I graffiti, quelli belli … al Quadraro

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Con questo post vogliamo iniziare una carrellata sui graffiti che stanno abbellendo e movimentando sempre più stabili e luoghi a Roma, grazie a tante iniziative private ma anche grazie ad un’amministrazione che si è dimostrata pronta ad accogliere questi stimoli artistici. Di questo diamo volentieri atto all’assessore alla Cultura Giovanna Marinelli, che invece abbiamo criticato per altre cose. Proprio l’assessore , lunedì scorso, ha presentato la nuova app realizzata da Artribune e Toyota che permette di orientarsi nel mondo della Street Art.

Parliamo chiaramente dei graffiti realizzati da chi ha messo a disposizione dell’arte il suo estro, non certo degli sgorbi utilizzati per marcare il territorio dai vigliacchetti delinquenti che devastano muri, vetrine, treni e perfino monumenti.

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La prima zona che abbiamo visitato alla ricerca di questi graffiti è stata il Quadraro, dove nel 2010 l’artista David “Diavù” Vecchiato ha fondato il Museo di Urban Art di Roma (MURo). Si tratta del primo progetto di museo completamente integrato nel tessuto sociale, come la forma d’arte che segue, promuove e produce: la Street Art.

Qui il sito web del Museo e di seguito una carrellata delle opere stradali.

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Quanto bisogna essere insensibili per parcheggiare sul marciapiedi in prossimità di una tale opera?

 

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Qui non capiamo se la scritta in cima sia offensiva o parte dell’opera (opteremmo per la prima ipotesi)

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E per finire un’immagine che abbiamo preso proprio di fronte all’opera precedente, come a dare una dimostrazione inequivocabile di cosa è arte e cosa invece degli sgorbi immondi frutto della pochezza di qualche minus habens.

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Se non ci siete mai stati, consigliamo senz’altro la visione delle opere dal vivo.

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La disavventura dei disabili che aspettano il tram o usano la metro a Colli Albani raccontata da una mamma. @andreavenuto sappiamo che non ha la bacchetta magica ma davvero @virginiaraggi è sorda a basilari istanze di civiltà? #barrierearchitettoniche diarioromano.it/?p=37833

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