I miracoli di ATAC: il servizio peggiora ma le penali diminuiscono

Nonostante disabili portati in braccio, resse di persone e black out a Termini, nel 2019 RSM rileva un miglioramento della qualità del servizio ATAC e quindi riduce le penali. ACoS dice però il contrario.

A settembre 2017 ATAC presenta domanda di Concordato preventivo, per evitare il fallimento. Tra gli obiettivi che si impegna a conseguire, c’è l’aumento della quantità del servizio (più incassi) e della qualità (meno penali).

 

L’obiettivo sulla quantità del servizio è miseramente fallito. Nel 2021 il servizio bus doveva raggiungere il +18% rispetto al 2017, mentre ha raggiunto solo il +3,2% (fino a luglio – ultimi dati ufficiali disponibili, il +5,7% aggiungendo i km “bonus” per “cause esogene” quali il COVID), e questo nonostante centinaia di autobus nuovi. In termini più concreti, parliamo di qualcosa come 3.000 corse in meno al giorno rispetto il Concordato.

 

Vediamo ora l’obiettivo sulla qualità del servizio. La qualità percepita dai cittadini, in costante calo, non conta assolutamente nulla. Le segnalazioni ed i reclami dei cittadini per i disservizi non contano assolutamente nulla.

Prendiamo in particolare il 2019, l’anno peggiore per i cittadini, come risulta dai report di Agenzia per il Controllo della Qualità dei Servizi (ACoS).

 

 

Secondo uno studio della Commissione Europea sulla qualità del trasporto pubblico, Roma nel 2019 è risultata all’ultimissimo posto di tutte le città d’Europa prese in considerazione.

 

 

Ma l’unico giudizio che conta secondo il contratto con il Comune di Roma, è quello di Roma Servizi per la Mobilità, che determina anche le penali da comminare ad ATAC.

 

Dalla Tabella sotto, possiamo vedere come il servizio totale nel 2016 ed il 2019 è stato pressoché identico come numero di km. Più in dettaglio, nel 2019 c’è stata una diminuzione del servizio bus, ed un aumento del servizio Metro (anche grazie all’apertura della stazione San Giovanni Metro C), dove però ci sono state numerose stazioni chiuse, scale mobili e ascensori fermi ovunque con disabili portati in braccio, resse di gente, black-out a Termini, display spenti o sbagliati … tutti episodi che non incidono sulla quantità del servizio, ma sicuramente sulla qualità.

 

 

Ebbene, a parità di km e con il giudizio dei cittadini sulla qualità calato del -9% tra 2016 e 2019 (dati ACOS), in totale controtendenza Roma Servizi per la Mobilità ha giudicato migliorata di ben il +31% (in soli 3 anni) la qualità del servizio ATAC ed il Comune ha così drasticamente ridotto le penali dai 6,1 Milioni€ del 2016 ai 3,8 Milioni€ del 2019.

 

Nel frattempo è continuata la fuga dei passeggeri dal trasporto pubblico: secondo l’ISTAT gli spostamenti con i mezzi pubblici a Roma sono diminuiti di ben il -24% tra il 2016 ed il 2019.

 

Qualcosa non torna. È urgente e necessario rimettere il cittadino al centro dell’attenzione del Comune. Per risanare realmente il trasporto pubblico servono importanti investimenti. L’obiettivo non deve essere far pagare le penali ad ATAC, ma migliorare realmente la qualità del servizio, anche modificando i parametri di controllo nel contratto, dato che quelli attuali si sono rivelati del tutto inefficaci.

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2 risposte

  1. Decisamente ha il sapore di una amara presa in giro (per gli utenti) questa “misurazione” della qualità del servizio.
    Grazie per aver denunciato lucidamente questa beffa.
    Speriamo davvero in un servizio migliore, al di là degli indici fuffa.

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