariva.

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Sul luogo abbiamo potuto condividere lo sconforto con diverse persone che, chissà perché, non apparivano così stupite per la brutta novità. I commenti ricorrenti erano infatti del tipo: ma come si pretende che una cosa del genere possa funzionare a Roma?

Ed infatti questo è quello che ci chiediamo anche noi. In una città che riesce a fatica a garantire la minima manutenzione delle fontanelle tradizionali (i cui scarichi sarebbero tutti da rifare), che in ogni angolo viene vandalizzata senza che nessuno possa farci nulla, a chi può essere venuta l’idea di mettere a disposizione dell’inefficienza e dei vandali queste strutture che pure qualcosa saranno costate?

Quanto tempo ci vorrà prima che questi cosi vengano ricoperti di scritte e vandalizzati in vario modo? Vogliamo scommettere sulla durata dello schermo sopra le prese USB?

Se l’amministrazione ritiene inaccettabile che a Roma non si possano fare passi avanti fornendo nuovi servizi alla città, deve prima dimostrare di essere in grado di gestirli questi nuovi servizi. Ed invece a pochi giorni di distanza questo coso, che pur deve avere una tecnologia semplicissima, già non funziona.

Per il Giubileo l’amministrazione meglio farebbe a concentrarsi sull’esistente ed a far funzionare quello, come gli abbiamo già suggerito a più riprese.

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