Gra: tornata la luce sul 70% del tracciato. Nuovo reato di furto di rame

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Ogni tanto una buona notizia vogliamo darla anche noi. In mezzo allo sfacelo che colpisce Roma sotto ogni fronte, qualche passo avanti si registra sul tema dell’illuminazione del Grande Raccordo Anulare. Spento da quasi 3 anni a causa dei continui furti di rame, aveva registrato un notevole incremento degli incidenti durante le ore notturne. L’anello, infatti, viene percorso da automobilisti non sempre avvezzi alla guida sull’autostrada. I lampioni possono rendere più sicura la circolazione.

L’Anas ha fatto sapere di aver riattivato la luce su quasi il 70% del percorso. La parte restante sarà completata entro la fine di novembre. Un lavoro impegnativo che ha comportato la sostituzione di 400 km di cavi elettrici, con la creazione di speciali cunicoli appositamente studiati per evitare i furti. Inoltre al posto del rame, viene utilizzato l’alluminio meno appetibile per i ladri. L’intervento è costato 14 milioni di euro e ha visto già a giugno la riaccensione della Roma – Fiumicino. Le vecchie lampade ad incandescenza sono state sostituite con moderni led che consentono di risparmiare il 35% di energia.

Anche se ci sono voluti anni (in un mondo normale sarebbero bastati pochi mesi) finalmente il Gra torna ad essere messo in sicurezza. Nel frattempo una illuminazione suggestiva è stata inaugurata sul ponte Morandi, quello che collega il viadotto della Magliana con l’autostrada per Fiumicino. Le arcate in cemento armato cambiano colore ogni 4 secondi grazie ad un impianto a led RGB che promette di durare molti anni.

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La nuova illuminazione del viadotto Morandi

 

 

La piaga dei furti di rame non cessa purtroppo. In genere rom o cittadini dell’est lo trafugano da linee elettriche, ferroviarie, impianti privati di qualsiasi genere per poi rivenderlo sul mercato nero. L’Italia è la meta prediletta di questi ladri e in special modo Roma, dove – come è noto – i controlli sono pari a zero e chiunque si sente nella possibilità di commettere ogni tipo di reato senza essere punito. La Camera, finalmente, ha approvato una legge che rende il furto di rame un reato specifico con pene molto severe. La fattispecie introdotta nel Codice Penale è “Furto in danno di infrastrutture energetiche e di comunicazione”. La reclusione prevista va da uno a sei anni con la possibilità di aumentarla fino ad 8.

Troppe volte nei campi rom sono stati trovati depositi di rame rubato e gli autori del reato subivano una condanna lieve, con alte possibilità di farla franca. C’è da augurarsi che col nuovo reato le cose cambino. Resta ancora il problema dei tombini in ghisa, asportati da viadotti e strade creando seri pericoli alla circolazione. E’ il caso del viadotto dei Presidenti che è rimasto senza tombini per anni o di molte altre arterie romane. Il nuovo reato potrebbe non includere questa tipologia di furto, mentre sarebbe giusto equipararlo in modo da limitarlo per quanto possibile.

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Tombino rubato sul viadotto dei Presidenti

 

 

Ma dal Gra arriva un’altra notizia positiva. Grazie ad un accordo tra Anas, Galleria d’Arte Parione e Retake Roma, alcuni sottopassi oggi degradati verranno ripuliti e decorati da murales. Il primo è quello di via Michele Migliarini a Gregna Sant’Andrea dove sono stati realizzate 5 splendide opere di street art sui temi della natura e della giungla urbana.

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Un murales del sottopasso di via Migliarini

 

 

La stessa cosa era stata fatta lo scorso gennaio per il sottopasso di via Lucrezia Romana e presto altre aree in abbandono torneranno a vivere grazie ai volontari. L’importante è che poi vengano mantenute in buono stato e non ripiombino nel degrado precedente dopo pochi mesi.

 

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